di Luca de VecchiMartedì 27 Ottobre si è tenuto nel cuore di Milano, vicino Piazza Cadorna,
il primo incontro di Italia Futura in Lombardia. Tra i tavolini del Cafè Noon, durante il rito milanese dell’aperitivo, si sono confrontate duecento persone sul futuro del paese e sul ruolo che Italia Futura può e potrà avere.
Vittorio Emanuele Parsi ha sottolineato come assistiamo, spesso impotenti, a
una separatezza sempre più evidente tra la politica e la società, situazione a cui Italia Futura vuole rispondere, attirando
coalizioni di consenso intorno a proposte concrete per l’Italia del domani. Le persone che hanno talento, si è detto, oggi vivono con una certa diffidenza il panorama politico e tendono quindi a non occuparsi dell’interesse generale ma solo del proprio particulare. Bisogna quindi
superare la contrapposizione tra politica e società cercando di coltivare ideali di bene comune, e unire il Paese puntando sui talenti.
Il direttore di IF,
Andrea Romano, è intervenuto per spiegare come attuare a livello organizzativo le policies concrete proposte dall’advocacy group. L’idea, ha detto, è quella di
coordinare gruppi radicati nel territorio che interagiscono con il livello centrale da un lato e con le amministrazioni e la società dall’altro.
In fondo, come ha sostenuto
Miguel Gotor,
non basta lamentarsi dello stato del paese, perché il rischio è di scivolare in una pericolosa deresponsabilizzazione: bisogna mettersi in gioco.
Ezio Cartotto, una vita di impegno, dalla Zanzara del Parini al suo ruolo attivo nella DC, ha invitato Italia Futura a “servirsi anche dei più vecchi per capire cosa non ha funzionato in passato e imparare dall’esperienza”. Il più maturo degli intervenuti,
Silvio Salteri, 86 anni, si è sentito chiamato in causa e citando la felice esperienza di
Vittorio Valletta alla FIAT, ha invitato IF a proseguire sulla strada già intrapresa di
recuperare dalle esperienze internazionali le migliori soluzioni ai problemi che affliggono il paese: copiare, in questi casi, è un dovere. Ma sono intervenuti anche molti giovani, tra questi
Francesco Cafarelli, 19 anni, studente di scienze politiche, entusiasta di
un progetto che rimetta al centro l’ansia di futuro che condividono le nuove generazioni. Poi è intervenuto
Carlo Biscaglia che ha sottolineato come manchi in Italia una seria analisi sul futuro di questo paese che soffre di mancanza di prospettiva, a cui IF sembra cominciare a rispondere.
Molte l
e tematiche concrete emerse nel dibattito: una docente della facoltà di Medicina ha posto il problema del mondo dell’Università e dei ricercatori su cui non sembra sia rivolta, nel paese, la dovuta attenzione. La soluzione dei campus dovrebbe essere, secondo lei, affrontata dal sistema pubblico, con più determinazione. Anche altri intervenuti hanno sottolineato l
o stato problematico della ricerca in Italia e la necessità di favorire la mobilità universitaria. La qualità della vita e dell’ambiente nelle città, con particolare riguardo alle famiglie e ai bimbi, è tra le preoccupazioni espresse dall’
Avv. Cataldo Piccarretta.
Ci siamo lasciati dopo più di due ore di incontro con la prospettiva di rivederci il prima possibile per organizzare il lavoro sul territorio e affrontare in modo sistematico le questioni emerse.