Una classe di somari
di Pasquale Pistorio
Ho fatto le scuole elementari nel paese dove sono nato: Agira, in provincia di Enna. La scuola rappresentava per me l’ambiente in cui si arricchiva l’educazione che mi veniva data in famiglia e che mi preparava per il futuro. A scuola si imparava non solo a leggere e scrivere ma anche il comportamento. La disciplina (qualche volta impartita con mezzi arcaici, come per esempio piccole bacchettate sulle mani), i compiti a casa, arrivare in tempo a scuola e con la divisa scolastica sempre in ordine e pulita (a cui mia madre teneva molto), il rispettare i maestri quindi l’importanza delle istituzioni e il socializzare in modo costruttivo con i compagni di scuola. La figura del maestro era l’estensione della figura paterna completandola dal punto di vista dell’istruzione ed estendendone la funzione educativa in generale.
Ricordo un piccolo episodio avvenuto – credo – in quinta elementare. Ostentavo verso gli altri compagni il mio essere un cosiddetto “primo della classe”. Il maestro mi rimproverò dicendomi: “di cosa ti vanti, sei il primo di una classe di somari e sei somaro anche tu”. Ovviamente non eravamo tutti dei somari ma questo ammonimento mi insegnò ad essere più umile.
La scuola elementare e subito dopo le scuole medie, insieme con il ruolo insostituibile della famiglia, formano l’educazione di base e il comportamento caratteriale verso la società, che sono fondamentali nella formazione del futuro cittadino. Per lo meno così è stato per me.