Germania, la giusta direzione in Europa

Verso Lisbona

di Antonio Puri Purini , pubblicato il 2 novembre 2009
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Un fatto nuovo della politica europea è la posizione di assoluta autorevolezza acquisita da Angela Merkel dopo la presentazione al Bundestag del programma del nuovo governo di coalizione CDU-FDP e dopo il ruolo svolto - in stretto contatto con Sarkozy - al Consiglio Europeo appena conclusosi. Non è un caso. Il Cancelliere ha raccolto quello che ha seminato negli ultimi anni, nella calma mantenuta durante la crisi economica, nella misura mantenuta nel corso di una campagna elettorale. Non a caso, la signora Merkel si accinge a partire per Washington dove, all’inizio del suo mandato, parlerà ai due rami del Congresso riuniti in seduta congiunta. Le porte americane si sono spalancate non per il rapporto personale costruito con Obama ma solo per la serietà e la coerenza della sua politica.

Questi sviluppi offrono materia di riflessione per i partner della Germania. Quale il significato di questa rinnovata stabilità politica ed economica tedesca? Quali le implicazioni per l’Europa di una temprata coalizione CDU-FDP, la stessa coalizione che ha condotto la Germania nella moneta unica? Questa autorevolezza, interna ed esterna, sarà un vantaggio per tutti purché si realizzino due requisiti che fanno comunque parte del bagaglio culturale e politico di Angela Merkel (lo ha spiegato Veronica De Romanis nel suo libro “il metodo Merkel”). Il primo riguarda la capacità di pilotare la ripresa economica tedesca nell’ambito dei principi dell’economia sociale di mercato come strumento indispensabile per salvaguardare anche il mercato unico e la solidarietà verso i deboli; il secondo concerne la continuità e la coerenza della politica europea della Germania. Il prudente programma di governo della coalizione indica che si va in questa direzione. La stessa cautela di Angela Merkel nei confronti della candidatura Blair alla presidenza dell’Unione Europea sottolinea che i pericoli di uno squilibrio verso un’impostazione intergovernativa dell’ Unione le sono ben presenti. E’ un bene per tutti, anche per l’Italia, che sia così.

Oggi e volendo fare un paragone con altri partner, quello tedesco rimane il più avanzato sui grandi dossier europei: ad esempio, sulla politica estera, sulla preparazione di un servizio diplomatico europeo, sul clima, sul già citato mercato unico. La Germania rappresenterà dunque un riferimento dinamico sia nel contrastare i sintomi di rinazionalizzazione delle politiche dei singoli Stati sia nel cercare la sintesi fra interessi nazionali ed interessi europei. Questo il messaggio del nuovo governo tedesco. La Francia si muove da tempo in stretta simbiosi con la Germania. E’ solo sperabile che anche la politica e l’imprenditoria italiana si rendano conto che con la prossima entrata in vigore del Trattato di Lisbona i tempi sono diventati stretti.



tag:  merkel   germania   europa   unione europea   trattato di lisbona  


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