Italia Futura su L'Unità
L'avvenire di chi non è disilluso
di
Marco Simoni ,
pubblicato il 21 luglio 2009
Due settimane fa, annunciato da pochi articoli di stampa, è andato on line il sito di Italia Futura. “L’avvenire è di coloro che non sono disillusi” si leggeva nella home page di apertura, una frase di Georges Sorel, padre del sindacalismo rivoluzionario dell’ottocento. E’ quindi attivo un nuovo attore nel dibattito pubblico italiano, molto diverso dalla popolazione di partiti e gruppi legati alla politica quotidiana che affollano il nostro paese. Direttore e animatore di Italia Futura è Andrea Romano. Storico, saggista e commentatore dei fatti politici nazionali e internazionali, Romano ha raccolto attorno a sé una ventina di promotori, protagonisti a titolo diverso di nuove aree di intellettuali, imprenditori, professionisti, per fondare un progetto che vuole coniugare un tratto popolare, aperto, partecipativo, con il rigore dei contenuti. L’associazione lavora col metodo delle campagne: poco spazio a proclami generalisti e molta concentrazione su temi specifici, concreti, realizzabili.
Nonostante la poca pubblicità, la prima iniziativa dell’associazione è già un successo. Andando sul sito è infatti possibile partecipare ad un concorso per la migliore idea di micro-politica: al vincitore andranno 30mila euro per realizzare l’idea, le migliori saranno messe in evidenza e si spera dunque che molte troveranno il modo di essere realizzate. I primi cinquanta progetti, completi di business plan e dettagli operativi, sono già arrivati alla giuria. C’è tempo fino al 30 Ottobre, e si prevede dunque che la selezione non sarà facile.
Oltre alle centomila pagine visitate, alle migliaia di cittadini che sul sito si sono registrati per partecipare alle attività dell’associazione, la quantità della partecipazione ad un concorso non banale è l’ennesima dimostrazione di quanto l’Italia sia ricca di energie e creatività che aspettano solo di essere messe alla prova.
Il progetto di Italia Futura ha raccolto fin dal principio il sostegno di Luca di Montezemolo, già annunciato circa un mese fa a Ballarò, di Corrado Passera e di Andrea Riccardi, fondatore della comunità di Sant’Egidio. Altro tratto caratteristico è l’autofinanziamento: Italia Futura non ha e non cercherà fondi pubblici, rivolgendosi a imprenditori, associazioni, singoli cittadini per finanziare e animare le proprie attività.
Tre campagne partiranno operativamente a settembre. Una campagna sulla mobilità sociale, a cura di Irene Tinagli, studiosa e consulente di molti governi sul tema dello sviluppo e dell’inclusione sociale, si concentrerà sulle politiche per i bambini e per combattere la povertà infantile che in Italia ha raggiunto livelli intollerabili. L’uguaglianza delle opportunità va perseguita non appena una nuova persona arrivi nelle nostre comunità. E’ un fatto di giustizia, spiega la Tinagli sul sito, ma anche di sviluppo sociale ed economico, perché un bambino povero, disilluso, senza slancio, è una perdita per tutti. Una seconda campagna, curata dal critico d’arte Francesco Bonami, sarà concentrata sui beni culturali come elemento di arricchimento di cultura civica e presenza quotidiana della vita nazionale, da non piegare a un mero senso economicistico. La terza campagna sarà sul tema della scuola pubblica, declinata sulla figura del maestro elementare. “Maestri d’Italia” raccoglierà e racconterà storie ed esperienze, e proporrà idee politiche per rafforzare e riscoprire il ruolo educativo di figure centrali nella esperienza degli italiani. La campagna, curata da Adolfo Scotto di Luzio, storico ed esperto di scuola pubblica, punterà a restituire il riconoscimento politico e sociale che merita chi è impegnato nel settore dell’educazione.
Da questi pochi giorni di attività appare chiara l’ambizione: incidere sulla qualità del dibattito pubblico italiano, che probabilmente mai come adesso ha raggiunto un alto livello di autoreferenzialità. Rimane l’interrogativo su quanto un’associazione nata esplicitamente fuori dalle dinamiche della politica di palazzo, sia in grado di incidere mettendo in primo piano temi che sembrano lontani dalle preoccupazioni dei leader di governo e opposizione, e adoperando metodi nuovi, la rete prima di tutto. In potenza potrebbe essere una rivoluzione, che giustificherebbe la citazione di Sorel: mettere al centro temi che interessano la vita di tutti coniugando la serietà dei contenuti con il coinvolgimento delle persone in maniera diffusa.
Copyright L'Unità. 21 luglio 2009.
Insegna economia politica alla London School of Economics, dove è coordinatore del Master in Public Administration in European Public and Economic Policy.