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5.3 Pacchetto Giovani Famiglie

L'idea

  • Un pacchetto di misure per le famiglie più giovani, quelle con bimbi piccoli e genitori ancora agli inizi della loro carriera, per aiutarle a crescere serene e a non subire i contraccolpi personali e professionali spesso associati alla formazione di una famiglia.

     

  • Le misure proposte uniscono sostegno all'economia familiare, supporto alla conciliazione lavoro-famiglia e agevolazioni fiscali per il lavoro delle mamme. In particolare si propone:



    - Sostegno all'affitto: cumulabilità, per le giovani coppie con figli a carico, dell'assegno dell’Affitto di Emancipazione proposto in precedenza (in assenza di figli l'assegno è attribuibile solo all'intestatario del contratto di affitto);



    - Rimborsabilità della baby sitter. Gli attuali meccanismi di detraibilità parziale degli oneri sociali sono complessi, insufficienti ed inefficaci. Si tratta di spese consistenti che incidono mese per mese ed è necessario che l'aiuto sia adeguato e capace di dare un contributo reale.



    - Abbattimento dalla base imponibile dei primi 10.000 euro di redditi derivanti dal lavoro delle mamme con figli sotto i tre anni. Troppe giovani mamme rinunciano a lavorare, con conseguenze negative sia sui redditi familiari che sulla loro capacità di rientrare nel mercato del lavoro più avanti nel tempo.



    Obiettivi della proposta

    A causa del ritardo con cui si avviano le carriere e della lentezza dei percorsi di stabilizzazione professionale, oggi le famiglie più giovani sono quelle in maggiore difficoltà. Gli stipendi dei giovani genitori sono ancora molto bassi, i costi collegati alla cura dell'infanzia e al mantenimento del nucleo familiare sono altissimi, la conciliazione dei tempi tra lavoro e famiglia molto difficile. Le conseguenze si ripercuotono sia sullo sviluppo personale e professionale dei genitori (e in particolare delle mamme), che in questa fase subiscono spesso rallentamenti nella carriera, che sul benessere e il futuro dei bambini. L'impoverimento delle famiglie infatti mina le basi su cui si costruiscono le opportunità per le future generazioni, generando spirali negative da cui è sempre più difficile uscire. I dati descritti nella parte iniziale del Rapporto hanno già illustrato la gravità della situazione per bambini e famiglie. Un ulteriore approfondimento sulla natura di questo disagio economico ci mostra gli ambiti più urgenti su cui è necessario intervenire:




    • Supporto a redditi e consumi. Le famiglie con figli piccoli non solo tendono ad avere redditi bassi (il reddito mediano delle famiglie il cui capofamiglia ha meno di 35 anni è quasi il 30% in meno del reddito il cui capofamiglia ha più di 45 anni), ma incorrono in molte spese alle quali fanno sempre più fatica a far fronte. Un'indagine Istat ha mostrato che tra le famiglie con almeno un minore il 19% fa fatica ad arrivare a fine mese, il 15% ha avuto problemi con le bollette, il 20% non è stata in grado di acquistare vestiti necessari, e un terzo (33.6%) non è in grado di far fronte ad una spesa imprevista 20 di 700 euro .

       

    • Supporto nella cura dei bambini più piccoli. Nonostante il notevole incremento degli ultimi anni, la disponibilità di posti negli asili nido è ancora insufficiente e soprattutto sono poco diffusi servizi alternativi che potrebbero dare maggiore flessibilità e supporto personalizzato. Per esempio in Italia, a causa dei costi, è poco diffuso il ricorso alle baby sitter (8% in Italia contro il 18% della Francia) che invece sono molto utili per compensare sia la scarsità degli asili nido che la relativa rigidità dei loro orari. Questo problema rende le giovani famiglie dipendenti dalla vicinanza ai nonni e limita la loro mobilità fisica, utile per perseguire opportunità di crescita professionale in città diverse.

       

    • Lavoro per le mamme. La povertà infantile in Italia colpisce in modo particolare le famiglie monoreddito. La possibilità di avere entrambi i genitori occupati diminuisce considerevolmente il disagio economico. Eppure in Italia il tasso di occupazione delle mamme è tra i più bassi d'Europa (Figura 14), soprattutto tra le mamme con figli sotto i tre anni. Il 30% delle mamme italiane non torna al lavoro dopo la maternità. Stare lontane dal lavoro per un periodo prolungato diminuisce inoltre la probabilità di trovare un lavoro stabile e di qualità, col risultato che, visti i costi di baby sitter e asili, alla fine è più conveniente restare a casa o cadere nel lavoro sommerso.






    Figura 14: Tasso di occupazione delle donne con figli sotto i 16 anni (Fonte: Ocse, anno 2007)





    Le politiche attuate su questi fronti in Italia sono scarse e insufficienti. Come spesso ricordano gli studiosi, mentre nella maggior parte degli altri paesi europei esistono dei sistemi di trasferimenti ed agevolazioni di carattere “universale”, ovvero indirizzati a tutti i minori e le loro famiglie, in Italia non esiste una prestazione universale che tratti tutte le 21 famiglie con figli in modo uguale . I nostri “assegni familiari” sono riservati solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati – e solo quando il reddito sia sufficientemente basso. Per le famiglie senza lavoratori dipendenti è stato introdotto un sussidio mensile, ma solo a partire dal terzo figlio e sotto una certa soglia di reddito (20.000 euro per un nucleo di 5 persone). Come ricorda Maurizio Ferrera, “la normativa italiana riflette una stratificazione storica di tutele categoriali (...) alle quali si sono aggiunti, nel corso dell'ultimo ventennio, dosi crescenti di “selettività”, ossia l'introduzione di soglie di reddito familiare al di sopra delle quali gli importi delle prestazioni diminuiscono oppure si 22 azzerano” . Similmente i bonus introdotti dalla Finanziaria 2009 sono legati a criteri molto restrittivi (in molti casi per esempio sono indirizzati solo ai lavoratori dipendenti e ai pensionati) e molto limitati nell'importo. Vista anche la natura una tantum di queste misure, non possono essere considerate misure veramente efficaci e strutturali a sostegno 23 delle famiglie.



    L'ispirazione

    L'idea di fondo del pacchetto giovani famiglie è quella di creare un mix di misure di varia natura, che spaziano da strumenti monetari per il supporto di servizi specifici, a misure che aiutino la flessibilità nella conciliazione famiglia e lavoro, fino a misure fiscali che incentivino il lavoro femminile e possano così innalzare il livello complessivo di reddito delle famiglie. Questo è ciò che avviene ormai nella maggior parte dei paesi europei: si adottano misure coordinate e complementari per il raggiungimento di certi obiettivi sulle politiche per l'infanzia e la famiglia.



    Nello specifico, l'idea della rimborsabilità della baby sitter prende spunto dal sistema di aiuti alle famiglie in vigore nel sistema francese ed illustrati sinteticamente nel Box 4. Un sistema che, oltre a gestire trasferimenti monetari generici come gli assegni familiari, fornisce una serie di altri aiuti legati all'utilizzo di servizi specifici come, appunto, la baby sitter o l'assistente che accudisce i bambini al proprio domicilio. Tra le prestazioni del sistema di assistenza francese è incluso anche il supporto al pagamento dell'affitto per le famiglie con figli: l'idea qui proposta di raddoppiare l'Affitto di Emancipazione ricalca per molti aspetti obiettivi e modalità del programma francese. Per quanto riguarda invece la fiscalità agevolata per il lavoro delle mamme, la proposta richiama da un lato il sistema dei crediti di imposta per le famiglie in vigore in Gran Bretagna (Box 5), dall'altro l'idea recentemente dibattuta tra alcuni economisti italiani, riguardante la possibilità di una fiscalità agevolata per il lavoro femminile (Box 6, vedi rapporto completo in PDF).



    L'interesse verso queste modalità di aiuti risiede non solo nel fatto che esse consentono di alleviare considerevolmente lo sforzo economico delle famiglie più giovani e vulnerabili, ma anche nel fatto che, legando gli aiuti all'utilizzo effettivo dei servizi e ad alcune condizioni minime di attività, queste misure incentivano il lavoro ed evitano le cosiddette “trappole di inattività” tipiche delle misure di assistenza sociale legate solo al reddito. Vale a dire che quando le misure sociali sono legate solo al reddito e non alle condizioni lavorative, può risultare più conveniente per uno o più componenti del nucleo familiare restare “a carico” per non perdere gli aiuti pubblici. Si innesca così un circolo vizioso da cui è difficile uscire.



    Dettagli della Proposta


    • Sostegno all'affitto: possibilità di cumulare l'assegno dell'Affitto di Emancipazione proposto in precedenza per le giovani coppie sotto i trent'anni con figli a carico (nella proposta originaria attribuibile solo all'intestatario del contratto di affitto). Si tratta di una misura semplice che dà un supporto immediato e consistente alle famiglie più giovani.

       

    • Rimborsabilità della baby sitter: - applicabile solo alle famiglie con entrambi i genitori occupati e con figli sotto i 6 anni.

      - erogabile sotto forma di assegno o accredito sul conto bancario su presentazione ricevuta.

      - entità dell'assegno variabile a seconda del reddito della famiglia e del numero dei figli, ma comunque mai nullo. È importante mantenere la natura universalistica del provvedimento anche se si introducono correzioni per aiutare di più i meno abbienti.

      applicabile all'uso di baby sitter accreditate e figuranti in appositi elenchi, così come avviene in Francia e altri paesi (Finlandia, Inghilterra, etc.). Gli elenchi di baby sitter già esistono in varie città italiane, ma la loro diffusione è ancora limitata. L'introduzione di una misura come la rimborsabilità contribuirebbe ad una loro maggior diffusione e all'emersione di un'attività in gran parte sommersa.

      - prevista una soglia di retribuzione oraria/giornaliera massima (in Francia la soglia è di 44,10 euro al giorno, ovvero cinque volte il salario orario minimo lordo, “SMIC horaire brut”).

       

    • Detassazione dei primi 10.000 euro di reddito delle mamme

      - Abbattimento dalla base imponibile IRPEF dei primi 10.000 euro di reddito prodotto dal lavoro delle mamme.

      - Applicabile alle mamme lavoratrici con figli sotto i tre anni, per un massimo di tre anni consecutivi.

      - Per evitare contraccolpi troppo forti al superamento del terzo anno di età è pensabile un regime che riporti alla piena tassazione in modo graduale.


    Si tratta di una misura semplice e universale, con forte potere incentivante per il lavoro delle giovani mamme (quelle a maggior rischio di abbandono) e supporto complessivo alle economie familiari.



    Auspicabili misure di accompagnamento

    Le misure qui proposte hanno come obiettivo prioritario quello di dare un aiuto immediato alle famiglie con figli piccoli e incentivare e supportare il lavoro delle giovani mamme. Naturalmente, il ventaglio di possibilità per migliorare le politiche destinate alle famiglie in Italia non si esaurisce qui. In particolare, riteniamo opportuno ricordare la necessità di adottare strategie di lungo periodo che affrontino due aspetti particolarmente critici.

    Innanzitutto il rafforzamento dei servizi all'infanzia, sia come quantità (posti disponibili negli asili nido) che come varietà. Molti altri paesi stranieri, ed in particolare la Francia, hanno investito moltissimo in una varietà di soluzioni che aiutano a sopperire la mancanza di asili e che danno alle famiglie la massima flessibilità. In Italia esistono già numerosi ed interessanti sperimentazioni, sarebbe necessario investire su questi aspetti con maggior coordinamento e continuità.

    In secondo luogo un maggiore impegno per la diffusione degli orari flessibili sul lavoro. Un obiettivo raggiungibile non aggiungendo nuove normative ad un ambito già iper-legislato, ma lavorando assieme ad aziende e associazioni per diffondere l'utilizzo di queste forme di lavoro sull'esempio della Gran Bretagna, dove è stata istituita un'apposita commissione ministeriale e un comitato speciale di aziende per sensibilizzare il paese sul bilanciamento vita e lavoro.





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Docente all'Universita' Carlos III di Madrid, è esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico. È consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di numerosi governi regionali, enti e aziende in Italia e all’estero.

Le proposte del rapporto


Fondo opportunità
Un sostegno economico per gli studi, attivato alla nascita, con versamenti periodici dallo Stato.
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Pacchetto giovani famiglie
Misure concrete per sostenere le giovani coppie con figli: affitto, baby sitter e sgravi fiscali.
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Affitti di emancipazione
Un contributo economico per aiutare i giovani lavoratori a rendersi indipendenti
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Italia futura mi ha colpito per la lucidità di pensiero con cui affronta gli scottanti problemi di attualità del nostro paese. Desidero partecipare a questo gruppo di lavoro che sento in linea con il mio modo di pensare.

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