Il bel clima di Copenaghen

Una finestra sulla vera politica

di Francesca Santolini , pubblicato il 9 dicembre 2009
immagine documento
È da vedere se il vertice sul cambiamento del clima che si tiene in questi giorni a Copenaghen produrrà risultati pari alle aspettative. Si sa che la posta in gioco è molto alta, e che gli interessi dei grandi paesi emergenti non coincidono con le posizioni dei paesi industrializzati. Perciò l'esito è incerto e si rischia seriamente il fallimento, almeno rispetto alle ambizioni di partenza.

Dal punto d'osservazione italiano, tuttavia, bisogna ammettere che Copenaghen ha già raggiunto un primo e importante risultato. Dopo molti mesi durante i quali i mezzi d'informazione sono stati monopolizzati dal pettegolezzo giudiziario, dalle evoluzioni delle formazioni politiche, dai processi che si fanno e da quelli che non si possono fare, finalmente i giornali italiani hanno ricominciato ad occuparsi di un problema concreto e seriamente politico. Mai come in quest’occasione l’opinione pubblica ha avuto a disposizione tanti strumenti per acquisire piena consapevolezza sui temi ambientali ed energetici.

Ma la politica italiana saprà sfruttare l’assist di Copenaghen e tornare finalmente a fare il “proprio mestiere”? Da qui, dall'Italia, leggere che 192 delegazioni governative, oltre 100 delle quali guidate da capi di stato e di governo, si stanno occupando del futuro del nostro pianeta fa certamente effetto. Noi che siamo abituati a una classe politica incapace di programmare il futuro e spesso anche di gestire il presente, vediamo il mondo impegnarsi per programmi che coinvolgeranno la nostra vita quotidiana e la nostra economia per alcuni decenni. Ma per farlo, le nostre società dovranno riconvertire il sistema di produzione e consumo, investire enormi risorse, orientare i modelli energetici e destinare grandi finanziamenti alla ricerca. I Paesi più capaci di innovazione e i politici più lungimiranti riusciranno a sfruttare questo enorme mutamento come una grande occasione di sviluppo economico, in cui la riconversione dei sistemi energetici premierà chi sarà in grado di offrire le soluzioni più efficienti e più convenienti.

La finestra sul futuro che si apre leggendo i giornali di questi giorni dà le vertigini a chi si sia abituato all'inconcludenza del dibattito italiano. Perché guardando il summit di Copenhagen vediamo anche solo per un attimo cosa significa fare davvero politica. Politica nel senso concreto, produttivo, reale, incisivo. Politica capace di lanciare una sfida alla nazione, con l'ambizione di vincerla, e che sappia indicare una frontiera nel futuro e coinvolgere una comunità (nazionale o sovranazionale) a impegnarsi per raggiungerla e superarla. Oggi l'ambiente è questa frontiera e sorprende che in Italia così pochi se ne siano accorti.

Francesca Santolini, giurista ambientale, è assessore all’Ambiente e alla Partecipazione del Municipio Roma Centro Storico.




tag:  ambiente   vertice   carbonio   politica   emissioni  


STAMPA:   per visualizzare la versione per la stampa clicca qui

LASCIA UN COMMENTO | Leggi il DISCLAIMER




nome

email
cap
link

commento
Inserisci il codice di verifica:
Ascolta il codice segreto

 


Conosci ItaliaFutura
Il progetto, le persone, le attività
Rimettiamo in moto il Paese
La contro manovra di Italia Futura
Associazioni regionali
Italia Futura nel territorio
Partecipa!
Vuoi collaborare alle attività di Italia Futura?


nome

cognome

carica

amministrazione

Nazione
Provincia
Comune

Mi piace questa proposta e voglio aderire
email
cap



nome e cognome
email
cap
scuola

commento

nome e cognome

email
cap

Racconta