7 ottobre 2009

Intervento di Luca Cordero di Montezemolo

Mobilità sociale

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Vorrei proporvi un esercizio di immaginazione. Proviamo per le prossime tre ore a dimenticarci ogni notizia di cronaca politica che abbiamo letto sui giornali di oggi, di ieri, di questa settimana.

Dimentichiamoci per un attimo delle polemiche, delle accuse, degli scontri, delle controversie giudiziarie, di tutto quell’assordante rumore di sottofondo che ci impedisce di pensare alle cose veramente importanti per noi e per il nostro paese.

Poniamoci una domanda molto semplice: come immaginiamo l’Italia tra cinque anni?

Non penso al futuro lontano, che lascio volentieri ai futurologi e agli scrittori di fantascienza. Penso al futuro più vicino, quello sul quale già domani si vedranno gli effetti delle decisioni che oggi vengono o non vengono prese.

Italia Futura è nata per cercare una risposta a questa domanda. Vogliamo aprire una finestra che vada oltre le molte emergenze del quotidiano. Vogliamo riflettere in piena libertà sul futuro che attende l’Italia di qui a cinque anni, quello che vedremo noi e quello che vivranno i nostri figli.

L’Italia è da molti anni un paese fermo, ripiegato su se stesso, incapace di ritrovare lo slancio che ci ha portato ad essere un una grande nazione. Un paese che privo di materie prime, di infrastrutture, sconfitto, lacerato da conflitti ideologici è riuscito ad emergere facendo affidamento sull’unico patrimonio che conta veramente: il capitale umano.

Ci siamo dimenticati di quanto l’Italia debba agli italiani.

Da quando si è cominciato a parlare di Italia Futura sono state dette molte cose su questa associazione. La gran parte delle reazioni è stata straordinariamente incoraggiante.

Dal territorio, soprattutto attraverso internet, è arrivato il segno dell’enorme interesse che un progetto come questo ha raccolto presso la società civile.

Ma allo stesso tempo sono state fatte ipotesi davvero fantasiose che identificavano la nostra associazione come il laboratorio segreto di misteriose alchimie partitiche o peggio ancora come espressione di un oscuro complotto di salotti buoni, fortunatamente estinti da tempo.

È francamente inaccettabile che si rivolgano accuse di complotto contro chi vuole rendere più ricco e vivace il dibattito delle idee.

Chi tutti i giorni si confronta con il proprio lavoro, con le sfide del mercato e della concorrenza, con grandi responsabilità verso gli altri – che siano collaboratori, azionisti o clienti – ha il diritto e il dovere di dare un contributo al dibattito pubblico.

In Italia se una classe dirigente si chiude nel recinto delle proprie attività viene descritta come egoistica e priva di senso del bene comune. Se invece si interessa della cosa pubblica, come avviene in tutti gli altri paesi del mondo, viene immediatamente accusata di assurdi disegni politico-partitici.

Chi è sicuro del proprio ruolo e della propria funzione, chi è consapevole dei propri valori non può e non deve temere il confronto con gli altri. Soprattutto quando si tratta di un confronto con chi proviene dalla società civile.


Come è stato scritto sul sito della nostra associazione qualche giorno fa: “Anche quando i veleni e i buchi della serratura sembrano sostituirsi alla politica, come accade in Italia in queste settimane, chi ha idee per il paese e disponibilità civile a farsene carico non può rinunciare a farle emergere con gli strumenti del confronto pubblico”.

Come sempre la realtà è molto più lineare delle fantasie. E Italia Futura, molto semplicemente, è quello che dice di essere. Un luogo di idee e proposte che ha un’unica e trasparente missione: far emergere le molte capacità di cui è ricco il nostro paese per coinvolgerle nell’elaborazione di un progetto sul futuro dell’Italia.

In altri paesi si tratterebbe di una missione del tutto normale, e penso in particolare agli Stati Uniti e alla loro ricca tradizione di centri di riflessione sul futuro della nazione. In Italia tutto tende a diventare oscuro e complottistico.

Italia Futura ha un programma ambizioso. Ogni tre mesi, in una città diversa, lanceremo una campagna su un tema cruciale per il futuro del nostro paese, articolata in una fotografia della situazione esistente e un pacchetto di proposte concrete per incominciare ad affrontare il problema.

Saranno proposte snelle ed operative che non vogliono essere né un disegno di legge né un trattato accademico onnicomprensivo. Su queste proposte cercheremmo sostegno nell’opinione pubblica e trasversalmente nei partiti politici. All’incontro di oggi sulla mobilità sociale farà seguito a gennaio, in Campania, un’iniziativa sulla scuola elementare e sul ruolo del maestro come tassello fondamentale nella costruzione di una comunità nazionale. Ci occuperemo poi di sanità pubblica, di industria culturale nel suo senso più ampio, di ambiente e qualità della vita e di molti altri temi della nostra vita nazionale.

Cercheremo poi di promuovere un meccanismo di emersione delle tante eccellenze che continuano ad esistere in Italia a dispetto di un contesto che fa di tutto per penalizzarle. Abbiamo lanciato su Internet un concorso dal titolo “Accade domani” attraverso il quale Italia Futura finanzierà l’idea più brillante per risolvere un problema concreto o per migliorare la qualità di vita di una comunità. Abbiamo già ricevuto più di 200 progetti e a novembre premieremo il vincitore dotandolo delle risorse per realizzare la propria iniziativa.

Questa associazione nasce per iniziativa di un gruppo di persone che provengono da esperienze diverse e svolgono lavori differenti. Molti di loro vivono in Italia, altri come Irene Tinagli lavorano all’estero per scelta o per necessità.

Queste persone amano quello che fanno e il proprio paese e non sopportano più l’idea di limitarsi a criticare dalle tribune senza avere la possibilità di dare un contributo costruttivo, nel rispetto dei ruoli, allo sviluppo del paese.

Questa è Italia Futura, e voglio ringraziare tutte le persone del Comitato Promotore che in questi mesi hanno lavorato con slancio e con passione a questa iniziativa. Sono soprattutto loro i protagonisti di questo progetto.

Noi non abbiamo nulla a che fare con un partito o un movimento politico.

In Italia è in carica un governo pienamente legittimato da un ampio mandato elettorale, che io auspico completi la legislatura e che deve essere giudicato sulla base dei risultati. Così come esiste un’opposizione che merita rispetto e che sta trovando la sua strada proprio in questi giorni. A nessuno – e tanto meno al nostro paese – servirebbe oggi l’ennesimo partito.


Personalmente ritengo che il governo, su molte questioni, stia svolgendo bene il proprio compito. Altre persone di Italia Futura hanno un’opinione diversa.

Ma questo luogo non è nato per dividersi sul presente bensì per unirsi sul futuro! Non ci interessa il colore politico di chi vi partecipa ma il contributo di idee che può apportare.

E se posso permettermi un brevissimo sconfinamento nell’attualità varrebbe la pena che anche la politica assumesse un atteggiamento analogo al suo interno e nel confronto con la società civile.

Un dibattito, anche aspro, sui contenuti, arricchisce la democrazia. La demonizzazione dell’interlocutore al contrario indebolisce tutto il sistema e fa sorgere il sospetto che dietro i toni urlati si nasconda l’insicurezza e il vuoto delle idee.

Condivido totalmente l’appello lanciato dal Presidente Napolitano che ha invitato al rispetto nei rapporti tra maggioranza e opposizione. Sono contento di avere oggi ospiti rappresentanti della politica e delle istituzioni che hanno sempre dimostrato di praticare questo modo di intendere il confronto politico.

****

Oggi presentiamo le nostre proposte sulla mobilità sociale. Può sembrare un concetto astruso, quasi tecnico. Ma è quanto di più vicino alla vita reale si possa immaginare.

Chi di noi non ha pensato almeno una volta: “Voglio che mio figlio abbia possibilità migliori di quelle che ho avuto io, voglio che i miei nipoti stiano meglio di me”. La risposta a questa speranza così naturale e così necessaria è il buon funzionamento della mobilità sociale, di quell’ascensore che dovrebbe permettere a chiunque di salire verso l’alto facendo affidamento solo sul proprio talento e sulle proprie capacità.

I paesi dove l’ascensore sociale funziona bene sono i paesi più vitali, più dinamici, più aperti. E soprattutto più giusti. Sono i paesi dove possono farsi strada coloro che hanno idee, capacità e passione, qualunque sia il loro punto di partenza. E aggiungo, qualunque sia la loro nazione di provenienza. Sono quei paesi dove chi cade sa di potersi rialzare senza dover contare sulla compassione dell’assistenzialismo.

La mobilità sociale è il filo rosso che unisce tante questioni diverse: la giustizia sociale, la solidarietà, la crescita economica, il merito individuale e il senso di una comunità purtroppo oggi perduto.

Perché una società democratica deve essere fondata sul talento, sull’impegno e sulla responsabilità di ciascuno. Una società che permetta a chi si impegna di farsi valere.

Questo tema sarà il cuore anche delle prossime iniziative di Italia Futura.

Quando parleremo del ruolo dei maestri elementari, del funzionamento della sanità, dell’ambiente e della qualità della vita come opportunità di crescita, dell’industria della cultura nel senso più ampio del termine, lo faremo partendo da questa prospettiva: l’Italia è un paese bloccato che va rimesso in moto.

Ce lo spiega con chiarezza il rapporto che presenteremo oggi.

Senza anticipare troppo la relazione di Irene voglio sottolineare tre dati:

In Italia se tuo padre non è laureato è molto difficile che tu riesca a laurearti.

In Italia il 25% dei bambini vive in famiglie povere: il tasso più alto tra i paesi europei, secondo i dati Eurostat diffusi nel 2009 dalla Commissione Europea.

In Italia mentre il 41% degli ultracinquantenni dichiara di aver migliorato il proprio stato sociale rispetto alla famiglia di origine, solo il 6% dei ventenni dichiara di trovarsi in condizioni migliori di quelle dei padri.

Forse qualcuno potrebbe storcere il naso al pensiero che una persona che ha avuto molto dal proprio lavoro e che oggi si trova in una condizione di grande benessere si occupi di un tema come la mobilità sociale. Al contrario, ritengo che senza quell’ascensore sociale che lo rende giusto ed efficiente il capitalismo perda slancio e diventi solo oligarchia e cooptazione.

Negli ultimi vent’anni in Ferrari ho sempre cercato di mettere al centro il nostro straordinario capitale umano, puntando su merito e talento.

Viviamo in una nazione in cui la speranza di migliorare la propria condizione è ormai un bene raro.

E ciò rappresenta un fallimento non solo della politica ma della classe dirigente nel suo complesso. È il fallimento di una generazione come la mia che ha avuto il privilegio di nascere dopo la guerra, che ha avuto tanto ma non è riuscita a trasformare il proprio successo individuale in un successo collettivo. Ed è soprattutto per questo che oggi ritengo doveroso dare un contributo.

****

L’Italia ha attraversato stagioni della sua storia, più o meno recenti, in cui le condizioni materiali erano sicuramente peggiori di quelle in cui viviamo oggi.

Eppure in quei momenti l’Italia aveva qualcosa che oggi sembra scomparsa: la sensazione che qualcosa di positivo era in costruzione, lo sguardo fiducioso verso il futuro, una gran voglia di fare per sé e per la propria comunità.

Ho l’impressione che sia proprio questo che oggi ci manca: la speranza verso il futuro. Speranza vuol dire sapere dove sta andando il paese. D’altra parte abbiamo uno Stato il cui funzionamento purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Giustizia, burocrazia, sanità, catastrofi che non dovrebbero accadere in una nazione moderna. E soprattutto una questione meridionale che si fa ogni giorno più drammatica.

In Italia viviamo una situazione paradossale. Alcuni settori della maggioranza gridano al golpe mentre un pezzo dell’opposizione denuncia il regime. Nel frattempo lo Stato sembra essere ogni giorno più debole. Forse dietro tutto questo clamore si nasconde la difficoltà ad affrontare i problemi reali del paese.

Le famiglie italiane hanno dimostrato anche di fronte alla crisi economica una straordinaria capacità di adattamento. Ma oggi rischia di prevalere la rassegnazione al “tanto peggio, tanto meglio”, dove ha facile gioco chi cavalca paure e divisioni anche per distrarre l’attenzione dalle cose non fatte e dai veri problemi del paese.

Ad incominciare da quelle che riguardano il taglio degli sprechi, e sono tanti, che fanno della politica la più grande azienda italiana. Non sento più parlare, da nessuna parte, di province da abolire, municipalizzate da privatizzare, consigli comunali e regionali da ridurre.

In un paese dove le tasse pesano troppo su troppo pochi, e gli sprechi sono molti si sarebbe dovuto iniziare da qui, dando un esempio di coerenza e rettitudine che avrebbe trovato un diffuso apprezzamento.

La ricchezza di una nazione è la somma delle sue speranze, della sua apertura al futuro, della sua qualità della vita, dei valori che esprime.

Penso alla scarsità di giovani nella nostra vita pubblica, alla condanna che costringe molti talenti a lasciare l’Italia per esprimere il proprio potenziale, all’intollerabile attesa a cui un giovane è costretto prima di avere diritto alla sua possibilità nella vita. Sono tutti sintomi di mancanza di speranza e di apertura verso il futuro.

Ma penso anche alla necessità che anche in Italia si cominci a pensare a quell’offensiva ambientale tesa a migliorare la qualità della vita che i paesi più avanzati dell’Occidente stanno già mettendo in cantiere. Guardiamo alla Francia di Sarkozy e agli Stati Uniti di Barack Obama: una nazione guidata da un conservatore e una guidata da un progressista. Ma entrambi si sono rivelati capaci di modificare la propria agenda politica mettendovi al centro temi fondamentali come quello dell’ambiente.

Solo le nazioni che guardano alla propria ricchezza sociale in questi termini sanno reinventare il proprio futuro senza paura.

Questo è quanto dovrebbe contribuire a fare qualsiasi classe dirigente. Personalmente ho deciso – insieme ad altri esponenti della società civile – di fare la mia parte dando un contributo a questa associazione nella quale credo molto.

Vogliamo raccogliere disponibilità e idee da un’Italia che vuole tornare ad essere bella. Non solo nel suo territorio e nelle sue opere d’arte, ma bella nella sua società e nel suo spirito civico attingendo ad esempio a quella vera e propria miniera di passione e talento che è il volontariato. Un impegno nel quale non siamo secondi a nessuno.

Tutti noi abbiamo il diritto di tornare a guardare con speranza e fiducia al futuro. Ripensando anche al passato. Ad un’Italia che voleva vivere meglio: ottimista, allegra, sfrontata, irriducibile.

Se Italia Futura riuscirà a far emergere anche solo una piccola porzione di questa bellezza civica il suo obiettivo sarà stato raggiunto.



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#39 da Pierpaolo, inviato il 24/8/2011
Mi premetto di appoggiare il Suo intervento. Sono uno di "coloro" che hanno lasciato il paese per poter lavorare sernamente e sopratutto per fare "utili", che rappresenta il fulcro di una azienda. Da quando sono estero, la mia azienda si è trasformata da ditta individuale che era in italia in una Spa, paghiamo regolarmente e con il sorriso le nostre tasse e, guarda caso, dopo le tasse resta anche da dividere gli utili, che prontamente preferisco destinare a riserva. Abbiamo 4 dipendenti regolarmente assunti per i quali paghiamo la busta paga ed i contributi..che dire.. sono stato costretto.. o si chiudeva o si accettava una nuova sfida..ed io non voglio nè mollare quanto creo nè farmela "ammazzare" da altri che si nutrono, mi consenta Presidente, del nostro sudore senza nulla in cambio. Sono con Lei e conti sul mio appoggio Vive cordialità

#38 da laura braggion, inviato il 22/8/2011
Caro Presidente, così vorrei poterLa chiamare, non per il suo passato, ma per il suo futuro. Si ha capito bene, vorrei che fosse lei il ns. prossimo Presidente del Consiglio. Apprezzo sia Lei che le sue idee, e sono certa che con Lei alla guida, l'Italia tornerebbe ad essere un paese di serie A. E poi non so perchè, ma io di Lei, anche se non la conosco, MI FIDO, mentre dei vari politici che si sono succeduti, sia di destra che di sinistra, non posso dire la stessa cosa. Allora, Forza, si butti e saremo in molti a seguirLa.

#37 da Luciano Amaglio, inviato il 21/8/2011
Da 10 anni a questa parte ho sempre pensato che i gruppi politici fossero come quei "dotti medici" che, chiamati al capezzale del malato per un consulto, iniziano tra di loro a discutere e a discquisire sulle colpe, cause e rimedi da adottare, nel frattempo il paziente passava a miglio vita; ora che il paziente è in fin di vita mi trovo davanti una armata brancaleone che, di fronte a una situzione di estrema gravità, non è in grado di prendere decisioni ed adottare scelte che siano nell'interesse della collettività. Abbiamo una classe politica (ed intendo tutta la classe politica)che ha perso credibilità, che ha ampiamente sottovalutato la gravità della situazione ed, a mio avviso, non è in grado e non ne ha le capacità di traghettare il paese fuori da questa difficile situazione economico finanziariaria che potrebbe sfociare, se non risolta con tempestività e uregenza, in una crisi sociale. Ritengo che questa classe politica abbia fatto il suo corso con risultati adir poco deludenti, ideale sarebbe che, una volta riformata la legge elettorale (altra prova di immoralità politica) dessero in blocco le dimissioni senza possibilità di essere rieletti, purtroppo è un'utopia senza speranza.
Egregio Presidente mi scuso per lo sfogo ma negli ultimi 20 anni la nostra classe politica non ha saputo fare altro che difendere il proprio orticello, piccolo o grane che sia, allargare con prebende ed intrallazzi il proprio consenso politico a scapito, se non contro, l'intersse del paese.
Penso che sia giunto il momento in cui nuovi soggetti entrino nel campo politico, soggetti capaci di ridare alla politica Italiana la dignità che le aspetta sia a livello nazionale che a livello internazionale; mi scusi l'mpertinenza ma pemnso che sia giunto il momento che Lei si assuma la responsabilità di un impegno politico che dia nuova speranze e nuova vitalità a questa Italia.
Cordialmente
Luciano A.

#36 da Giuseppe Pispisa, inviato il 21/8/2011
l'italia ha bisognodiuna risrutturazione generale mandando casa,senza esitazioni,il 90% di ONOREVOLI,SEGRETARI,SOTTOSEGRETRI,SENATORI che costituiscono un peso economico spaventoso.Eliminare tutte le auto blu,ad eccezione quelle presidenziali.Onorevoli che guadagnano assai possono prmettersi di comprare una macchina secondo le loro esigenze.La loro pensione dovrà essere liquidata secondo gli anni di lavoro dettate a tutti i lavoratori (65 ANNI). Non credo di trovarci difronte a persone così valide altrimenti l'Italia non sarebbe così devastata.

#35 da Renato Lessi, inviato il 14/8/2011
Caro presidente è giunto il momento di non più indugiare,di catalizzare intorno al suo nome,le forze vitali di questo paese per una nuova rivoluzione culturale del fare:le saremo veramente grati se volesse iniziare la corsa,noi saremo con lei.Un abbraccio. (NON è un errore: ho proprio copiato un altro identico messaggio del 18/5 di Pasquale Caroppo, messaggio che corrisponde perfettamente a quel che anche io penso.Muoviamoci !

#34 da pasquale caroppo, inviato il 18/5/2011
Caro presidente è giunto il momento di non più indugiare,di catalizzare intorno al suo nome,le forze vitali di questo paese per una nuova rivoluzione culturale del fare:le saremo veramente grati se volesse iniziare la corsa,noi saremo con lei.Un abbraccio.

#33 da dr.antonino sindoni, inviato il 14/4/2011
preg.mo presidente credo che il suo movimento e' pronto per spiccare il
volo ! non possiamo tollerare una politica scellerata che vige in questo momento in italia.Sono pronto ad accodarmi ad un impegno costruttivo per le imprese e per i lavoratori in genere.
Per una grande italia .
antonino sindoni libero professionista e segretario provinciale di messina e provincia di una grande confederazione degli artigiani,dei commercianti delle p.mi

#32 da antonio di stefano, inviato il 1/4/2011
Tutto vero e sacrosanto quello che dice,
ma bisogna avere il coraggio di unire le forze e aprire al cambiamento radicale.

#31 da armando, inviato il 21/2/2011
egregio cordero,sono un operaio e cerco di esserlo nel miglior modo possibile,per essere rispettato e per rispettare chi,sopra di me cerca di creare il mio benessere.condivido lo slancio che vuole diffondere perche'con esso si migliora anche lo stato mentale oltre a quello fisico.non credo pero'ad una economia in continua crescita ma utopicamente credo a una economia debole e lanciata nel futuro concentrando le energie umane nella crescita filosofica e spirituale (no religiose).grazie dell' oppotunita'e distinti saluti armando

#30 da Antonio, inviato il 13/2/2011
Egr. presidente.
sono un elettore del PD.
Di fronte ad una nazione allo sbando,
ad un presidente del consiglio degno della repubblica del "grande fratello",
ad una sinistra incapace di proporre un'alternativa,
credo che Lei - con un suo impegno diretto in politica - rappresenti un'ancora di salvezza per l'Italia.
Cordialmente

#29 da Danilo Poci, inviato il 5/12/2010
Carissimo Luca L'anno scorso proponevo alla sinistra Italiana di cambiare rotte altrimenti non avrebbero più avuto modo di fare un governo. Penso di esprimere le idee di molti Italiani. 1) L'Italia e una grande azienda e come tale va amministrata 2) al governo ci vuole un imprenditore serio come te il quale non abbia gli intrallazzi oscuri 3) è ora che tu scenda in campo dando il meglio di te stesso portando i migliori collaboratori che tu posa avere. ciao danilo

#28 da renzo buia, inviato il 29/9/2010
Caro Dr. Luca, da italiano, residente all'estero ma preoccupato della ns. patria, penso che le forze vive del paese, in cui Lei é presente, debbano accettare una responsabilitá politica onde cambiare la situazione nazionale, in caduta libera. Abbia i sensi della mia stima ed auguri di buon lavoro. Cordialmente, Renzo Buia

#27 da GIANCARLO ZAFFARANO, inviato il 22/11/2009
Ho sempre presente ciò che rispose nel 1982 Giovanni Spadolini, appena eletto Presidente del Consiglio, ad un giornalista che gli chiedeva quale fosse il problema da affrontare prioritariamente in Italia. Avrebbe potuto indicare il debito pubblico, il mezzogiorno, la lotta alle mafie, la disoccupazione, o quant’altro ma Giovanni Spadolini, da serio analista, così rispose: “Il primo problema dell’Italia, che condiziona negativamente l’intero sistema, è la cosiddetta QUESTIONE MORALE!” Oggi, a distanza di 27 anni, si può dire che su questo fronte sono stati fatti solo passi indietro! Credo che il sistema continuerà a reggersi finquando collasserà per una dirompente spinta d'origine esterna al sistema Italia. Solo così si potrà poi “ricostruire” tutto daccapo.

#26 da Fantaccione Francesco, inviato il 10/11/2009
Egregio Presidente, sono pienamente d'accordo con quanto da lei affermato. Oltre a domandarci dove saremo tra 5 anni, perche non domandarci anche da dove partire per un cambiamento? E perchè non partire dall'istruzione? che è alla base di una nazione forte, ricca, attacata ai propri valori e fiera delle proprie origini e nben proiettata verso il futuro.
Poi credo per una nazione sia fondamentale assicurare per tutti la possibilità di crescere. Per cresce ci vuole impegno e l'impegno ha bisogno di campo di applicazione. Questo campo deve essere per tutti. Io mi ritengo fortunato, con l'impegno mi è stato consentito, qualche anno fa, di salire sull'ascensore sociale. Ecco l messaggio che in ogni caso vorrei lanciare a tutti è quello dell'impegnarsi e credere sempre e comunque in ciò che si fa.

#25 da Maurizio Rosa, inviato il 3/11/2009
Gentile Presidente condivido il suo discorso ed in particolar modo le sue intenzioni. Oggi è arrivato il momento di pensare alle nuove generazioni perchè rischiamo di lascr loro un italia corrotta, in mano a "non si sa chi" e soprattutto spaccata in due geograficamente e socialmente. Lei nel suo discorso ha dato il segno per un nuovo illuminismo. Spero tanto come già evidenziato da molti,di poterla, presto, chiamare presidente del consiglio.

#24 da Ugo Bernasconi, inviato il 27/10/2009
Gentile Presidente, condivido integralmente le sue parole ed in particolare le sue intenzioni. Si siamo un Paese "statico" dove parole come meritocrazia, formazione, programmazione sono viste con diffidenza. Volevo chiederLe se ha mai avuto modo di veder finanziato da un istituto di credito un business plan elaborato da un giovane volenteroso, se Le risulta che attualmente le Banche oltre a valutare le informazioni finanziarie di una Azienda valutino anche l'imprenditore che vi sta dietro. Probabilmente, mi scuso, conosco già le risposte ed è per questo che siamo un Paese fermo, perchè in Italia non si crede più nella persona ma solo nei numeri, dove un imprenditore viene valutato quasi esclusivamente con i parametri di Basilea 2, dove gli imprenditori spontaneamente si aggregano in movimenti come "impresecheresistono" perchè le istituzioni sono sorde. A chi vuol fare impresa si placa l'entusiasmo, si tarpano le ali negandogli il giusto credito , si uccidono le idee ancor prima che possano essere espresse. Vede Presidente quello che Lei pensa lo condivido integralmente, è avvilente pensare che le persone come Lei purtroppo sono poche e sfortunatamente non sono sedute dietro la scrivania della direzione di una banca. La saluto cordialmente. Fto Un imprendditore 41enne che resiste.

#23 da armando cinicola, inviato il 23/10/2009
Non vorrei essere uno schiavo, ma non vorrei neanche essere un padrone. Questo esprime la mia idea di democrazia.
Abraham Lincoln
Approvo in pieno quanto detto ; è il momento di non pensare alle prossime elezioni ma bensì alle prossime generazioni che in questo momento, a mio avviso , sono nascoste da questo sistema di potere.
Armando Cinicola

#22 da Lorena De Marco, inviato il 22/10/2009
Caro Presidente,
Lei mi ha dato la speranza che possa nascere un "illuminismo nuovo" in questo paese, che tanto è stato risplendente ed ancor più potrebbe esserlo.

#21 da roberto caddeo, inviato il 22/10/2009
Questa sera partecipo al primo incontro con l'associazione.
Mi aspetto molto, lo dico con grande franchezza.
Non si può andare avanti così, incancreniti, con il freno a mano tirato, incapaci di guardare avanti, giustappunto, non nel fantascientifico futuro ma a dopodomani

#20 da Flavio Fusari, inviato il 22/10/2009
Abbiamo bisogno di un leader carismatico Luca, di una persona che ritorni la speranza agli Italiani, un leader che inspiri e che ci faccia sentire bene per il futuro della nostra nazione, un poco come Obama sta facendo per gli Americani. Un leader che dimostri integrita' rispetto e passione e che sia devoto alla carica che porta con onesta' e duro lavoro. Un leader che rappresenta gli Italiani che vogliono fare la differenza. Luca, raccogli le idee in giro per l'Italia, e porta la tua candidatura alle elezioni politiche. Ti ringrazio per avere preso Italia Futura a cuore e spero di poterti con orgoglio chiamare presidente del consiglio un giorno non lontano. Flavio

#19 da Giuseppe Spiniello, inviato il 14/10/2009
Salve a tutti, avevo sentito parlare del movimento. Mi sono informato, documentato, ho letto diverse cose, e se quello che ho letto sono i propositi, i progetti, bè, un futuro migliore già si intravede.
Personalmente, non mi piace la parola "problema" la trova inutile. Mi piace invece ragionare sempre in termini di "soluzione", e mi devo compiacere con tutti i relatori, ed in particolare con l'avv. Montezemolo, per il suo discorso, e per il suo esempio di come condurre la vita. Siamo italiani e ognuno di noi è un pezzo d'Italia, ognuno di noi deve fare la propria parte, ognuna è importante.
Ho aderito al movimento, è solo l'inizio, non mi fermo, ho voglio di fare, ad iniziare dal mio paese. Voglio e devo fare.
Grazie a tutti per la possibilità.
Italiani non sprechiamola.

#18 da Antonio Bordoni, inviato il 14/10/2009
Avevo già avuto modo di apprezzare la "stoffa" di Montezemolo allorchè interveniva quale presidente di Confindustria. Anche allora i suoi discorsi mi colpivano per la chiarezza e l'andare diretto al cuore del problema.
Quello che mi amareggia è che purtroppo, come precisato anche nel discorso di presentazione di Italia Futura, c'è un tempo per dire e un tempo per fare, ma in Italia non si vede ancora il passaggio dalla fase uno alla due.
Mi auguro di tutto cuore che il nuovo progetto possa traghettarci alla fase del fare. Ci dica cosa possiamo fare.

#17 da cristoforo "cristian" reina, inviato il 13/10/2009
Grazie a voi fondatori ed in particolare all'avv.montezemolo,per aver avuto il coraggio di creare quello di cui molti italiani sentono il bisogno.non si puo'piu' ragionare in italia con la logica partitica.non si guarda piu'da anni al bene del paese, all'obiettivo comune e condiviso dalla nazione,si guarda alla propria parte ai propri interessi e a quelli degli amici che portano voti.siamo fortunati perche',nonostante tutto siamo italiani, riusciamo a stare a galla pur tra mille difficolta'.ma un paese che giustamente si vanta di far parte del G8,che ha un ruolo ed una posizione strategica in politica estera,che vuole e deve recuperare il tempo perduto per modernizzare il paese, non puo' navigare a vista!!! devi avere una rotta den delineata a la si deve seguire tutti assieme.grazie per questa possibilita'che ci avete dato. un cordiale saluto cristain reina.

#16 da Alessio Ricci, inviato il 12/10/2009
Credo che quello che state realizzando sia interessante ed Unico, un volano culturale di nuove idee che possono modificare ed influenzare positivamente molte realtà, cosa che in questo momento il nostro Paese ora più che mai ne ha veramente bisogno. Grazie a tutti voi. Alessio

#15 da giulio, inviato il 12/10/2009
Inteliggente e utile per il paese. Siamo pronti per una cosa seria........ basta con gli attori e i teatrini a prendere in giro il popolo.

#14 da mauro stefanelli, inviato il 12/10/2009
Era ora che scendevi in campo Luca!!!
Dai che l'Italia riparte

#13 da Rosaria Nicotra, inviato il 11/10/2009
Sorprendente "SENTENZA"
Intravedo uno spiraglio di luce.....
dopo il tramonto ci sara' la RINASCITA..
Grazie Avv.Montezemolo.


#12 da stefano, inviato il 11/10/2009
Spero che al piu' presto siano fatte le riforme poi nelle persone di buona volonta' che non facciano solo discorsi, ma anche i fatti e finora no so quanto tempo abbiamo gia' perso nello sviluppo e l'innovazione in tutti i settori.Basti pensare alle automobili,non mi pare che rispetto a 50 anni fa', si siano cosi' evolute le autovetture, si pensava che negl'anni 2000 doveva anche volare e invece sono ancora li come una volta,la tecnologia non e' andata avanti come si pensava dover essere.Manca qualcosa giusto? E allora diamoci da fare tuti insieme per migliorare la nostra vita.

#11 da Francesca Cicero, inviato il 11/10/2009
Bravo Luca...Ora muoviamoci!!!!

#10 da Matteo Benetti, inviato il 11/10/2009
Grandissimo Luca, servivano proprio queste parole di moderazione, in questo momento non certo positivo dell'economia e del pensiero sociale. Il pensiero economico moderno sembra proprio aver perso quei valori umani che ci hanno da sempre contarddistinto, valori che hanno creato negli anni uno status di alta creatività ed eccellenze enormi. Basta fare un giro per il mondo per accorgersi che ciò in cui negli altri paesi è enormemente valorizzato, nel nostro sarebbe dozzinale! Viva l'Italia! Abbiamo come giovani, oltre il compito, anche la grandissima voglia di poterci riscattare da un mondo che ci impone solo barriere: per la nostra solidità e pianificazione famigliare, per il nostro orgoglio o perchè no, per il puro nostro successo! La politica italiana purtroppo non ci aiuta: da anni oramai siamo bloccati in un limbo di litigi e ribaltoni, dove ognuno (e peccherò di banalità) tira l'acqua al suo mulino, infischiadosene dei problemi del cittadino, e quando si pone l'interesse è soltanto proprio per interesse. Grande Presidente, la sua positività è pura, continui ad incoraggiarci! Con stima, Matteo.



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