Io e la Piera
di Lucio Dalla
Avevamo quasi gli stessi maestri, il mio era il maestro Baldini, il suo, nella terza elementare femmine, era la maestra Saccarelli. Quasi gli stessi perché erano marito e moglie e insegnavano nella stessa scuola, l’Istituto Giovanni Pascoli che era all’angolo con via Rialto. Il maestro Baldini aveva una passione per me che ero indisciplinato, furbo e bugiardo, mi diceva sempre che da grande avrei fatto l’attore e mi raccontava che gli attori, anche quando erano buffi, tenevano in mano il mondo e potevano rappresentarlo anche se gli bendavano gli occhi e la gente gli credeva però bisognava studiare, sapere i verbi, tutti o quasi, soprattutto i congiuntivi, sapere anche le capitali del mondo così si recitava meglio e tutti quelli che ascoltavano ci avrebbero creduto.
La Piera che a otto anni era già un’attrice, era la regina della classe ed era il piccioncino della Saccarelli che le insegnava le poesie e anche, mi sembra, come dirle e come muovere le mani. Finita la scuola io l’accompagnavo a casa perché abitava vicino, insieme a suo fratello che era in banco con me, e le raccontavo le cose che avevo visto uscire quella mattina dalla bocca del mio maestro Baldini: e di Giulio Cesare e di suo figlio Bruto che lo aveva ammazzato e delle idi e delle sterminate pianure della steppa e del cuore che nel suo piccolo era come una macchina ma nel suo grande era molto, molto più potente e dei sogni che anche di giorno si possono fare ad occhi aperti con la fantasia che è molto ma molto ma molto più importante del denaro e che più della fantasia e del denaro è importante l’onore.
Sono passati più di cinquant’anni e io sono Lucio Dalla ma non sarei diventato così se non avessi avuto con me quello strano mago che era il maestro Baldini e Piera, nella parte sinistra della scuola, non sarebbe diventata forse Piera Degli Esposti, una fra le più grandi attrici italiane di sempre, se non avesse avuto la Saccarelli che le metteva in mente la voglia di scoprire cosa c’era dall’altra parte del mare.