La classe degli asini e dei ripetenti
il Giornale
di Vittorio FeltriLa scuola è apprezzata soprattutto dagli adulti, molto adulti, perché non la frequentano più e ne serbano solo alcuni pallidi ricordi. Di solito i più piacevoli sono legati al suono della campanella che segnalava il termine delle lezioni. I ragazzi, incuranti del fatto che l'insegnante continuasse o no a parlare, balzavano in piedi, gettavano i libri alla rinfusa nella cartella e volavano via, accalcandosi all'uscita per la fretta di guadagnarsi la libertà.
Noi un po' su con gli anni abbiamo dimenticato la noia delle cinque ore - italiano, latino, matematica - di condanna a rimanere seduti al banco. La voce monotona del professore, le regole, le interrogazioni umilianti, i compiti in classe, il vocabolario caduto a terra con gran fragore, le risatine irrefrenabili, gli scherzi fra alunni, l'odore di cancelleria e umanità. Vogliamo che i nostri figli facciano ora con piacere ciò che noi facemmo malvolentieri?
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