I guasti della dispersione scolastica

Il Corriere della Sera

pubblicato il 21 gennaio 2010
di Giangiacomo Schiavi


In un paese dove un terzo di persone fanno un lavoro per cui non serve una laurea e altrettanti fanno un lavoro diverso dalla laurea, c’è un vivaio dimenticato di 126mila ragazzi dai 14 ai 17 anni: non studiano, non hanno un impiego, sono tagliati fuori da ogni percorso formativo.

Occuparsi di loro è un dovere a cui la scuola ha abdicato da anni, scaricando sulle famiglie il peso di un fallimento che allunga soltanto i tempi d’attesa di un impiego. Come farlo però è un rebus sul quale si infrangono riforme su riforme, in un groviglio di progetti avviati e revocati nell’altalena dei governi di centrodestra e centrosinistra.

Ogni volta che si cerca di ragionare su una scuola che perde per strada un esercito di giovani, abbandonati in un limbo senza prospettive per il futuro, si scontrano buone intenzioni e frettolose conclusioni. Ma è inutile fingere di non vedere la deriva nella quale è finita l’istruzione professionale in Italia, un tempo scuola di accesso qualificata per il mondo dell’impresa e oggi ridotta a parcheggio, destinata a lavoratori subordinati, senza carriera. Qui la pubblica istruzione e il sistema di formazione affidato alle Regioni pagano uno storico errore: quello del disimpegno politico e del graduale distacco dalle richieste del mondo del lavoro. E qui la dispersione scolastica cresciuta nel corso degli anni ha creato un’indistinta zona grigia che ha danneggiato tutti: i giovani, la scuola, il mondo del lavoro. Ben vengano i tentativi per rompere questo lungo immobilismo: bisogna cercare ogni mezzo per contrastare un abbandono scolastico che nelle zone povere o nella marginalità di certe periferie porta alla disoccupazione, al lavoro nero o alla criminalità. Ma senza colpi di mano. Senza frettolose scorciatoie che danno l’impressione di un ritorno al passato, come l’abbassamento dell’età lavorativa da 16 a 15 anni.

L’emendamento approvato in commissione Lavoro ha il merito di aver rotto un muro di ipocrisia attorno a quello che appare come un inutile parcheggio in aule lontane dalla vita e dai nuovi saperi richiesti dalle aziende. Ma non chiarisce del tutto quale sarà il percorso per avviare, con un apprendistato “scolastico”, i giovani verso il mondo del lavoro. Sarà un vero percorso formativo-educativo o solo un’alchimia per alleggerire con nuovi tagli il bilancio scolastico? Al tentativo di dare una giusta risposta alle richieste del mondo imprenditoriale (continuare la formazione in azienda attraverso l’apprendistato) oggi si contrappone lo sconcerto di sindacati e sinistra che ipotizzano un colpo di mano per anticipare un lungo precariato e uscire dallo spazio europeo del sapere. L’eccesso di ideologia in ogni commento non aiuta a inquadrare il vero problema. Quello di una scuola che, alla richiesta di tecnici qualificati, di tecnici superiori, di quadri di alta formazione professionale, non è riuscita a dare risposte difendendo per troppi anni la liceizzazione, adagiandosi sull’idea sessantottina del diritto allo studio che non sempre ha coinciso con il diritto al lavoro.

A farne le spese, per primi, sono stati i ragazzi. Perché un sistema Paese non può crescere soltanto con dirigenti e avvocati (il distretto di Napoli ne ha più dell’intera Francia). Siamo arrivati ad avere un posto di lavoro ogni 359 laureati in storia, ma il 70% delle aziende non trovano tecnici di progetto, manutentori, responsabili di commercio, quadri di alta formazione professionale. E’ questa la stortura da correggere, serve un’alleanza scuola-impresa, con meno vincoli e più possibilità.

Scarica la versione pdf



ALLEGATI 
tag:  lavoro   scuola   dispersione scolastica  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER




nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta