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5.2. Affitti di emancipazione

L'idea

  • Un supporto monetario al pagamento dell'affitto per i giovani lavoratori che vivono fuori dal nucleo familiare.

  • Non si tratta di complessi meccanismi di detrazioni, indirizzati spesso più ai genitori che ai figli. Si tratta di un assegno di 200 euro mensili diretti ai giovani tra i 22 e i 30 anni che entrano nel mondo del lavoro e che vogliono rendersi autonomi dal nucleo familiare di origine.

  • In pratica, per una ragazzo che abbia terminato gli studi universitari, l'agevolazione affitti subentra quando terminano gli effetti del Fondo Opportunità. La misura si accompagna ad una agevolazione fiscale per i proprietari che affittano i loro immobili ai giovani.



Obiettivi della proposta

Questa proposta vuole affrontare un problema ormai molto noto: il costo della casa pesa in modo sproporzionato sul bilancio di qualsiasi giovane agli inizi del proprio percorso professionale. Da anni le politiche italiane si sono concentrate solo sull'acquisto della casa (sgravi, abolizione ICI, etc.), investendovi miliardi di euro senza considerare due fattori fondamentali.

Innanzitutto, per un giovane che si affaccia sul mondo del lavoro e che non abbia alla spalle una famiglia benestante che lo aiuti, l'acquisto della casa non è un obiettivo raggiungibile qualsiasi sia l'agevolazione introdotta.

Secondo, incentivare un investimento enorme come l'acquisto di casa significa inchiodare una persona ad un luogo, mentre per un giovane che deve ancora iniziare la propria carriera sarebbe molto più proficuo un supporto alla mobilità piuttosto che alla stanzialità. Non tutte le opportunità sono sotto casa, soprattutto nelle prime fasi della carriera. Ma “rincorrere” le opportunità in città diverse da quelle di origine è molto costoso proprio per il peso dell'affitto, spesso inaccessibile se confrontato con i primi salari ricevuti. Per questo molti giovani finiscono per rinunciare. Questa situazione ha pesanti conseguenze su due aspetti molto importanti per lo sviluppo e la mobilità sociale:

  • Limitazione della mobilità fisica per chi voglia perseguire opportunità di lavoro fuori dal comune di residenza. I giovani italiani, in media, si spostano ancora troppo poco quando sono agli inizi della loro carriera. Restano troppo spesso inchiodati al loro comune di origine e questo limita pesantemente le loro opportunità di crescita professionale. Da un'indagine ISFOL su un campione di giovani in cerca di lavoro è emerso che quasi il 30% non è disposto a lavorare fuori dal proprio comune, mentre il 45% accetta l'idea di un comune diverso, a patto di rientrare a dormire “a casa” la sera. Insomma, il grande problema è “dormire fuori”, perché ciò implica trovarsi (e pagarsi) un'altra casa, bollette, costi di viaggi e così via. E quindi tanti giovani finiscono per accontentarsi di lavori mediocri che non consentono loro di crescere e sviluppare tutto il loro talento. Una rinuncia gravosa, per loro e per tutto il paese.

  • Ritardo nel raggiungimento dell'autonomia. È evidente tra i giovani italiani una crescente difficoltà a rendersi autonomi al termine degli studi. I dati sono sconcertanti: l'età in cui si riesce a rendersi autonomi slitta sempre più avanti, superando ormai i trent'anni di età. Questa situazione è spesso imputata ad un fattore culturale, al tradizionale atteggiamento protettivo delle famiglie italiane. Il fattore culturale può avere un suo peso, ma un'occhiata all'andamento dei dati nel tempo mostra come la 15 situazione sia peggiorata in modo drastico negli ultimi anni (Tabella 3). Un peggioramento così repentino non può essere imputato interamente a fattori legati a cultura o tradizione, ma a fattori prevalentemente economici.



Tabella 3: Giovani che vivono con i genitori (%), per fasce d'età. Fonte: Istat (Censimenti e Indagini Multiscopo)

Tale situazione è peraltro paradossale se si pensa che in Italia ci sono migliaia di case vuote inutilizzate. Secondo una recente indagine a Roma, su 1.715.000 abitazioni, 245.000 - una su sette - sono vuote, a Milano gli appartamenti non abitati sono più di 16 80.000.

L'ispirazione

La proposta si ispira sin dal nome alla misura adottata in Spagna, la “Renta de Emancipacion”. Si tratta di un assegno mensile di 210 euro corrisposto ai giovani lavoratori tra i 22 e i 30 anni che vivono in affitto (Box 3). La misura è inoltre affiancata da un'incentivazione molto forte per i proprietari d'immobili in modo da stimolare contemporaneamente la domanda e l'offerta di affitti da e per i giovani.



In anni recenti anche in Italia sono state introdotte alcune agevolazioni per gli affitti dei giovani, ma con modalità – ed efficacia- assai diverse. Esistono infatti due tipi di agevolazioni per i giovani in affitto: una detrazione IRPEF del 19% fino ad un massimo di 500 euro annui per gli studenti universitari fuori sede che vivono in affitto e sono a 17 carico dei genitori (la detrazione va quindi a beneficio dei genitori) . E una detrazione Irpef di 991,60 euro per i giovani tra i 20 e i 30 anni che vanno a vivere in affitto e hanno 18 un reddito fino 15.494 euro all'anno . Un contributo, quest'ultimo, che vale per i primi tre anni in cui i giovani vivono fuori dalla casa dei genitori o delle persone a cui sono stati affidati. Tali detrazioni, pur lodevoli nell'intento, hanno limiti che le rendono poco efficaci: 1) il meccanismo della detrazione non è immediato e non aiuta mese per mese come un assegno; 2) chi abbia redditi molto bassi rischia di non poter beneficiare della detrazione nella sua interezza e paradossalmente la legge finisce per penalizzare chi ne ha più bisogno; 3) il risparmio ottenuto è insufficiente a costituire un vero aiuto per i giovani: si tratterebbe di circa 80 euro al mese, una cifra bassa se confrontata con l'affitto medio; 4) il limitato ammontare del contributo e il fatto che il provvedimento non sia accompagnato da agevolazioni per i proprietari che affittano ai giovani fa sì che la misura sia assolutamente insufficiente a creare un'offerta ampia e competitiva di appartamenti per i giovani e/o a portare alla luce la pratica degli affitti in nero. Il risparmio di cui un giovane può beneficiare accettando un affitto in nero è in media maggiore del risparmio ottenuto dall'agevolazione fiscale.



Una misura come l'Affitto di Emancipazione che ricalchi il modello spagnolo potrebbe risolvere queste limitazioni. Si tratterebbe di un aiuto vero, cospicuo e semplice.

Dettagli della proposta

  • Benefici erogati: - 200 euro mensili per un periodo massimo di 3 anni, consecutivi o meno; - prestito una tantum (il primo mese) di 600 euro per la caparra, da restituire al termine del contratto o di erogazione della prestazione.

  • Requisiti: - età compresa tra i 22 e i 30 anni;

    - reddito massimo annuale ipotizzabile in 23 mila euro lordi;

    - essere il titolare del contratto di locazione;

    - domiciliazione del canone di affitto sul conto corrente del locatario;

    - non essere proprietario di un immobile e, comunque, titolare di un patrimonio personale superiore ad una determinata cifra (ipotesi: 110.000 euro);

    - vietati i contratti di locazione stipulati tra parenti fino al secondo grado.

  • Modalità di erogazione e altri aspetti: - l'Affitto di Emancipazione verrà corrisposto ogni mese sul conto bancario del titolare del contratto di locazione. Il requisito di domiciliazione del canone di affitto consente di tracciare i pagamenti e di fornire automaticamente la prova del pagamento;

    - l'Affitto di Emancipazione andrebbe a sostituire le attuali detrazioni per gli affitti ai giovani, ma sarebbe cumulabile con le normali detrazioni a favore degli inquilini di case adibite ad abitazione principale riconfermate dalla 19 Finanziaria 2009.

    - Il provvedimento dovrebbe essere accompagnato da una agevolazione speciale per i proprietari di case affittate a giovani, così come avviene in Spagna, dove tali proprietari sono esentati da tasse sull'affitto.

    In alternativa, per diminuire il costo del provvedimento, si potebbe pensare ad una cedola secca del 20% per i proprietari di immobili affittati ai giovani sotto I 35 anni (una proposta peraltro già avanzata varie volte in passato sul tema più generale degli affitti).





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Docente all'Universita' Carlos III di Madrid, è esperta di innovazione, creatività e sviluppo economico. È consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU, della Commissione Europea e di numerosi governi regionali, enti e aziende in Italia e all’estero.

Le proposte del rapporto


Fondo opportunità
Un sostegno economico per gli studi, attivato alla nascita, con versamenti periodici dallo Stato.
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Pacchetto giovani famiglie
Misure concrete per sostenere le giovani coppie con figli: affitto, baby sitter e sgravi fiscali.
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Affitti di emancipazione
Un contributo economico per aiutare i giovani lavoratori a rendersi indipendenti
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