Foto dossier e biblioteche per salvare i maestri
Corriere della Sera
di Lorenzo SalviaCome sono considerati i maestri italiani? Il professor Adolfo Scotto di Luzio non sembra ottimista: «Sono i fannulloni di Brunetta oppure i precari di un rivendicazionismo sindacale aggressivo ma povero di idee». La materia la conosce: è stato lui, docente di storia all' Università di Bergamo, a scrivere il rapporto che Italia Futura, la fondazione creata da Luca Cordero di Montezemolo, ha dedicato a chi cresce gli italiani di domani.
Un lavoro che descrive una crisi profonda: insegnanti sottopagati, stipendi che mangiano tutto il bilancio del ministero dell' Istruzione, un clima generale di sfiducia nel futuro. «Questo studio - commenta il ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini - contiene elementi che condividiamo». Ad esempio? «Il problema non è solo quanto si spende ma anche come si spende. Se il 97 per cento del bilancio del ministero serve per pagare gli stipendi, non resta nulla per l' innovazione, per i laboratori, per l' edilizia scolastica. Lo stesso discorso vale per il livello degli studenti: non è solo questione di quante ore si sta in classe».
E' da queste amare considerazioni che il rapporto, già inviato a 60 mila maestri, lancia le sue due proposte: la creazione in ogni scuola di una biblioteca dove i maestri possano approfondire le loro conoscenze ed il censimento fotografico delle scuole per poi bandire un concorso e realizzare un nuovo istituto. E il famoso metodo, invece? All'inizio della tavola rotonda scorrono le immagini con le maestre che fanno giocare i bambini. «Non mi piace questo montessorismo - dice il professor Ernesto Galli Della Loggia - perché la scuola deve abituare anche alle frustrazioni della vita. Si dice in queste classi che Napoleone morì a Sant' Elena e che l' Italia ha venti Regioni».
Un metodo difeso, invece, da Andrea Gavosto, direttore della Fondazione Agnelli: «Le nozioni vengono apprese meglio se c'è un coinvolgimento emotivo. Altrimenti i bambini non ascoltano più». La scelta tocca proprio a loro, ai maestri d' Italia.