7 gennaio 2010

Forum - La voce dei maestri

di Adolfo Scotto di Luzio
La scuola italiana è reduce da anni di riformismo a tempo pieno tanto inconcludente quanto disastroso nei suoi esiti concreti. In questi anni intorno alla scuola è stato costruito un muro. Gli insegnanti sono stati isolati dal resto della società, indeboliti e spogliati di prestigio di fronte al paese. La crisi della scuola è l’esito di una sistematica demolizione della loro immagine pubblica.

Per questo oggi ci rivolgiamo direttamente a voi, insegnanti e maestri d’Italia, perché facciate sentire la vostra voce. Italia futura ha deciso di lanciare una grande campagna nazionale a favore della scuola. Si intitola Maestri d’Italia ed è stata presentata a Napoli il 16 gennaio. Insieme alla campagna abbiamo deciso di aprire questo spazio pubblico di discussione. Raccogliere le voci dei maestri, le storie del loro impegno quotidiano, della passione intellettuale e civile spesa per il bene del paese: per questo vi chiediamo di intervenire.

L’identità di una comunità scompare quando si affievoliscono le sue voci. Riprendersi la parola è il primo passo per restituire alla scuola il posto che gli è dovuto nella trasformazione della società italiana.

1 Emma Nappo
maestro scuola elementare
la Scuola ha sempre avuto un alto compito: quello di promuovere crescita culturale dei futuri cittadini della nostra società e del Paese nel quale offre la propria opera educativa. Oggi più che mai l' impostazione aziendalistica delle istituzioni scolastiche cui, da oltre un decennio è stata riconosciuta personalità giuridica,impone l'offerta di un prodotto, nel caso della scuola, di cultura, che permetta ai nostri studenti di acqusire delle competenze multidisciplinari, di sviluppare un' identità forte che permetta loro di essere competitivi sul Territorio Nazionale, Europeo ed extra. Tutto ciò necessita di una impostazione professionale che veda il docente impegnato in percorsi euristici di conoscenza sempre attivi. L' insegnamento non è una professione, poichè la professione si esrcita ed ha come fine la conoscenza, invece l'insegnamento è pura professionalità, il cui oggetto è la Ricerca: ricerca di strategie metodologiche adeguate, di riflessione e confronto sulle pratiche. E' necessario che il docente dell' attuale contesto possa crescere nella ricerca, attraverso l' opportuna offerta di percorsi di aggiornamento. Ciò rende necessaria un' impostazione nuova della scuola, in cui , ai tempi dedicati all' insegnamento, siano previsti tempi per l' aggiornamento e la Ricerca. Questo, secondo me rappresenta il primo e fondamentale aspetto da garantire ai docenti, cui, naturalmente consegue una riqualificazione del ruolo e l' opportuno riconoscimento dello stesso sotto tutti gli aspetti.
inviato il 7/3/2010

2 gianni rinaudo
maestro scuola elementare
Gent.mi intervengo per comunicare che, utilizzando come metodo la mutualità, il mutuo aiuto,il darsi una mano in modo sistematico e sistemico all'interno del gruppo classe, non sono necessarie ore o mesi speciali per i bambini extra-comunitari appena giunti in Italia. Moustafà, un mio alunno, giunto un anno fa dal Burkina non conosceva una parola d'italiano. Ora legge, scrive, parla in italiano ad un discreto livello. E' sempre rimasto in aula con tutti gli altri facendo il percorso della classe e poco a poco ha raggiunto gli attuali livelli. Le attività per lui non sono state differenziate appositamente in modo che tutto il gruppo lo aiutasse a raggiungere una discreta competenza linguistica. I suoi 23 compagni, di cui ben 6 sono d'origine extracomunitaria, ma nati in Italia, non hanno rallentato il loro programma, anzi... In tal modo, usando tale metodologia, si risparmierebbero anche i tanti soldi pubblici che oggi vengono destinati ai progetti per ragazzi extra-comunitari. Soprattutto si concretizza un approccio educativo integrato e non differenziato. Si risparmierebbero un sacco di soldi pubblici... Certo bisognerebbe formare i docenti ad utilizzare in modo sistematico la mutualità nella gestione della classe, delle classi. Provare per credere. Saluti Gianni Rinaudo Bra
inviato il 22/2/2010

3 Tiziana Mozzetti
maestro scuola elementare
Ho appena finito di vedere un servizio sulla scuola italiana...da maestra di scuola primaria che tutti i giorni cerca di lavorare meglio che può, visti i mezzi, le strutture, le condizioni generali, sinceramente mi sono sentita umiliata...La scuola pubblica sta lentamente morendo e questa è l'unica verità, nonostante vi siano buoni risultati (frutto sempre del sacrificio individuale!!!). Ma non si può proprio fare nulla?
allego il link
http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html?p=0
inviato il 19/2/2010

4 Marta Landolfi
maestro scuola superiore
Vorrei lasciare un commento all'articolo del prof.Di Luzio ospitato dal Corriere del Mezzogiorno del 22 gennaio u.s.. Reputo illuminante l'aver ricordato la natura intellettuale del lavoro dell'insegnante e della necessità ,oggi in gran parte dimenticata ,della parola pubblica e degli spazi per ospitarla e favorirla.Gli insegnanti devono impegnarsi a difendere il valore della scuola pubblica, della formazione e dell'istruzione da ogni tentativo palese o occulto di strumentalizzazione soprattutto di natura sindacale che ne ha favorito l'uso a fini occupazionali dimenticando il futuro ma anche il presente dei giovani sacrificando gli stessi alla "conservazione" del posto di lavoro, per favorire un numero sempre crescente di classi.Vorrei terminare con una citazione di Hannah Arendt: "l'insegnante si qualifica per conoscere il mondo ed istruire altri in proposito, mentre è autorevole perchè di quel mondo si assume la responsabilita".Abbiamo di fronte nuove sfide che necessitano di spazi di riflessione e di dibattito.
inviato il 23/1/2010

5 Giulio Attanasio
maestro scuola materna
Salve sono il Presidente di Forza Bambini onlus Giulio Attanasio, ero presente al convegno del 16 genneio a napoli e vorrei dire brave a quelle maestre che adottano quei metodi gioiosi di insegnamento verso i bambini.vorrei ricordare che grazie a disegni, a giochi, ed altro a volte la maestre riescono a far esternare in modo del tutto naturale alcune forme di malessere da parte dei bambini, ho espresso il mio pensiero anche al Presidente Montezemolo durante tale evento,il quale ha condiviso pienamente la mia riflessione che è sicuramente quella di tutti. Voglio ricordare che questo metodo di insegnamento in passato ha contribuito alla scoperta di drammi familiari di violenza a danno dei bambini.Grazie maestre grazie Italia Futura saluti Giulio Attanasio
inviato il 21/1/2010

6 nicola campoli
maestro scuola materna
Interessante e pieno di spunti il dibattito organizzato dall´Associazione Italia Futura, riguardo alla significativa importanza della figura del Maestro.

Un tema tra quelli spesso troppo bistrattati e tralasciati da chi di dovere.

Al contrario, questa vitale categoria per il futuro del Paese dovrebbe raccogliere, invece, una più attenta e dedicata cura, in particolare modo la sua formazione professionale per l´importanza che ricopre nella crescita delle nuove generazioni.

Infatti, la figura del Maestro delle scuole elementari è un ricordo indelebile per ognuno, al punto da ritornare più volte nel corso della vita.

Insomma, gli insegnamenti e i valori appresi durante i primi anni di scuola sono, o per meglio dire dovrebbero, rappresentare i pilastri sui quali costruire le fondamenta della propria esistenza.

Basilari sono le prime esperienze e emozioni che si provano nei primi anni di vita scolastica.

Da qui, la delicatezza del tema e la sensibilità che devono avere queste figure.

La folta presenza e l´attenzione che l´iniziativa ha suscitato tra l´opinione pubblica,
fanno ben sperare per la neo associazione che muove i primi passi.

A maggiore ragione, occorre sempre guardare con curiosità a tali esempi che stimolano positivamente la collettività.

Penso che, però, occorra indirizzare questi spaccati di riflessione sempre più verso il basso.

Si tratta di impegnarsi nell´ascolto delle problematiche che limitano la qualità di vita dei cittadini.

In fin dei conti istaurare un legame forte con le persone, facendo del dialogo e della loro partecipazione i momenti essenziali della vita associativa.

Ben vengano iniziative che provano ad elaborare proposte qualificate che diano
nel tempo risposte ai fabbisogni della società.

Nel momento in cui il sistema dei partiti perde in credibilità e trasparenza, l´associazionismo civico deve cogliere tutte le occasioni per riuscire a modernizzare il protagonismo e la partecipazione della gente comune, intorno a temi e proposte tangibili per l´interesse generale della comunità.

Nello specifico la questione sollevata deve andare di pari passo con l’inevitabilità di innescare un sistema che favorisce: un´interazione tra le famiglie e l´operato dei Maestri.

Deve essere tutto un continum che spetta fondarsi su diversi momenti di confronto e riflessione, per stabilire di volta in volta gli eventuali aggiustamenti.

In sostanza, i Maestri devono avere come loro principali alleati le famiglie che hanno il compito di continuare, tra le quattro mura di casa, lo stimolo avviato dagli stessi.

Non può esserci dubbio sul fatto che le famiglie e la scuola sono dedicate alla stessa missione educativa.

Con lo stesso dovere di esempio morale e di severità.

Allora la politica per la scuola è parte fondamentale della politica per la famiglia.

Entrambe vanno di pari passo.

Ci sono nelle nuove generazioni le migliori riserve di energia, di talento, di
volontà, sulle quali bisogna puntare, attraverso l´operato di figure
qualificate, in grado di farle emergere.

E’ nel contempo decisivo il contributo della scuola primaria alla formazione culturale e civile, scolastica e professionale delle nuove generazioni.

Per avere un Paese migliore abbiamo tutti bisogno di una scuola migliore e a tal fine dobbiamo contare su risorse e competenze da mettere meglio a frutto.

Alle motivazioni e alla qualità dei Maestri che si preparano ad uno dei più difficili "mestieri", si deve garantire l'opportunità di formarsi, grazie ad un sistema di istruzione più moderno ed efficiente, capace di premiare il merito.

Ma quello che è importante, secondo me, è vedere poi in pratica quale concretezza dare a questo progetto, in modo che non sia solamente motivo di una singola iniziativa, ma certamente devono esserci, ben organizzati e ben calendarizzati nel tempo, spacccati di
concretezza.

Nicola Campoli
nicolacampoli@virgilio.it

inviato il 20/1/2010

7 Angela Ristaldo
maestro scuola elementare
Ero presente all'icontro del 16, sicuramente interessante, ma ancora una volta i partecipanti alla discussione, pur autorevoli, non avevano l'esperienza diretta dello stare in classe con bambini dai 5 ai 10 anni. I bambini che sorridevano nel video rappresentano il primo obiettivo che i maestri perseguono e cioè creare un sereno ambiente d'apprendimento di cui alle medie e al liceo non si tiene più conto. Condivido molte delle cose dette al Prof. Scotto di Luzio, soprattutto il fatto che il maestro è stato spesso, e in special modo negli ultimi anni, denigrato nella nostra società. E' difficile crearsi quel ruolo autorevole necessario a creare il difficile equilibrio ra ins. e alunno fatto di rispetto, stima, ma anche affetto e riconoscimento di un ruolo che deve necessariamente essere formativo. La proposta di creare una biblioteca per i maestri non ho capito bene a quale fine, il reclutamento di oggi così complicato e contorto fa si che almeno negli ultimi 10 anni entrino laureati e quindi la maggior parte di noi conosce i classici e ha sentito parlare della nona di Beethoven. E' anche vero che i ns figli sono più ignoranti ma la causa non è solo da imputare alla sola scuola elementare presa di mira da qualunque ministro del'istruzione che a diffrenza degli altri ministeri, deve per forza entrare nella storia dando il nome ad una riforma che tende a smantellare quella che con fatica ha dimostrato, ancora oggi, di essere il migliore tra i tre gradi di istruzione, forse colpire la croce rossa è più semplice visto che i ns alunni non scendono in puazza. Vorrei tanto che chi si occupa di scuola o ne parla passi non dico un ciclo, ma almeno un anno in classe! Anche vero è che un vuoto programmatico ha lasciato il libero arbitrio di insegnamento e come in tutti i mestieri non tutti hanno le competenze o sentono l'urgenza educativa che questo mestiere necessita, ma non è con una semplice biblioteca che si risolve questo aspetto, lo farebbe una seria riforma programmatica e strutturale e di pensiero anche dilagante che tende la cilura di oggi a unifomrasi verso il basso. Il discorso è lungo e complesso e non di facile risoluzione, io laurata e abilitata all'insegnameto per le scuole medie e superiori voglio restare al'grado inferiore' perchè lo riteno stimolante e gratificante pur nella sua complessità, e forse proprio per questo!
inviato il 18/1/2010

8 Giacinta Ferrero Marenco
maestro scuola elementare
da Utopia e Disincanto di Claudio Magris: dietro le cose così come sono c'è anche una promessa,l'esigenza di come dovrebbero essere;c'è la potenzialità di un'altra realtà, che preme per venire alla luce, come la farfalla nella crisalide.
inviato il 17/1/2010

9 Nara Zanoli
maestro scuola elementare
Sono una maestra elementare, ho 52 anni .Abito a Cavezzo in provincia di Modena. I miei genitori,piccoli coltivatori diretti,hanno fatto molti sacrifici per far studiare me e mia sorella fino al termine delle scuole superiori.A 18 anni ho iniziato a fare supplenze nelle scuole dell'infanzia dei comuni vicini al mio e nelle scuole a tempo pieno della provincia.
Ho superato vari concorsi comunali per entrare di ruolo come insegnante della scuola dell'infaanzia e di asilo nido e intanto mi sono iscritta alla facoltà di pedagogia di Bologna per frequentare i corsi serali.
Lavoravo nella scuola di giorno e la sera correvo all'università 3 volte alla settimana,con l'auto e con il treno per seguire le lezioni.
Nel 1983 sono entrata di ruolo nello stato dopo aver superato regolare concorso per la scuola elementare dove ho iniziato svolgendo le attività integrative neltempo scuola normale e poi insegnando in classi con nuovi moduli e infine nel tempo pieno.Molti cambiamenti e molto impegno hanno caratterizzato quegli anni perchè sono entrati nella scuola i nuovi programmi.
Oltre alla scuola ho accudito a un figlio, alla casa e anche i miei genitori nel frattempo divenuti anziani.Grazie a Dio sono riuscita ad affrontare tutto questo ammalandomi solo un poco.
Quando si parla di pensione a 65 anni alle maestre della scuola elementare non si tiene conto delle loro fatiche,della loro storia e del diritto che abbiamo anche noi a goderci un pò la vita prima di morire.
Non si tiene conto che seguire 4 classi di alunni-e con 7 discipline,im modo serio e impegnato come sto facendo ora è impresa notevole e sfiancante.Provare per credere!
Le insegnanti vanno ascoltate e sostenute cercando delle soluzione concrete e serie. Grazie dell'attenzione Nara Zanoli
inviato il 17/1/2010

10 alessandro salerno
maestro scuola superiore
Finalmente un rapporto che dice cose sensate in modo chiaro. Lo condivido pienamente. Nel mio piccolo ho maturato idee simili sulla condizione della scuola italiana e sulle cause che hanno condotto all'attuale situazione. Esiste un legame profondo tra crisi della Repubblica, crisi della nazione e crisi della scuola. La scuola può essere salvata solo a partire da un progetto di rinnovamento politico e nazionale quale quello che la fondazione mi pare si proponga.
inviato il 17/1/2010



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Perché interessato a idee nuove e nella speranza venga proposta qualche interessante alternativa al caos attuale.
Carlo Farina

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