“Ci vuol passione, molta pazienza, sciroppo di lampone, un filo di incoscienza. Ci vuol farina, del proprio sacco, sensualità latina, ed un minimo distacco. Si fa così rossetto e cioccolato, per il cuore e per il palato”.
Ornella (Vanoni) l’ha cantata tanto tempo fa questa canzone, Paolo (Sorrentino) l’ha usata ne “le conseguenze dell’amore” ed io ci ho versato sopra una quantità di lacrime da epopea. E la canzone è rimasta là, tra le pieghe del cervello, e torna, torna, torna. Non solo perché è orecchiabile.
È una ricetta, rossetto e cioccolato, che vale per la vita così come per la politica, soprattutto quando vuole essere declinata al femminile.
La politica, attenzione, non femmista ma femminile, con tutto quello che comporta.
Comporta, la politica femminile, l’abbandono di stereotipi e slogan privi di senso. Del tipo: le donne votano le donne. Non è vero. Le donne, come qualunque essere pensante, votano chi è bravo, se donna bene, se uomo pure, se gay anche.
Comporta, la politica femminile, il concetto di “prendersi cura”, che tradotto equivale a prendersi la responsabilità di una città, di una comunità, di un posto mettendoci un po’ di calore, e di colore, in più. È l’attenzione calda, la responsabilità fatta di azione e capacità di creare passione, entusiasmo, partecipazione.
Comporta, la politica al femminile, il fascino e l’appeal, che non è solo da “donna”, ma è carisma, leadership, capacità di attrarre e affascinare. Come dire: la “forza tranquilla” di francese memoria, alla Mitterand.
Comporta, infine, il superamento di un concetto rigido e spigoloso come quello delle quote rosa. Le quote, per definizione, infatti, includono l’idea della protezione di una minoranza, chiusa in sé, data una volta per tutte, l’idea di un gruppo chiuso che deve difendersi, promuoversi con strumenti diversi e dedicati. Non ce ne è bisogno: l’unico strumento di selezione e promozione è la capacità, la bravura, l’ormai retorico, retoricissimo, merito. Come quello di mettere insieme rossetto (fascino) e cioccolato (risultato concreto, che dà benessere, che fa bene); di unire passione (utile a dare un senso comune alle scelte) e pazienza (il tempo di elaborare, di progettare e di fare le cose, di incidere).
Senza scordarsi che ci vuole, sempre, farina, certo, ma del proprio sacco.
Federica Colonna è consulente politico presso Reti, ha realizzato numerose campagne e consulenze ad uso di eletti. Collabora con Fare Futuro, scrivendo corsivi per il magazine della fondazione, ed è ormai raro incontrarla senza la telecamera con cui produce video per il suo blog.