17 gennaio 2010

Foto dossier e biblioteche per salvare i maestri

Corriere della Sera


di Lorenzo Salvia

Come sono considerati i maestri italiani? Il professor Adolfo Scotto di Luzio non sembra ottimista: «Sono i fannulloni di Brunetta oppure i precari di un rivendicazionismo sindacale aggressivo ma povero di idee». La materia la conosce: è stato lui, docente di storia all' Università di Bergamo, a scrivere il rapporto che Italia Futura, la fondazione creata da Luca Cordero di Montezemolo, ha dedicato a chi cresce gli italiani di domani.

Un lavoro che descrive una crisi profonda: insegnanti sottopagati, stipendi che mangiano tutto il bilancio del ministero dell' Istruzione, un clima generale di sfiducia nel futuro. «Questo studio - commenta il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini - contiene elementi che condividiamo». Ad esempio? «Il problema non è solo quanto si spende ma anche come si spende. Se il 97 per cento del bilancio del ministero serve per pagare gli stipendi, non resta nulla per l' innovazione, per i laboratori, per l' edilizia scolastica. Lo stesso discorso vale per il livello degli studenti: non è solo questione di quante ore si sta in classe».

E' da queste amare considerazioni che il rapporto, già inviato a 60 mila maestri, lancia le sue due proposte: la creazione in ogni scuola di una biblioteca dove i maestri possano approfondire le loro conoscenze ed il censimento fotografico delle scuole per poi bandire un concorso e realizzare un nuovo istituto. E il famoso metodo, invece? All'inizio della tavola rotonda scorrono le immagini con le maestre che fanno giocare i bambini. «Non mi piace questo montessorismo - dice il professor Ernesto Galli Della Loggia - perché la scuola deve abituare anche alle frustrazioni della vita. Si dice in queste classi che Napoleone morì a Sant' Elena e che l' Italia ha venti Regioni».

Un metodo difeso, invece, da Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli: «Le nozioni vengono apprese meglio se c'è un coinvolgimento emotivo. Altrimenti i bambini non ascoltano più». La scelta tocca proprio a loro, ai maestri d' Italia.




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Adolfo Scotto di Luzio, autore del rapporto sulla Scuola
Storico e saggista, insegna
all'Università di Bergamo.
I suoi libri sul liceo classico e sulla crisi del modello scolastico italiano del secondo dopoguerra hanno suscitato un intenso dibattito.

La scuola ha perso la capacità di coltivare il gusto elitario della solitudine ed è rimasta letteralmente sommersa sotto la pressione uniformante dei linguaggi di massa. E' appena il caso di ricordare che elitario non significa "per ricchi", ma "per pochi", quei pochi che scelgono di condividere la fatica di uno studio rigoroso. Questa precisazione va fatta perché la polemica antielitaria da cui è stata investita in maniera crescente la scuola in questi ultimi decenni ama fregiarsi di idealità sociali, di un linguaggio sentimentale che fa costante appello alla generosità , alla giustizia, alla solidarietà , e nella cultura tende a riconoscere troppo spesso il privilegio di uno stato di possesso culturale e quasi mai la fatica di un acquisto. Ora, la differenza che passa tra ascrizione e acquisizione è esattamente quella che può distinguere un sistema del privilegio dal merito come fondamento della democrazia. Oggi pretendiamo di essere eccellenti dopo decenni in cui ci siamo esercitati pervicacemente a negare ogni legittimità ai linguaggi della distinzione. La rincorsa affannosa dell'eccellenza assume così i tratti beffardi di un atto tardivo. Quando non è (e lo è il più delle volte) vuota retorica. L'unico modo per essere eccellenti è esigere una scuola rigorosa e di qualità.


LE PROPOSTE DEL RAPPORTO

La biblioteca del maestro

Centri di lettura dedicati ai maestri elementari, perché la scuola diventi un vero centro culturale.

Le scuole degli italiani

Insieme a voi vogliamo costruire una nuova scuola. Suggeriteci come la vorreste.

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Gloria Droghetti

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