25 gennaio 2010
A proposito dei bamboccioni
Mobilità sociale
di
Irene Tinagli ,

Il tema dell’autonomia dei giovani, dell’accesso alle opportunità e di
un ridisegno del welfare che dia un supporto più efficace alle nuove generazioni
è un tema troppo importante per essere affidato ad annunci televisivi confusionari, frettolosi e approssimativi. Purtroppo è questo lo spettacolo a cui si assiste oggi. Battute e rettifiche, annunci talvolta punitivi e altre volte magnanimi, come quello di dare ai giovani “non 200, ma 500 euro al mese”. Una proposta irrealistica quanto dannosa, perché
ripropone un’idea sbagliata di welfare che elargisce pensioni e salari sociali con logiche di assistenzialismo passivo anziché supportare la costruzione di opportunità, il lavoro, l’impegno.
Italia Futura si è occcupata di questi temi nella sua prima campagna sulla mobilità sociale in Italia, attraverso un lavoro di ricerca, di benchmarking internazionale e di
elaborazione di alcune proposte operative. Proposte che non rivendicano l’allargamento delle pensioni o il loro semplice trasferimento ai giovani, ma che delinano dei criteri nuovi di allocazione delle risorse, che supportano l’individuo nel perseguimento attivo dei propri obiettivi da quando nasce (col
Fondo Opportunità) fino alla sua uscita da casa (con gli
Affitti d’Emancipazione) e alla formazione di una propria famiglia (con il
Pacchetto Giovani Famiglie).
Proposte che sono state messe a disposizione del dibattito pubblico e che hanno già raccolto centinaia di adesioni da tutta Italia, a dimostrazione del grande bisogno che il paese ha di una progettualità solida, innovativa e concreta.
LE NOSTRE PROPOSTE
Un sostegno economico per gli studi, attivato alla nascita, con versamenti periodici dallo Stato.
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Misure concrete per sostenere le giovani coppie con figli: affitto, baby sitter e sgravi fiscali.
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Un contributo economico per aiutare i giovani lavoratori a rendersi indipendenti.
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