Centri di lettura dedicati ai maestri elementari, perché la scuola diventi un vero centro culturale
La biblioteca del maestro
una campagna di Italia Futura a favore della scuola
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La proposta di Italia Futura punta sull’istituzione di nuove biblioteche. Non censisce l’esistente, ma lo arricchisce. Sposta l’accento dell’iniziativa dalle biblioteche scolastiche alle biblioteche dei maestri. Individua con precisione il destinatario e gli restituisce valore. Innova il linguaggio: propone il libro e non internet. Spezza l’accerchiamento del conformismo tecnologico e rimette gli insegnanti su di un terreno di cultura e, soprattutto, sottraendo la lettura agli obblighi di servizio la restituisce alla sfera dell’ estetica e dell’ attività disinteressata.

Portare i libri nelle scuole è un compito che deve essere sostenuto dal centro, ma alla sua fattiva realizzazione possono e devono contribuire gli enti locali e in particolare le Regioni attraverso le numerose azioni previste dalle misure per il miglioramento della qualità dell’ istruzione nell’ ambito dei piani per l’ utilizzo dei fondi strutturali europei.


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#10 da giovanni, inviato il 25/9/2010
sono un insegnante della scuola elementare. ho sempre spiegato e fatto capire ai miee alunni che la lettura deve essere un piacere ed anche un impegno quando c'è da studiare. Un'ora della giornata scolastica è dedicata alla lettura, silenziosa o ad alta voce. Mi fa piacere incontrare ex alunni che hanno continuato a leggere, a scoprire nuovi autori, ma anche a capire come è fatta e come funziona questa società. Consiglio i genitori di portare in libreria, così come fanno per i centri commerciali, i loror figli. Laciateli in mezzo ai libri fate in modo che li annusino, che li prendano in mano, che liscino la copertina: vedrete che cominceranno a leggere. E sarà per tutti un ottimo giorno. Per me lo è di sicuro e continuerò. per questo motivo aderisco alla vostra inziativa. E' la benveunta. rendiamola anche nostra.

#9 da Crocetta De Marco, inviato il 29/3/2010
Sono insegnante dal lontano 1982, ho inziato la mia carriera con un incarico proprio nei Centri di lettura che, allora facevano parte degli incarichi per i fuori ruolo, nell'insegnamento previsto per l'aducazine permanente degli adulti.Ho lavorato con molto entusiasmo nel mio centro-biblioteca dove mi inventavo tante iniziative per portare gli adulti ad interessarsi alla lettura;ma, il mio centro era anche luogo di iniziative culturali, con incotri dibattiti con professori, politici e dirigenti ecclesiali.Noi insegnanti abbiamo fatto sempre molti tentativi per realizzare la nostra azione educativa,ed è molto gratificante apprendere che l'idea era buona perchè va attuata ancora adesso.Buon lavoro

#8 da cinzia iossa, inviato il 18/2/2010
Sono felice che Italia Futura prenda a cuore questo tema. Fra i miei molti mestieri nella scuola ho fatto la Bibliotecaria Scolastica e mi sono molto divertita e appassionata a questo negletto e quasi abolito mestiere però così indispensabile Mi sono trovata anche a lavorare al Ministero della Pubblica Istruzione, in questo settore specifico, dove è stato quasi impossibile smuovere fondi e idee pur essendo previste competenze e capitoli di spesa dedicati. Non esiste 1 dirigente tecnico impegnato su questo tema (ex ispettore) a livello nè centrale nè periferico nè un ufficio progettuale. Sicuramente Regioni e Enti locali dovebbero nelle loro funzioni sostenere la spesa per i libri per gli insegnanti che non possono acquistare tutti i libri che servono per restare aggiornati: non possediamo che le braccia per lavorare, neppure gli strumenti di lavoro! Siamo i nuovi braccianti e dallo scorso anno non è possibile neppure detrarre più le spese dal 730 per i libri se non strettamente acquistati per corsi di formazione. Oltre agli assessorati regionali all'istruzione non sarebbe pensabile coinvolgere, nello spirito della sussidiarietà orizzontale, anche le case editrici sensibili in questo lavoro? A Roma ad esempio è interessante l'iniziativa della Sinnos editore "Le Biblioteche di Antonio" che indice un concorso tra scuole per presentare un progetto sulla lettura; la scuola viene premiata con una donazione di libri editi da editori indipedenti. Credo che poi sollecitare l'uso dei fondi strutturali in questo senso sia ottimo: a livello centrale al Ministero esiste un ufficio apposito ma i Piani operativi regionali hanno nelle loro pieghe la possibilità di investitre in tal senso, ma soprattutto nel Sud con i fondi dedicati all'acquisto di beni. Cominciamo dal Sud?

#7 da rosa, inviato il 17/1/2010
Sono esperta di formazione. Per circa 15 anno ho lavorato all'interno di aziende occupandamo della formazione di operari dirigenti e manager. Ho potuto contstatare che l'80% di persone svolge un lavoro che non avrebbero mai scelto con conseguenti problemi di carattere motivazionale. Alla base c'è un problema di indirizzo scolastico non adeguato alle proprie aspirazioni e/o un curriculim studi altalenante. Negli ultimi 10 anni mi sono occupata di dispersione scolastica e quindi più continuo il contatto con le scuole. Posso affermare che molti giovano cadono facilmente nella trappola dell'apatia perchè non trovano nella scuola l'interesse e la passione per le materie oggetto di studio. L'attenzione dei ragazzi viene rapita giornalemte da videogiochi disponibili e gratuiti su internet. Naturalmente sono d'accordo con questa iniziativa, la sosterrò e diffonderò l'informazione.

#6 da Nara Zanoli, inviato il 17/1/2010
Insegno da più di 30 anni e senz'altro aderisco alla iniziativa proponendo un testo di un amico professore brasiliano che ha lavorato con insegnanti in modo veramente egregio.Il libro si chiama "Scuola magia della creazione " e illustra tutta un attività a sostegno degli insegnanti per una educazione alla pace e superamento dei conflitti. Secondo me vale la pena tradurlo e diffonderlo.Grazie dell'attenzione Nara Zanoli

#5 da Luigi Carrera, inviato il 17/1/2010
Finalmente qualcuno che parla di scuola, e di scuola primaria in particolare, senza parlare solo di tagli, ma di promozione della cultura...
Nella scuola primaria ci sono tante energie positive che potrebbero essere canalizzate e impiegate opportunamente...
Bisogna fare qualcosa... se un agente di commercio fa il pieno o va al ristorante può detrarre dalle tasse. Se un docente acquista un libro o un computer per la sua formazione culturale e professionale, non può detrarre un centesimo...
Ripartiamo dalla scuola, ma per ricostruirla, non per distruggerla!

#4 da Marina Esterini, inviato il 17/1/2010
La proposta è interessante e stimolante, la scuola da me diretta ha sempre cercato di coniugare la tradizione didattica col le nuove proposte della multimedialità , ma la comprensione e la capacità di analisi sono frutto del grande lavoro dei docenti e dello studio dui libri
Grazie alla Fondazione per aver proposto una iniziativa a favore della scuola

#3 da caterina, inviato il 17/1/2010
Questa proposta sembra la realizzazione di un mio desiderio: arricchire le biblioteche scolastiche, dotandole di nuovi libri e aggiornarle con testi sia classici che contemporanei. Sono una maestra di scuola primaria e spesso, nelle scuole presso le quali ho lavorato, in biblioteca ho trovato libri vecchi, sciupati,ingialliti. Personalmente amo leggere e, attraverso l'animazione alla lettura, cerco di trasmettere la passione della lettura anche ai miei alunni. Dopo aver apprezzato la lettura ad alta voce e i giochi di animazione, i miei alunni diventano loro stessi animatori ( leggono per i bambini più piccoli delle altre classi) e forti lettori. A scuola di solito allestisco nell'aula una piccola biblioteca (nei limiti delle mie disponibilità) che suscita interesse. La lettura ad alta voce della maestra viene molto apprezzata: ne ho avuto un'ulteriore conferma anche quest'anno con i nuovi alunni di prima che mi richiedono spesso di leggere per loro una storia. Al rientro dalle vacanze natalizie ho portato in regalo alla classe 5 nuovi libri (scritti in stampato maiuscolo) che hanno arricchito la biblioteca di classe e devo dire che lo scaffale è molto movimentato.Ho dovuto subito nominare 2 alunni - bibliotecari per seguire il prestito e tenere in ordine i libri. I miei piccoli alunni prendono spontaneamente i libri durante l'intervallo o appena terminano un esercizio e li sfogliano, sono contentissimi e un po' stupiti quando riescono a decodificare le parole, soprattutto quelle scritte in un carattere piccolo. Avere una biblioteca ben fornita può incentivare negli alunni ancora di più il gusto per la lettura. Caterina De Luca

#2 da irene carastro mosino, inviato il 16/1/2010
dopo avere insegnato 40anni nella scuola elementaare calabrese e dopo aver insegnato molti anni come maestra unica di pluriclassi di montagna (nella fattispecie Aspromonte) sento il bisonog di lasciare ricordi, commenti, di tutti questi anni che spero abbiano lasciato una testimonianza di come si possa insegnare anche senza mezzi, anche senza strade, senza aule, ma con una sola certezza: insegnare è trasmettere qualcosa che si ha nel cuore

#1 da Simona, inviato il 16/1/2010
La biblioteca del paese dove insegno (meno di 5000 abitanti in provincia di Milano) si trova in una delle frazioni. Da quest'anno noi docenti della primaria abbiamo deciso di far venire una volta al mese il bibliotecario che predispone un prestito a domicilio (i bambini scelgono i libri a scuola e l'addetto li consegna in aula). Abbiamo una buona fornitura di libri per bambini, ma siamo un po' scarsi di libri per le insegnanti (pedagogia, psicologia, didattica). Proprio oggi, a mie spese, ho acquistato due volumi (34 euro) per due bambini stranieri che sono arrivati il 7 gennaio. La mia intenzione è di lasciarli alla scuola facendomi rimborsare la quota spesa così possono diventare patrimonio scolastico. Anni fa a Milano esisteva, dietro Piazza Duomo, la "biblioteca dei maestri", nata credo, per volontà di alcuni insegnanti, dirigenti e coordinata da un anziano ispettore scomparso recentemente, nella quale si trovavano soprattutto testi di didattica, pedagogia, psicologia e tutto ciò che spettava alla cultura dei docenti. La sfida, per il futuro, credo sarà la competizione con il mezzo informatico e la tecnologia: ormai le informazioni e, in minor quantità, anche la cultura passano dalla rete.



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