"Più selezione e aumenti solo ai migliori"
La Stampa - Intervista ad Adolfo Scotto di Luzio
Adolfo Scotto di Luzio insegna storia della scuola nell'Università di Bergamo ed è il ricercatore che ha curato il focus "Maestri d'Italia" per conto della Fondazione Italia Futura.
Professore, perché vi siete concentrati sui maestri anziché parlare - più in generale - della scuola?"Perché parlare di scuola in Italia vuol dire sempre parlare delle riforme. Prima ancora di essere un fatto concreto, le riforme in Italia sono una retorica. Nella scuola questa retorica ha prodotto molti guasti. Invece che di riforme, dunque, abbiamo deciso di parlare degli insegnanti, cominciando proprio dai maestri, perché a loro è affidato il primo e più delicato segmento dell'istruzione in Italia".
Perché rifugge dall'idea di parlare delle riforme?"E' bene essere chiari: abbiamo alle nostre spalle un decennio di riforme della scuola a ciclo continuo. I risultati sono francamente scadenti. Alla fine di questo decennio le condizioni della scuola sono decisamente peggiori di prima. Da questa stagione pseudoriformista la scuola è uscita esausta. E, calata la polvere delle riforme, ci si rivela un quadro drammatico degli apprendimenti degli studenti."
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