Maestri d'Italia. Dalla parte di chi cresce gli italiani di domani.

2.3 Maestre più che maestri

Né per la verità si tratta di maestri. Maestre suona più appropriato.

Nella scuola il genere è ormai quasi esclusivamente femminile. I maestri sono pressoché scomparsi dall’ istruzione elementare. È una lunga marcia che oggi giunge a compimento ma che le donne hanno cominciato all’ indomani dell’Unità.






Che cosa si può notare al riguardo?

Nell’ album di famiglia degli italiani, da almeno cent’ anni a questa parte, c’è la foto di una classe elementare con maestra. È un tratto originale della nostra storia scolastica. A differenza di altri modelli nell’ Europa tra Ottocento e Novecento, la scuola elementare nel nostro paese si declina al femminile fin dalle origini. Di fronte all’ Instituteur, figura repubblicana per eccellenza e che resiste saldamente nell’ immaginario nazionale dei francesi, da sempre c’è una maestra italiana. E si è trattato di donne di grande valore. Se non ci fossero state le maestre, un pezzo consistente dell’ istruzione popolare di questo paese sarebbe saltato. Con i loro stipendi da fame (una maestra elementare poteva prendere anche meno della metà di un suo collega maschio) hanno permesso di sciogliere il nesso tradizionale tra basse retribuzioni e primato ecclesiastico nell’ insegnamento popolare. Chi altri, se non i preti e le donne poteva vivere di quella miseria?

La loro è una storia di coraggio e spesso di sofferenze inaudite. Donne sole hanno portato l’alfabeto a migliaia di piccoli contadini, nelle valli dell’ Italia settentrionale come nei grandi agglomerati rurali del Sud, in mezzo a privazioni e pregiudizi feroci.

Le maestre sono state degli agenti formidabili della nazionalizzazione degli italiani.

Alla scuola e alla carriera magistrale hanno affidato la personale ricerca di una fuoriuscita dalle angustie della società tradizionale e una naturale propensione alla cura e alla educazione dell’ infanzia.

Non è più così e da molto tempo, come è noto.

La femminilizzazione della carriera magistrale racconta oggi un’ altra storia; dice di un terreno sul quale competono prevalentemente i soggetti più deboli e meno ambiziosi del mercato del lavoro; ribadisce, nello spazio dell’ educazione formale, il più generale indebolimento nella società della figura paterna. Se preferite, lo sbiadire di quella soglia morale che significava, per un bambino immesso nella carriera scolastica, la progressiva uscita dalla famiglia e dalla cerchia femminile degli affetti.

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Storico e saggista, insegna all' Università di Bergamo. I suoi libri sul liceo classico e sulla crisi del modello scolastico italiano del secondo dopoguerra hanno suscitato un intenso dibattito.



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