22 gennaio 2010

"Ripartire dai maestri"

Sole 24 Ore/Scuola


di Giuseppe Picciano

Occupazione, sviluppo, politica, scuola. Partito da Napoli un confronto serrato sui temi caldi dell’attualità, per offrire una lettura di un Paese che rischia di restare ripiegato su se stesso. Ma, soprattutto, per indicare risposte concrete. Al di là degli schieramenti politici. L’occasione è stata la presentazione del primo rapporto sulla scuola italiana, dal titolo “Maestri d’Italia”, presentato il 16 gennaio dalla fondazione “Italia Futura”.

«Uno dei temi che ci sta particolarmente a cuore – ha sottolineato Luca Cordero di Montezemolo, leader della fondazione – è la qualità dell’istruzione che rappresenta un nevralgico strumento di cultura e di formazione, potenziale trampolino di lancio per i più meritevoli. Non a caso, la nostra fondazione ha l’obiettivo di costruire una comunità di maestri che rifletta sul proprio ruolo». Quindi illustra due progetti: la promozione di biblioteche «dove i maestri possano approfondire le proprie conoscenze» e un censimento fotografico dell’edilizia scolastica italiana. A realizzare il censimento dovrebbero essere gli stessi maestri per dare vita a una mostra nazionale, mentre “Italia Futura” bandirà un concorso tra giovani architetti «per la costruzione di una scuola italiana di nuova concezione. La politica – ha concluso Montezemolo – deve essere capace di unire il Paese su un grande progetto di cambiamento che abbia al centro la scuola».

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http://www.italiafutura.it/allegatidef/Il%20Sole%2024%20Ore-Scuola_22012010110296.pdf



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Adolfo Scotto di Luzio, autore del rapporto sulla Scuola
Storico e saggista, insegna
all'Università di Bergamo.
I suoi libri sul liceo classico e sulla crisi del modello scolastico italiano del secondo dopoguerra hanno suscitato un intenso dibattito.

La scuola ha perso la capacità di coltivare il gusto elitario della solitudine ed è rimasta letteralmente sommersa sotto la pressione uniformante dei linguaggi di massa. E' appena il caso di ricordare che elitario non significa "per ricchi", ma "per pochi", quei pochi che scelgono di condividere la fatica di uno studio rigoroso. Questa precisazione va fatta perché la polemica antielitaria da cui è stata investita in maniera crescente la scuola in questi ultimi decenni ama fregiarsi di idealità sociali, di un linguaggio sentimentale che fa costante appello alla generosità , alla giustizia, alla solidarietà , e nella cultura tende a riconoscere troppo spesso il privilegio di uno stato di possesso culturale e quasi mai la fatica di un acquisto. Ora, la differenza che passa tra ascrizione e acquisizione è esattamente quella che può distinguere un sistema del privilegio dal merito come fondamento della democrazia. Oggi pretendiamo di essere eccellenti dopo decenni in cui ci siamo esercitati pervicacemente a negare ogni legittimità ai linguaggi della distinzione. La rincorsa affannosa dell'eccellenza assume così i tratti beffardi di un atto tardivo. Quando non è (e lo è il più delle volte) vuota retorica. L'unico modo per essere eccellenti è esigere una scuola rigorosa e di qualità.


LE PROPOSTE DEL RAPPORTO

La biblioteca del maestro

Centri di lettura dedicati ai maestri elementari, perché la scuola diventi un vero centro culturale.

Le scuole degli italiani

Insieme a voi vogliamo costruire una nuova scuola. Suggeriteci come la vorreste.

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Gloria Droghetti

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