Fantasia del complotto, idee sul futuro

A proposito di Italia Futura

di Andrea Romano , pubblicato il 9 settembre 2009
immagine documento Si dice che Italia Futura sia parte di una "manovra neocentrista" per scalzare questo o quel politico legittimamente eletto. Si dice che intorno a quest’associazione si stiano coagulando forze in uscita da una porta di partito e in entrata in un’altra, ma tutte intente a tramare nell’oscurità per tessere le fila di qualche manovra di palazzo. Se ne dicono tante. Quello che invece andrebbe detto e ribadito, anche a costo di suonare ripetitivi, è che Italia Futura è una libera associazione di competenze, intelligenze e professionalità che hanno deciso di dedicarsi a riflettere sul futuro del paese. Il futuro vero: non quello lontano che scatterà dal prossimo cinquantennio ma quello più prossimo, sul quale già oggi si misurano le responsabilità della politica e delle classi dirigenti. Riflettere sul futuro del paese significa mettere a fuoco alcuni problemi reali e proporre alcune soluzioni realistiche. Come faremo a partire dal 7 ottobre, con il lancio della nostra campagna sulla mobilità sociale, e come continueremo a fare nei mesi successivi su temi come la scuola, l’industria culturale, la sanità. Né più né meno, perché questo è quanto viene realizzato in tutto il mondo da associazioni simili a Italia Futura. Tutto il resto può essere legittimamente detto ma non lascia alcun segno. Perché in un grande paese democratico com’è l’Italia chi ha l’onere e l’onore di governare sulla base di un chiaro esito elettorale – come Silvio Berlusconi – sarà giudicato dagli elettori sulla base di quanto sarà riuscito o non sarà riuscito a fare. E nessun fantasma di "manovra di palazzo" potrà sostituire l’espressione di una valutazione meditata da parte dei cittadini, che al momento del voto guarderanno alle idee formulate dalle diverse parti politiche tanto quanto ai risultati ottenuti da chi ha esercitato la funzione di governo o da chi si propone di assumerla. Anche quando i veleni e i buchi della serratura sembrano sostituirsi alla politica, come accade in Italia in queste settimane, chi ha idee per il paese e disponibilità civile a farsene carico non può rinunciare a farle emergere con gli strumenti del confronto pubblico. Nel nostro piccolo, questo è quanto faremo con Italia Futura. E su questo vorremmo essere valutati, piuttosto che sulla base dei riflessi condizionati di un racconto politico che da tempo non produce più novità di rilievo.

Andrea Romano
Direttore di Italia Futura


tag:  politica   mobilità   sanità   cultura   scuola   berlusconi  


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#1 da Giuliano, inviato il 12/10/2009
Ho partecipato al convegno d'apertura del 7 ottobre a Roma, ed ho apprezzato molto le parole del Presidente Montezemolo e degli altri illustri ospiti.
Spero che da questo laboratorio di idee e progetti qual'è italia futura, possa nascere la svolta positiva per rimettere in moto l'economia del nostro paese.
Un saluto a tutti

#2 da Andrea Frediani, inviato il 9/10/2009
Gentile direttore Romano,
in realtà provo un certo piacere a percepirmi come un sostenitore di manovratori neocentristi! il termine "neocentrista" come viene utilizzato oggi dai timorosi di cui lei parla mi pare identifichi una figura da "ribelle estremista", un pericoloso individuo che desidera esprimere il proprio parere anzichè cercare un prodotto nel mercato politico. Se il destino sarà giungere ad un movimento-partito o qualsiasi cosa si voglia, credo si possa parlare di evoluzione della specie. Emerge ciò che deve portare ad uno sviluppo! Leggere i commenti degli associati è veramente piacevole; spulciando con attenzione si trovano stimoli ed un garbo di fondo che solo dei pericolosi pensatori possono avere (indubbiamente tutti neocentrista) Ciò che riporta il dott. Palumbo in effetti risponde a verità in diversi punti ma, scusandomi per la semplicità della mia analisi, credo che si debba anche contemplare la "forza" degli strumenti che oggi si possono usare; la velocità della comunicazione la si percepisce direttamente anche frequentando questo sito. velocità che si manifesta "quantitativamente" e "qualitativamente" nei messaggi.
Saluti a tutti

#3 da enzo palumbo, inviato il 6/10/2009
Cari Amici di Italia Futura,
ho aderito sin da subito alla Vostra iniziativa, perché mi è sembrato che essa volesse ritagliarsi uno spazio culturale autonomo rispetto alle tifoserie in campo da circa quindici anni.
Mi conferma in questa mia impressione il taglio che avete voluto dare alle Vostre prime iniziative, a partire da quella in programma per domani sulla "mobilità sociale", a cui mi spiace, per pregressi impegni, di non potere partecipare.
Non avendo ancora letto il rapporto della relatrice, non posso ovviamente intervenire nel merito; vorrei tuttavia approfittare dell'occasione per fare alcune considerazioni riguardanti sia il Paese in generale, sia la funzione che potrebbe svolgervi Italia Futura.
Quanto alla situazione dell'Italia, la prima considerazione che mi viene in mente è che il nostro non è solo un Paese "bloccato" ma ancora di più in Paese "ingessato".
La differenza non è solo terminologica: un meccanismo bloccato può sempre rimettersi in moto, non appena si rimuova la causa del blocco, dopo di che il movimento può subito ed agevolmente riprendere il suo corso, pur scontando qualche ritardo, ed è anche possibile che con qualche accelerazione si riesca a riguadagnare il terreno perduto.
Nel nostro caso, purtroppo, c'è qualcosa di più: l'ingessatura che ricopre il Paese da ormai molti anni. e che è stata rinforzata a partire dal 2006 con dosi supplementari di "gesso", ne ha atrofizzato gli arti, per cui la ripresa della corsa sarà lenta e difficile, e sconterà anche qualche ulteriore pericolo.
A mo' d'esempio, e per restare nella metafora, se, appena tolta l'ingessatura ci mettiamo a correre spericolatamente, il meno che ci possa capitare è di romperci una gamba e di restare poi immobilizzati ulteriormente per chi sa quanto tempo.
Traducendo questo infortunio in termini sociali ed istituzionali, è ciò che potrebbe capitarci se, appena superata la crisi attuale, ci piomberà tra capo e collo un tipo di federalismo che romperà anche quel poco che resta dell'unità nazionale, come sta accadendo per via della strategia sostanzialmente secessionistica della Lega, che il PdL asseconda per garantirsene il sostegno elettorale e politico, che il PD non ostacola a sufficienza per ragioni che mi appaiono inspegabili, e che taluni politici meridionali stanno a questo punto pensando di imitare per ritagliarsi qualche scampolo di potere.
Ecco allora che il discorso da culturale si fa politico, e temo che non basterà fare una serie di convegni, anche i più impegnati e partecipati, per esorcizzare questo pericolo, se poi non li metteremo a frutto.
Il nodo è proprio questo.
Questo nostro Paese soffre da quindici anni di una mancanza assoluta di cultura di governo che non sia esclusivamente cultura del potere.
La prima è ricerca e perseguimento dell'interesse generale attraverso le soluzioni migliori possibili cogli strumenti a disposizione; la seconda è volontà di utilizzare il potere per servire interessi particolari, piegando le risorse, le leggi e l'attività amministrativa sino al limite della rottura del quadro istituzionale, della solidarietà sociale e della convivenza nazionale.
Quest'ultimo, temo, è, ormai da anni, il nostro caso, e bisogna uscirne prima possibile; e per potere rivedere la luce, bisogna anche capire perché ci siamo immessi in questo tunnel.
Proverò a dare una risposta, che inevitabilmente sarà parziale e magari soggetta a mille critiche.
A me sembra che il sistema politico che abbiamo introdotto in Italia a partire dal 1994, e che abbiamo peggiorato con le modifiche del 2006, sia causa non ultima della nostra attuale "ingessatura".
Un Paese che si condanna ad un bipolarismo forzato che espelle milioni di cittadini dalle scelte politiche, che non consente di adattare gli indirizzi di governo alle mutate condizioni sociali se non attraverso traumatici passaggi elettorali, che divide il campo in amici e nemici piuttosto che in alleati ed avversari, che rende il Parlamento non solo omologo ma anche succube del governo, che introduce dosi crescenti di disunità in ogni aspetto della vita piuttosto che cercare ogni possibile solidarietà almeno sulle grandi questioni, che subisce le altrui scelte etiche nella speranza di ricavarne qualche piccola utilità politica e personale, che si chiude in sé stesso rispetto ad inevitabili correnti migratorie invece di regolarle con intelligenza nell'interesse generale; ecco, questo è un Paese che non potrà ricominciare a correre per tenere il passo col resto d'Europa e con gli USA, che sono stati in passato e devono restare i nostri punti di riferimento per capire se stiamo andando nella direzione giusta.
Occorre quindi un complessivo ripensamento del nostro modo di fare politica, superando l'ubriacatura del maggioritario all'italiana, che vorrebbe scimmiottare il sistema anglosassone senza possederne gli anticorpi, e guardando invece ai sistemi elettorali ed istituzionali degli altri paesi europei (come la Francia e la Germania) che hanno mostrato di sapere garantire la coesione sociale e di favorire lo sviluppo senza pregiudicare la rappresentatività del sistema.
Ecco perchè di Italia Futura condivido tutto, salvo, se me lo consentite, la dichiarata intenzione di non fare un movimento politico, che è invece lo strumento essenziale, che oggi non c'è, per riportare l'Italia nel novero dei paese virtuosi, che commettono certo errori ma che sono anche in grado di trovare in sé stessi la capacità di emendarli senza rotture traumatiche, come invece noi non sembriamo più in grado di fare.
Quella che è mancata all'Italia è una vera rivoluzione liberale, che è stata per decenni il sogno di pochi italiani, che per un brevissimo periodo è apparsa all'orizzonte e che è stata quasi subito immolata sull'altare del potere economico e politico di chi diceva di volerla realizzare.
Nel mio piccolo, un po' anche per salvare la mia anima liberale, è ciò che sto tentando di fare, rivitalizzando, assieme a pochi altri (Stefano de Luca, Carlo Scognamiglio, Carla Martino), quella piccola ed asfittica creatura che è il Partito Liberale Italiano, il cui unico parlamentare (Paolo Guzzanti) fa alla Camera quel che può (che ovviamente non è molto) con quel che ha (e cioé con quasi niente).
Senza nulla togliere all'impegno ed alla generosità di Guzzanti e degli altri amici, sono tuttavia ben consapevole che l'opera merita l'impegno di altri protagonisti, e Italia Futura può essere la fucina adatta per costruirlo.
Non si tratta di accreditare così lp spauracchio surreale del complotto, a cui hanno sempre fatto ricorso i peggiori governi del passato proprio per impedire la contendibilità del potere, che è invece elemento connaturale ad ogni vera democrazia liberale.
Si tratta piuttosto di fare ciò che serve oggi all'Italia, dando vita in assoluta trasparenza ad un movimento politico, comunque lo si voglia chiamare ma sostanzialmente liberale, che dia tra l'altro rappresentanza agli italiani che si sono rifugiati nell'astensione, e che traduca in proposta politica le reali esigenze del Paese, che non sono quelle di garantire l'impunità di Tizio o di favorire gli interessi di Caio.
I participanti al Convegno di domani, pur nella loro diversa provenienza, mi sembrano di livello adatto all'impresa.
Mi auguro fortemente che vogliano tentarla, insieme o in stretta coordinazione tra di loro, poco importa.
Con viva cordialità.
Enzo Palumbo, presidente del Consiglio Nazionale del PLI


#4 da Marco, inviato il 5/10/2009
mi trovo solo ora a commentare l' articolo ma devo dire che la mia più grande preoccupazione è che oggi gli osservatori sono più preoccupati a dove poter collocoraeun'idea, se in centro a destra oppure a sinistra di quanto questa idea sia valida, utile al confronto o condivisibile.
In questo modo non si riuscirà a superare la logica malata dello schieramento a favore di una reale cultura politica che unisca il paese intorno a valori e obiettivi che sono in realtà comuni ma che sono nascosti dall'esigenza di appropriasene per i propri scopi.

#5 da Guido, inviato il 23/9/2009
Spero che da questa associazione possa partire un movimento di vero rinnovamento per questa povera italia, mortificata da una classe dirigente ingessata in logiche di potere che bloccano il paese, che intanto arranca economicamente e socialmente. Buon lavoro. G.L.C.

#6 da alex, inviato il 22/9/2009
@emilio-certo chiamare campagna diffamatoria contro il premier è di quanto più "misero2 affermare: intanto per i personaggi pubblici non esiste privato(nel caso del premiere glieolo ha ricordato anche lafigklia Barbara)quale buc odell serratura?In questo modo si sposta il problema.all'interno di questa storia c'è da verificare una question di etica non puoi fare il Famyli day e poi comportarti come ti pare giustificandosi con il fatto che "io non sono un santo"-questi"regali" in natura da che sono motivati...a me non li ha mai fatti nessuno eppure non dispiaccio ,quanto è ricattabile...se è vero che per le sue manie si trascura anche l'attività poltica come la mettiamo? per non parlare poi degli insulti arroganti in cui ormai si stanno sperimentando buona parte dei membri del governo..e la possenza dei mezzii di comunicazione?parlo della tv e non dei giornali su cui si spara tanto che invece raccolgono meno lettori rispetto a quanti ascoltano il tg1.Alla fine di questa mia precisazione concordo con il fatto ormia che solo con una partrecipazione diretta dal basso,con iniziative che vedono protagonisti i cittadini in prima persoan con la loro volontà la loro cultura ,la loro passione si possono detrminare momenti di cambiamento,c'è un altro movimento chesta facendo interventi serii in varie realtà italiane e sono quelli dei meetup ispiratisi a Beppe grillo,anche questa dimostrazione di stacco dalla politica "chiacchierat""teatralizzata" piena di aria fritta e di spot.che va invece vicinoai piccoli problemi della gente che poi tanto piccoli non sono perchè riguardano complessivamente la qualità della vita di ognuoìno di noi.Un buon lavoro al dottor romano e non ti curar di loro ma guarda e passa che del cervello hanno poca massa.....

#7 da Lorenzo Ferrara, inviato il 21/9/2009
Buongiorno a tutti, Italia Futura non dovrebbe esistere, o meglio non sarebbe necessaria in una nazione moderna e lungimirante, ma quando un paese come il nostro, ricco di idee, di talento e voglia di fare si addormenta o meglio viene assuefatto da comportamenti etici veramente discutibili e quando la maggioranza della classe politica ed amministrativa perde il target nuotando esclusivamente nella piscina del proprio ego; ben venga un "ago" a punzecchiare. Italia Futura mi auspico possa fare questo: pungere! Ne abbiamo bisogno perchè le capacità e la voglia ci sono. Un sincero augurio di riuscita e buona giornata a tutti. Lorenzo Ferrara

#8 da Gianfranco Rambelli, inviato il 20/9/2009
Se ci sono queste voci, è un segnale che qualcuno è già preoccupato di quello che potrebbe nascere, bisognerebbe sapere le fonti di queste voci. comunque penso anche che se IF diventasse un soggetto politico non ci sia niente di male se le idee sono buone e si vedere che si è diversi dagli altri, abbiamo bisogno di BUONA POLITICA in Italia. perchè se le idee sono buone e non le proponiamo alla politica e ce le raccontiamo solo non ce ne facciamo niente!!

#9 da Donato Stante, inviato il 17/9/2009
Caro Direttore,

non facciamoci intimorire. Il nostro progetto è sano e peraltro si rivela nel momento opportuno. Andiamo avanti senza indugi.
Donato Stante

#10 da gabriele, inviato il 14/9/2009
Gentilissimo Andrea questa dietrologia un po' da "reality show" riflette perfettamente il sentire comune ispirato "dal basso" (in tutti i sensi). All'estero chiamerebbero Italia futura un "think tank": motore centrale (il think non il tank) di qualsiasi politica (con la p maiuscola e minuscola). L'ansia che questo debutto genera dimostra quanto ci sia bisogno di iniziative come questa.

#11 da Vezio Ventricelli, inviato il 14/9/2009
Caro Direttore,
ritengo sia chiaro che Italia Futura agisce, e unisce, attraverso temi e proposte concrete (ottimo quello sulla mobilità sociale), ma è ineluttabile che si creino supposizioni su collocazioni o strategie politiche. Tutto ciò deriva dall'attuale quadro politico del paese.

#12 da Alessandro Raiola, inviato il 13/9/2009
Forse l'unico potere a cui Italia Futura ambisce è quello "del sapere" ossia della conoscenza, della riflessione, della cultura al servizio del paese. Andiamo insieme in questa direzione o altrove, qualora e quando dovesse essere necessario.


#13 da Ciro Napoletano, inviato il 13/9/2009
Tornare a parlare dei problemi veri del Paese, e soprattutto passando alle azioni concrete e', secondo me, il modo migliore per lasciare da parte le esternazioni che ogni giorno assistiamo passivamente tra questo e quel politico e non mi meraviglio se, Dr Romano, hanno preso per la giacca anche a lei, fortunatamente mi sembra chiara la risposta e la mia condivisione al suo manifesto.
Detto questo, a me sembra che in questo forum partecipino altissime professionalita', che nelle proprie discipline potranno certo dare un valore aggiunto ai vari progetti - dando un contributo significativo al Paese tutto, magari di sviluppo, sgombrando il campo dal sostenere decisioni che possano essere prese da ex veline o da capi gruppo politici senza alcuna attinenza con quello che e' la realta' operativa, aziendale, professionale, di business e mi permetta di dire, della vita in se'.

#14 da Angelo Montana, inviato il 13/9/2009
Egregio Direttore, ho ricevuto la sua richiesta di un parere personale e, anche se in ritardo, provo a dare il mio contributo. Sono pienamente d’accordo sulla posizione apartitica di un’associazione che si pone come “sollecitatore” della classe politica per i temi d’interesse “civico”. Credo di poter affermare che i passaggi di alcuni personaggi politici da un partito\coalizione ad altro non scaldi affatto il cuore degli italiani; figurarsi se ammantare di nuovismo vecchie glorie possa ancora illudere gli elettori. Condivido lo scritto che mi è pervenuto e sottolineerei che la fase critica che stiamo attraversando, è superabile con un grande sforzo civico; dovremmo tutti indossare la divisa, che molti nostri eletti hanno dismesso, del ricostruttore del paese, come fossimo un corpo del genio. Insisto su questo aspetto perché la mia sensazione è che si sia perso il senso di identità e di appartenenza. Chi amministra non può considerarsi come l’amministrato, ognuno deve operare secondo le regole dettate dal suo ruolo; questa piccola accortezza tutelerebbe il Paese dal decadimento etico\morale che sta vivendo. L’Associazione Italia Futura potrà (dovrà?) contribuire nel dare stimoli alla politica per realizzare il Paese che verrà. Ecco allora proporre: • portare la cultura nelle case dei cittadini, migliorando e potenziando le infrastrutture tecnologiche; • rinnovare, ottimizzare il nostro welfare; • un nuovo rapporto con il sindacato; • promuovere la cultura della pianificazione (vs la cultura del far da se). Questi temi, a mio avviso, sono i primi irrinunciabili argomenti per la costruzione dell’Italia di domani. Cordialmente

#15 da piera messina, inviato il 12/9/2009
Gentile direttore, se cadiamo dall'inizio nella rete dei si dice ... abbiamo perso in partenza e non se esce più. Diamo prova che non ci appartengono ignorandoli perchè non abbiamo tempo per tutti i retropensieri che gli altri ormai per consuetudine attribuiscono.Dedichiamoci a ricercare idee, strategie, azioni da porre in essere in questa Italia di dolore ostello. Il futuro si costruisce nonostante le variabili possibili. I migliori saluti

#16 da Francesca Cicero, inviato il 12/9/2009
Ho letto in questi giorni tanti articli in merito e l'idea che mi sono fatat della questione è la seguente: in Italia non siamo più abituati alle cose fatte per bene, non sappiamo più definire qualcosa se non nell'approssimazione ed infine, in questo ultimo decennio non è mai esistita la parola meritocrazia.
Noi questo siamo, fin da quel primo luglio, in cui è nata Italia Futura, ricordo ancora che quando aprii il sito, lessi delle cose, che ios tessa avrei potuto scrivere.
Vivioamo eprò, in una sorta di democrazia, inc ui ognuno può dire quasi tutto, quando erò lo fanno contro di noi, insinuano qualcosa di più diq uello che è.
Non facciamo forse paura a questa gente che per screditarci scrove quello che non siamo?Ma se anche fosse, che male c'è a mettere a servizio della democrazia il rporpio sapere fare, la propria visione del futuro senza se e senza ma?
Montezemolo di qua, Montezemolo di là, mi chiedo, e se anche fosse un suo intervento nella plitica italaina cosa ci sarebbe di male?
Amici miei andiamo avanti perseguendo la strada che stiamo tracciando insieme con l'entusiamo e la professionalità che ci contraddistingue.Diceva un vecchio adagio : " non importa....l'importnate è che se ne parli".

#17 da Claudio Caforio, inviato il 12/9/2009
Il gossip si mette a tacere con le idee e con i fatti.

#18 da Angelo , inviato il 12/9/2009
Caro Direttore,

rispondo al suo invito dicendo la mia sulla nostra nuova libera associazione.
Il mio più grande augurio é che Italia Futura possa essere molto più al centro di “una nuova manovra Neocentrista” e possa andare ben oltre qualsiasi movimento politico-politicante di qualsiasi appartenenza. Italia Futura deve essere il centro di un nuovo progetto dove far convogliare idee positive e nuove prospettive. Le critiche e i litigi lasciamoli agli altri, portiamo avanti il nostro progetto.

L’entusiasmo c’é, le idee sono tante, la d/Direzione é quella giusta.

L’italia é la nostro passato e il nostro presente. L’Italia siamo noi...
... e senza di noi, l’Italia non può costruire un Futuro.

Buon lavoro.

#19 da matteo, inviato il 11/9/2009
Quanto più Italia Futura promuoverà dibattiti, solleciterà interventi, porterà alla luce temi di discussione SENZA MAI scadere nelle piccole beghe di carattere politico, tanto meno sarà etichettata come "cavallo di Troia" per scardinare cittadelle o fortezze politiche.
Evitiamo tutti di fare accenni a questo o quel politico, a questa o quella tendenza sessuale, parliamo dei problemi del paese, della gente, parliamo di futuro, di ottimismo, di opportunità, di coraggio!

#20 da Girolamo, inviato il 11/9/2009
Caro direttore,
capisco le ragioni della sua replica e ne condivido i passaggi principali. Ritengo però, e sono certo di rappresentare il pensiero di molti italiani, che sia giunto il tempo di reagire al degrado che pervade il nostro Paese. Reagire con le armi della cultura, dell'intelligenza, della capacità e del merito. Si è ormai stufi del ciarpame che ci circonda, e che non ci rappresenta. Mi piace pensare che i nostri figli possano un giorno vivere in un Paese migliore, perchè il nostro lavoro, il nostro impegno, il nostro essere fino in fondo “cittadini responsabili” lo hanno reso migliore.
Un Paese i cui valori fondamentali siano la morale pubblica, la solidarietà civile e sociale, l'eguaglianza dei punti di partenza, lo stato di diritto, l'efficienza, il merito e, da ultimo, la libertà. Questo è l'obiettivo cui dobbiamo tendere. Si può fare politica anche così! benvenuta Italia Futura

#21 da daniele ferrazza, inviato il 11/9/2009
Credo che Italia Futura rappresenti una boa alla quale aggrapparsi, insieme ad altre iniziative di questo genere. L'Italia ha bisogno di futuro, di speranza, di progetto, di obiettivi per le nuove generazioni. Non mi sembra che la politica italiana, assolutamente autoreferenziale, querula, dedita alla cooptazione e al nepotismo. Ma queste sono cose che sempre più persone, di vaglia, a tutti i livelli, sostengono. Solo che queste persone non hanno trovato - nella politica, nella società, nel mondo del lavoro - chi riesce ad interpretare questo sentiment. Per questo, per ora, ci aggrappiamo alle boe.
Buon lavoro a tutti

#22 da Giuseppe Ravera, inviato il 11/9/2009
E' bizzarro notare (per usare un eufemismo) come nel nostro paese si tenda a confondere l'esercizio del pensiero in tutte le sue articolazioni possibili e immaginabili con la manovra, la congiura, la pugnalata alle spalle... Un vizio nazionale che ammorba l'aria e umilia gli intelletti e che non riguarda, purtroppo, solo la politica ma l'insieme del paese. Rilievi, divergenze di pensiero, o critiche espresse al capo, al superiore, al collega, non hanno mai avuto granfde successo. Perchè raramente vengono intese per quello che possono essere: contributo, stimolo, arricchimento. Il nostro paese ha un bisogno disperato di mettersi in discussione se vuole provare a cambiare. Perchè se non cambia, il paese è a perdere. Chiunque si ponga l'obiettivo di pensare al futuro in modo serio e seriamente critico,. è un benefattore. Non un congiurato. Piuttosto, sbrighiamoci a pensare (a pensare sul serio) che la nostra barca affonda.

#23 da riccardo, inviato il 11/9/2009
egregio direttore
intanto apprezzo il fatto che Lei abbia ritenuto opportuno dire qualcosa in generale, perchè dal momento in cui ho deciso di guardare con curiosità al vostro progetto è mancata a mio avviso quella dose di comunicazione necessaria a rimanere "vivi" nel cuore non tanto dell'interesse politico-giornalistico quanto di quello delle persone comuni che per diverse ragioni cercano, guardano e sperano. Riguardo alle "manovre", io, che sono un attento e vecchio lettore del Foglio , giornalino spesso scettico nei riguardi di certe iniziative, non sento affatto insidiata la mia curiosità nei vostri confronti da un qualche articolo di giornale scritto con intento più o meno malevolo. Ne abbiamo lette e viste abbastanza sui nostri giornali che oramai ci sappiamo muovere non solo nel campo giornalistico nemico, ma anche in quello, per così dire, amico. Difendetevi con le vostre idee, portatele avanti tra la gente con passione ed anche se mi consentite con l'umiltà necessaria affinchè una associazione come la vostra non si trasformi solo in una delle tante belle ma inutili iniziative. Io, ma credo molti altri, siamo qui a guardarvi. Buon lavoro.

#24 da Paolo, inviato il 11/9/2009
E' di primaria importanza che Italia Futura cresca divulgando alla società civile e alle istituzioni la sua idea di responsabilità sociale e di crescità culturale. A mio parere porte aperte anche ai politici purchè si apra un dialogo umile, razionale, scientifico e trasparente, incentrato sulle risorse umane e territoriali della nostra Italia, ancora oggi sfruttata per interesse di pochi e non valorizzata per il bene di noi italiani.

#25 da STRISCIALAMAREMMA, inviato il 11/9/2009
CARO DIRETTORE, IO NON SAREIM MOLTO PREOCCUPATO FOSSI IN LEI, ANZI! QUANDO SI VIENE ATTACCATI, CRITICATI, ECC VUO DIRE (IN QUESTO PAESE, IN QUESTO PERIODO) CHE SI STA FACENDO QUALCOSA DI SERIO, QUACOSA DI INNOVATIVO, QUALCOSA DI ONESTO, DI CONCRETO, E QUINDI DA FASTIDIO A MOLTI CHE FIN ORA NON LO HANNO FATTO. NOI DI STISCIALAMAREMMA SIAMO CON VOI E APPOGGIAMO LA VOSTRA INIZIATIVA. CONTATE PURE SU DI NOI NEL FUTURO.
V.G. STRISCIALAMAREMMA

#26 da E. Frasson, inviato il 11/9/2009
La polemica politica occasionale, se Italia Futura sia neocentrista o qualsiasi altra cosa, non interessa. Non c'è un problema destra sinistra oggi in Italia e in Europa lo dimostrano le politiche anticrisi: tutte uguali. Sarebbe stato diverso se Gordon Brown avesse nazionalizzato le banche ma non l'ha fatto. La questione vera è Nord-Sud; ho scritto con la lineetta ma si arriverà prestissimo al "vs" se il fatto non viene inteso. Non è una distinzione virtuale o culturale ma fisica. E' pericoloso far confusione perchè è latente una fortissima capacità disgregatrice che si manifeterà nel campo civile (economico-sociale) non istituzionale. Se viene capito e valorizzato e se ne cercano le compatibilità (italiane ed europee) divenda fecondo. La nascita del Partito della Autonomia di Lombardo, diverso ma non (ancora)contrapposto a Lega è il fatto nuovo e importante su cui prima di lavorare bisogna attentamente studiare. Italia Futura che mette al centro la "mobilità" trova una importante occasione di studio e di impegno.

#27 da roberta, inviato il 11/9/2009
Giudico sulla base dei fatti. Credo che a volte a tutti noi farebbe bene concentrarsi
sul fare e smettere di interrogarsi su "ma questo cosa significa per me/loro". Sì al futuro, no alle "divinazioni".

#28 da Carolina Baioni, inviato il 10/9/2009
Caro Direttore, che dire oltre al fatto che sono completamente d'accordo con quanto scrivi? Appena qualcuno alza la testa e inizia a fare qualcosa, immediatamente si tende a sparargli. Così, per precauzione. Io sono d'accordo nel lasciar perdere i veleni, le dietrologie, i pettegolezzi e le insinuazioni e dimostrare che si hanno idee concrete e che si è capaci di realizzarle. Non ha importanza quanto piccolo sarà ciò che si andrà a fare, sarà sempre qualcosa più delle chiacchiere di chi, per mestiere, vende fumo e non ha mai fatto nulla di concreto in vita propria, se non cercare di affossare l'altrui attività.

#29 da Massimo Falcioni, inviato il 10/9/2009
Il problema non è il “complotto” che ITALIA FUTURA ordirebbe contro questo o quello. In Italia c’era e c’è, irrisolta, la “questione morale”. Cioè della moralità o dell’eticità della politica, del significato o della finalità della politica. Che cosa deve essere oggi il fare politica: questo è il nodo della questione morale. C’è sempre più l’idea e la pratica della politica come potere, come affare o anche come un amministrare demotivato, depotenziato di progetti, di ideali, di finalità. Va restituito significato, finalità alla politica. ITALIAFUTURA deve avere il coraggio, come pare, di portare un contributo di idee per “disinquinare” la politica. E questo che, quelli del “retro pensiero” di tutti i colori, non vogliono.
Massimo Falcioni

#30 da rinella gandini, inviato il 10/9/2009
Riflettere seriamente e progettare criticamente il futuro è di x sè un'operazione politica da sempre, che dovrebbe governare l'agire politico di x sè. E' evidente quindi che anche Italia futura fa politica, ma se la sua proposta serve per aiutare l'opinione pubblica a destarsi dai sonni del facile attutimento del pensiero tipico dei ns. tempi, allora svolge un nobile servizio. Se poi si sostiene che chi governa è legittimamente giudicato dai cittadini, ecco allora ancor più necessario che sia desta e vigile la coscienza di quei cittadini (ahimè troppi) che forse hanno votato narcotizzati e forse vivono ancora in tale stato di coscienza. Andrea Romano parla di "valutazione meditata da parte dei cittadini, che al momento del voto guarderanno alle idee formulate dalle diverse parti politiche tanto quanto ai risultati ottenuti da chi ha esercitato la funzione di governo o da chi si propone di assumerla": nobile concetto, a parte che si condivida l'idea che i cittadini debbano essere consapevoli, informati e interessati, partecipi non solo del loro 'particulare' o dei luoghi comuni dell'informazione ufficiale delle tv, e che non siano solo monadi consumatori del trito pasto da self-service.Grazie

#31 da Andrea Bencistà Falorni, inviato il 10/9/2009
Spettabile Direttore,
questa voce è nell'aria ormai da tempo, nata forse dalla erronea interpretazione di qualche giornalista o dalla fame di scoop, di interpretare oltre ogni logica fatti che avvengono in totale trasparenza. E'apprezzabile il Suo Lavoro e la passione con cui lo svolge, personalmente sono entusiasta di partecipare ai vostri dibattiti, anche di scrivere queste due righe.
Fermo restando che l'Italia sta vorticosamente perdendo credibilità in tutti i settori a causa di una classe politica che si fa forte dell'ingenuità, talvolta dell'ingnoranza,di una parte dell'elettorato che si copre gli occhi con le veline,gli spot,l'omolagazione da parte dei media.
Non le nascondo, pur avendo compreso nel profondo lo scopo di Italia Futura, che un'azione politica da parte Vostra, una discesa in campo per usare un'espresione ora di moda, mi vedrebbe partecipe e soddisfatto, e esaudirebbe la necessità del nostro Paese di svoltare.

ALE'

#32 da sider, inviato il 10/9/2009
Quello che manca all'italia e' un' idea.
Da troppi anni chi va al governo pensa a correggere situazioni momentanee senza programmare il futuro.Naturalmente questo movimento "fa politica" pero' in senso assolutamente trasversale, vale a dire nell'interesse generale, e non personale.

#33 da Camilla Iannacci, inviato il 10/9/2009
La nascita di Italia Futura e il suo consolidamento fa paura:questa
è la ragione dei "si dice".
Certo,conoscendo la "naturale" pervasività della politica è pensabile un tentativo di "screditamento" o meglio depotenziamento dell'iniziativa "IF" attraverso considerazioni omologanti da parte del ceto politico per continuare ad essere dominus incontrastato.
E quale idea migliore che ventilare l'idea dei transfughi?
Il punto dolente è l'assenza di mobilità anche se la nascita di "IF" costituisce,di per sè,un passo decisivo verso una vera società aperta,mobile,fluida,metamorfica e morfogenetica.
Complimenti.

#34 da Patrizia Cantusci, inviato il 10/9/2009
Direttore Romano,accolgo volentieri il suo invito a commentare le sue riflessioni sulle voci che stanno circolando su Italia Futura.Mi sbaglierò, ma leggo sconcerto, sottotraccia,sicché, invece di entrare nel merito, vado direttamente su due punti nei quali ravviso origine dei pregiudizi e risposta. Scrive "é una libera associazione di competenze, intelligenze, professionalità".Già.Questo é stato (in parte é) un Paese dove perseguire qualità era motivo di distinguo, di diffidenza. E avocarne uso, di presunzione. Converrà che rapportare variabili di siffatta potenza ad una "libera associazione" non può far altro che dilatare eventuale e non sempre dichiarata ostilità. Secondo punto. Scrive "riflettere sul futuro significa mettere a fuoco problemi reali e proporre alcune soluzioni realistiche". Problemi reali: é o non é il ritornello sul quale si costruiscono ore, programmi, articoli, trattati,discorsi e chiacchiere senza, solitamente, arrivare a proposte condivise in quanto realistiche e pertanto raggiungibili? Non ha anche lei sentore del fatto che si tenti di tenere l'Italia ferma su assunto che dica tale soluzione é realistica in quanto rispondente a indicazione di questa parte piuttosto che di altra? E, di grazia, il bene comune? Non si fermeranno, abbia pace.Ma il fatto che anime politiche diverse tentino di convivere in un "pensatoio" (a proposito, a chi dobbiamo questo obbrobrio linguistico?) dice quanto l'Italia abbia bisogno di Italia Futura. Mantenga sempre un filo di buonumore. Buon lavoro.

#35 da Oberdan, inviato il 10/9/2009
Io sono un simpatizzante di Italia Futura, sono anche il presidente di un circolo di base PD, sinceramente credo che le iniziative fino ad ora promosse da Italia Futura siano lodevoli. Per quanto riguarda i retroscena, non sono abbastanza, dentro l’associazione per poter giudicare, una cosa è certa, io da cittadino di centrosinistra sogno luoghi di incontro dove potersi confrontare senza cadere negli inutili conflitti ideologici, come è già successo nel secolo scorzo. A mio avviso Italia Futura è il “luogo geometrico” dove persone ragionevoli, di diverse sensibilità socio culturali, possono incontrarsi alla pari, e dibattere democraticamente e senza sovrastrutture residuali del secolo scorso, al fine di allargare i propri orizzonti e costruire concretamente una piattaforma di valori condivisi dove costruire, in un modo o nell’altro, (o come avrebbero detto nel secolo scorso da sinistra o da destra) il futuro del nostro amato paese.

#36 da vito vincesilao, inviato il 10/9/2009
caro direttore,
dovremmo tutti meravgliarci se non ci fosse il tentativo di delegittimazione avverso le lodevoli iniziative di italia futura; se così non fosse probabilmente codeste velleità sarebbero giudicate prive di chaces. Ciò che si teme non è probabilmente solo la vasta raccolta di consenso che si va delineando, se lo fosse sarebbe tutto equiparato alla colorite e pur inefficaci iniziative di qualche mattatore. Il consenso che nace dalla aggregazione di nuove intelligenze è invece sintomo del troppo atteso novo ordum rerum di cui If diviene paladina ... Le manifesto il mio compicimento per i risultati raggiunti ...

#37 da felicia accardo, inviato il 10/9/2009
Gentile Direttore,siamo in un particolare momento storico, dove il vuoto creato dall'assenza di valide ed efficaci proposizioni politiche eculturali,producono "pruriti" polemici e gossippari.Italiafutura ha l'ambizione di voler interpretare e rappresentare le istanze di un Paese bloccato da classi dirigenti incapaci ed opache,inadeguate alla promozione sia della POLITICA, sia di pratiche di buon governo fondamentali per la crescita e la competitività di un Paese Moderno.E' una nuova realtà e come al solito ciò che è nuovo suscita timori e perplessità, dal momento che non si conoscono le presunte potenzialità per una consistenza "destrutturante".Il cambiamento? Tutti lo vogliono ma nessuno lo muove.Auspico che questa Associazione possa continuare ad esercitare interesse ed irritazione ma soprattutto sappia cogliere "la disperata rassegnazione" di un universo di uomini, donne, precari, anziani, studenti, disoccupati,pazienti,bambini etc che reclamano il rispetto di un contratto sociale che li abiliti al riconoscimento dei propri diritti di cittadinanza.Un'associazione che parta dallo studio dei problemi per la ricerca di risposte adeguate, contestualizzate e sincroniche.Un 'associazione capace di rendere ciascuno di noi protagonista delle scelte che si operano nel Paese.

#38 da Flavio, inviato il 10/9/2009
l fatto che GIA' si comincia a rumoreggiare su ItaliaFutura ed a discuterne pubblicamente con maliziosità, non può che inorgoglire e prendere consapevolezza sul valore delle persone che la compongono e del lavoro intrapreso. Se si è "temuti" specie se da chi promuove tali maliziosità, vuol dire che si è divrsi da loro e soprattutto da loro considerati come degni di attacchi perchè di possibile e autorevole minaccia ai loro interessi. Percui forza con il lavoro e le attività preseti e future! e in bocca al lupo a tutti... perchè ItaliaFutura ha le competenze, intelligenze e professionalità per dare concretezza e valore a idee e progetti in grado di cambiare davvero i sistemi non virtuosi nei sistemi di governo delle istituzioni e del sistema economico presenti in Italia.

#39 da Fabio, inviato il 10/9/2009
Caro Direttore, mi auguro che Italia Futura possa rappresentare il luogo ottimale di confronto e condivisione di idee e progetti. Ma non solo. Nell'era della convergenza tecnologica e dei social network, i due aspetti sopraelencati risultano oltremodo replicabili. Ciò che fa ancora la differenza è la capacità di tradurre idee e progetti in realtà.Ben venga, dunque, un ruolo più attivo di IF nei prossimi mesi, senza per questo mettere in atto le "note" manovre di disturbo a cui Lei accennava. Se le competenze, le professionalità, le idee riusciranno a superare il muro del tecnicismo ed il recinto associativo, diventando issue politica, IF potrà contribuire al miglioramento del nostro Paese.

#40 da Fabrizio Ridolfi, inviato il 10/9/2009
il nuovo fa sempre paura, specialmente in un paese sclerotizzato da anni di immobilismo.

La reazione di chi ha beneficiato per anni di questa situazione è quindi comprensibile: misurare tutto secondo il proprio metro implica l'aver paura di qualsiasi nuova idea; questa, poi, deve per forza assumere la forma di un partito politico, perché questo è lo strumento principe della "normalizzazione italiana"...

In più, la figura del grande vecchio che trama nell'ombra è un altro cliché del nostro splendido paese, ed anche questo non mi sorprende.

Operare per progetti è l'esatto contrario di questa situazione: da Italia Futura mi aspetto una corsa fatta non indossando scarpe altrui, e di conseguenza condivido in pieno quanto scritto da Andrea Romano.

Procedamus.


#41 da Andrea Cottini, inviato il 10/9/2009
Egr. Direttore,
mi pare di poter dire, modestamente ed a titolo personale, che il punto focale di tutto quanto stia accadendo intorno ad Italia Futura sia proprio, e direi inevitabilmente, una conseguenza di come avvenga oggi la "valutazione" dei processi in Italia.
Nel nostro Paese come avviene la "valutazione" delle azioni di un'organizzazione (partitica o meno)? come avviene quella relativa all'individuazione delle risorse umane, e quella della classe dirigente?
Charles Peguy parlava di "schiavitù del bello e fatto", Lei, nel suo intervento, dice - giustamente – “riflessi condizionati di un racconto politico che da tempo non produce più novità di rilievo”.
Forse non se n’è accorto nessuno!?
Il problema che si riscontra, mi pare, è più generale ed Italia Futura, come Associazione, non si poteva esimere dal subire lo stesso trattamento di tutte le categorie sopra citate (peraltro solo esemplificando), ovvero: essere oggetto di giudizio aprioristico. Pregiudizio, nel senso etimologico del termine, senza valutazione approfondita e, molto spesso, neppure superficiale.
Di solito, al pregiudizio, si risponde con il lavoro serio e documentato e con progetti altrettanto seri.
Alla fine, come scrive Lei, ognuno si formerà la propria opinione sui fatti ed i progetti, a meno che il pregiudizio prevalga, mi permetto di aggiungere.
" ……non ragioniam di lor, ma guarda e passa", dice Dante (Inferno - Canto III).
Detto questo...Buon lavoro a Tutti!

Andrea Cottini

#42 da Davide, inviato il 10/9/2009
Io trovo che sia il teatrino politico che quello della comunicazione siano quasi costantemente impegnati a discutere di questioni del tutto irrilevanti agli occhi di quelli che tutte le mattine si alzano, vanno a lavorare, conducono una vita normale e - senza che nessuno li paghi per questo - utilizzano la loro intelligenza, la loro passione, il loro entusiasmo (e perché no, anche il loro senso civico) per rendere migliori i contesti in cui vivono ed operano, con idee, progetti, impegno, proposte, sacrifici (sacrifici? parola ormai in disuso).

Forse sono un illuso, ma credo ancora che la maggioranza delle persone dia questa impostazione al proprio modo di vivere e di agire: provo un grande piacere quando incontro persone che condividono queste idee e modi di fare, così come provo un grande fastidio ogni volta che mi confronto con attori e fruitori di quel grande "mercato del nulla" che oggi è gran parte della politica e del sistema dell'informazione.

P.S. per il direttore: tutte le volte che si fa qualcosa di dissonante o non funzionale al "mercato del nulla" si subiscono attacchi, ma come diceva mio padre.... "male non fare e paura non avere"

Avanti così. Cordialmente.

#43 da Mirko Lagonegro, inviato il 10/9/2009
caro Direttore,

sarà che bazzicando il mondo dei media da alcuni deceni non mi stupisco più di nulla, sono comunque dell'avviso che il suo sia stato un atto dovuto e - opinione personale - auspicato & condiviso.
Al di la delle rispettabili (tutte) e condivisibili (moltissime, per fortuna!) opinioni lasciate dagli altri amici, alla fine, due sono a mio avviso i punti da considerare.

In primis il fattore tempo, che vi permetterà di evolvere nella direzione voluta, dando modo a tutti di comprendere le finalità "fattive" del progetto.

In secundis, la poltiglia appiccicosa che avvolge il carrozzone politico&informativo del nostro Paese: i primi, per oggettivi limiti neuronali, non possono non semplificare riducendo tutto a SINISTRA - DESTRA - RIBALTONE, i secondi, da tanto tempo ormai, debbono vendere un prodotto, mica raccontare il Paese: e ben sappiamo quanto un titolo tipo "Montezemolo + Casini per il dopo Berlusconi" faccia vendere molte più copie di un articolato ragionamento sul futuro del Paese: chevvuole, pure issi tengono famiglia...;-)
Cordialità

#44 da Rino Di Bernardo, inviato il 10/9/2009
Grazie per quanto fate. In un paese come il nostro ed in particolare in questo suo momento storico-politico, abbiamo bisogno di stimoli. E Italia Futura lo fa egregiamente. E' il pensiero schietto di un friulano ossessionato dal concreto.

#45 da davide, inviato il 10/9/2009
etichettare, catalogare, schierare... e chi più ne ha .. più ne metta è il modo più semplice , veloce e sbrigativo per poter criticare e sentenziare su ciò che invece è fuori da schemi precostituiti...è il gioco del politico(..quello piccolo , a mio modo di vedere le cose ) ...l'importante è andare avanti.... cercare di dare tutti gli strumenti necessari ai cittadini per poter ascoltare , informarsi , ragionare ... e italia futura è tutto ciò.....

#46 da alessandro ortolan, inviato il 10/9/2009
Il mio commento non può che essere in di pieno accordo con quanto sostenuto dal Direttore Romano. Il mio sentimento verso italia Futura è quello di una persona comune che vede in un'associazione un momento di confronto e di condivisione, e il luogo per dare un proprio contributo alla formulazione di proposte e progetti per l'immediato futuro. Mi piace il concetto di "libera associazione di competenze, intelligenze e professionalità che hanno deciso di dedicarsi a riflettere sul futuro del paese". Mi piace anche pensare che, partendo dal basso, dal libero esprimersi sulle questioni che toccano la nostra vita sociale e professionale, si possano trovare persone qualificate e proposte politiche eccellenti per uno scenario politico (partitico) che inevitabilmente cambierà con le elezioni politiche che verranno. Parlare oggi di neocentrismo o di collocazione politica non ha senso come non ha più senso ricercare una geografia partitica nei bisogni delle persone e delle imprese, in presenza di un contesto elettorale maggioritario e di un'offerta partitica scarsamente esaustiva e rappresentativa. C'è bisogno di alzare il livello qualitativo di chi governa la Cosa Pubblica. C'è bisogno di una nuova riconoscibilità da parte dell'elettorato in nuove figure autorevoli. Ma soprattutto le idee. Credo nella forza dell'intelligenza, e forse questo è già sufficiente per far tremare alcune poltrone....

#47 da Claudio Menchini, inviato il 10/9/2009
Non si può che concordare con quanto detto in questo articolo risposta. La politica Italiana ha perso il filo della sua connessione con la società e le energie più vitali del Paese, ciò che viene prodotto è poca cosa e per produrlo occorrono tempi ed energie inconcepibili. La struttura è come bloccata, ormai da molti anni, come da un male oscuro, una matassa che non si riesce a sbrogliare e si perde nei suoi meandri, ora in questo, ora in quello, sempre più incomprensibili ai più. Basti pensare a temi come l'energia o le opere pubbliche per constatare il nostro affannarci in ritardo. Solo un piccolo esempio, in questi tempi di crisi: la Germania è il primo paese Europeo per lo sfruttamento dell'energia solare ed avrà 1/5 del sole Italiano. C'è bisogno di associazioni come Italia Futura al di là di tutte le parole.

#48 da massimo, inviato il 10/9/2009
mi sembra una risposta corretta e coerente. In Italia il pensiero è fortemente massificato in schieramenti filo ecclesiastici o socialisti e mai veramente liberali. Di conseguenze chi ha idee innovative molto difficilmente riuscirà a portarle avanti. Se Italia futura può aiutare i giovani in questo, non ci si può augurare che ne nascano tante di Italie future

#49 da Antonio, inviato il 10/9/2009
Questa campagna, oserei dire "diffamatoria", dimostra ancora una volta la debolezza del pensiero politico dominante. Si invocano i fantasmi, senza capire che il cuore pulsante e pensante dell'Italia non ne puo' piu' di una politica che si perde nel gossip dei peggiori giornali scandalistici. E comunque siamo sulla buona strada. Occorre prepararsi adesso alla fase operativa.

#50 da Paolo Carli, inviato il 10/9/2009
Ne ho sentito dire tante su Italia Futura. Ne ho sentito dire tante sulla destra, sulla sinistra e sul centro. Iniziamo a costruire il futuro del nostro Paese e lasciamoli parlare, lasciamoli a parlare... da soli.



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