L'Olga
di Francesca Passerini
Entrava in classe con passo deciso. "In piedi bambini! in piedi". E noi come soldati ci si alzava.
Con un suo cenno del capo, Giacomo usciva dal banco e intonava impettito: "Questa mattina, mi son svegliato! O Bella Ciao, Bella Ciao, Bella Ciao! Ciao! Ciao! Ciao!"
Giovanna lo seguiva in crescendo, battendo le mani. Poi d'impeto tutta la classe.
Olga la maestra sorrideva assorta e al termine della canzone ci faceva recitare il Padrenostro. Così per tutta la durata dell'anno scolastico. Fino in terza elementare.
Suo marito lo avevano fucilato i fascisti, sulla porta di casa. Lei immobile a guardare, alla finestra.