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#1
da
Elena
,
inviato il 20/3/2010
Non sono molto d'accordo. La maggior parte di noi giovani ha contratti atipici che costano alla ditta pochissimo, e temo che ulteriori azioni possano solo favorire il processo di lucro e sfruttamento che già subiamo (sotto forma di cocopro, stage ed altro), giustificando anzi i comportamenti aziendali che mai mirano ad investire sulla formazione. Un dipendente costa è vero, ma costa sempre, investire sulla formazione significa puntare e rischiare sulla persona, ed è giusto che sia così. Non deve essere sempre lo stato a tappare i buchi al posto dell'azienda,arrivando quasi a pagarne gli stipendi
#2
da
Meno male...
,
inviato il 20/3/2010
Meno male che qualche giovane si sveglia! BASTA FINTO POTERE AL POPOLO! ASTENSIONE!! Siamo stanchi di una vita DECISA DALLE MANOV RE DI PALAZZO! GESTIAMOCI DA SOLI LE NOSTRE SORTI! Noi non contiamo nulla per loro, SVEGLIAMOCI!!
#3
da
Giulio Portolan
,
inviato il 20/3/2010
Discutevo prima con amici riguardo alla condizione della scuola italiana. Facendo supplenza in una prima, la situazione dei ragazzi è preoccupante, genitori, padri e madri questi figli ce li hanno in casa: ragazzi sbandati e disorientati. Ieri in piscina bambini di sei/otto anni parlare dei rapporti sessuali degli adulti. E’ quella che la Chiesa chiama “emergenza educativa”: mancanza di motivazione all’impegno nello studio e libertà (come libertinismo) dei comportamenti aggressivo-molesti e sessuali (fin dall’infanzia). Si diceva che oggi tutti gli adolescenti scelgono i licei, e nessuno i professionali, di cui le imprese hanno bisogno per la manodopera. Così un gran numero di professionisti non trovano il lavoro. Il Presidente dell’Ordine Nazionale degli Avvocati dice che gli avvocati, oggi 200.000 (100.000 solo a Roma), sono 4 volte superiori a quanti ne servono (e il numero dei guidici è 10 volte inferiore). Le ragazze di oggi cercano il principe azzurro per sistemarsi. Anche perché (come riconosce il prof. Stefano Zamagni) è un mondo del lavoro, questo, nel quale la flessibilità potrebbe venire perfettamente incontro alle esigenze familiari delle lavoratrici, e invece niente: lo si potrebbe chiamare “mobbing organizzativo”. Neppure il telelavoro ha preso piede, perché si è capito che lo stare in azienda è un modo per controllare il comportamento di milioni di uomini e di donne, costretti ogni giorno a uscire di casa. In tutto questo c’è anche una responsabilità della Chiesa, che ha abbandonato politicamente la sinistra e la scuola pubblica, per favorire la scuola privata, come se le conversioni e le vocazioni non potessero provenire anche dalla parte laica della società. E’ un fatto sorprendente come la decadenza della scuola pubblica sia stata operata proprio dalla sinistra politica, all’insegna dell’eugualitarismo: perché il merito opera divisioni, crea invidie, frutta i talenti e quindi crea disuguaglianze e classi separate, tutti valori creduti “di destra”. L’abbandono e la decadenza degli istituti professionali e tecnico-industriali è dovuto alla non-cultura del lavoro, del mestiere umile (socialmente disprezzato), al livellamento dei redditi, ai sindacati e alla forza della piazza. Chi conosce come funziona la società potrebbe dire che ciò è inevitabile, ma ci sono invece alcuni aspetti del mondo civile che non vanno bene, e non sono funzionali al controllo sociale: l’inefficienza, lo spreco, la pigrizia, la demotivazione, la corruzione nelle amministrazioni pubbliche, tutti fattori su cui si può intervenire per un cambiamento possibile e positivo. Desidero testimoniare, dal mondo della scuola, che ci sono figure di giovani professori (mal pagati, precari, che non sanno che fine faranno il prossimo anno), i quali sono bravi, competenti nel loro mestiere ed encomiabili nel loro dovere, vere colonne dell’istituzione scolastica di oggi e di domani, e che sanno tenere bene la disciplina in casse.
#4
da
letizia
,
inviato il 20/3/2010
NON sono d'accordo.
troverei risorse per i giovani disoccupati:
-multando i LAVORATORI STATALI, CHE SONO SEMPRE IN MALATTIA,PERMESSI, FERIE...ECC...ECCC
-MULTANDO I PARLAMENTARI CHE MARINANO IL PARLAMENTO
-ABBASSANDO GLI STIPENDI AI POLITICI
-CON TUTTE QUESTI TAGLI GLI IMPRENDITORI POTREBBERO TRANQUILLAMENTE ASSUMERE CON AGEVOLAZIONI SUI CONTRIBUTI ECC, ECC
-CERCHEREI RISORSE DESTINANDO 8 %ooo E 5 %000 A QUESTA NECCESSITA
LASCITECI STARE LA PRIMA CASA, CHE FRA UN PO' LE BANCHE CI MANGIANO ANCHE QUELLA.
CERCHEREI RISORSE NEGLI SPRECHI, BRUNETTA CI HA INSEGNATO CHE SI PUO' ESSERE EFFICENTI ED ELIMINARE CCHI FIN ORA E' STATO SANGUISUSA E SCIACALLO, VEDRETE COME CAMBIANO LE COSE.
GRAZIE DELLA POSSIBILITA' DI AVER POTUTO DIRE LA MIA OPINIONE. GRAZIE DA LETIZIA
#5
da
mauro ciccarelli
,
inviato il 20/3/2010
Per reperire nuove risorse, alfine di creare nuovi posti di lavoro per i giovani, il governo dovrebbe procedere ad una totale revisione degli stipendi. Non solo i deputati ed i consiglieri regionali dovrebbero avere perlomeno salari dimezzati, visto che sono al primo posto in Europa , ma anche varie categorie di cittadini godono di privilegi inammissibili. Assistiamo ad esempio a comportamenti di questo genere: un primario d'ospedale sta poche ore nel suo reparto perchè , essendo anche consigliere regionale, deve partecipare alle riunioni del consiglio, e il pomeriggio effettua visite in privato a 150 euro ogni mezz'ora.Ma vi pare che debba esserci chi ha tre lavori e chi non ha nessuno!?? Nessun partito propone di eliminare lo scandalo dei doppi e tripli incarichi.
#6
da
antonio di cello
,
inviato il 19/3/2010
Rispondo al sig Garibbo (sconcertato di cose che io non ho scritto) per chiarire che non ho alcuna visione assistenzialista della società bensi' reclamo una società che apra le porte ed i recinti ai giovani che diversamente quale impegno e sforzo possono mettere se vengono tenuti fuori o peggio gli viene impedito di partecipare alle gare della vita. Quello che io chiedo alla Politica alle Imprese ed ai Sindacati sono l'allargamento delle OPORTUNITA' non sussidi. E' che in Italia toccare i SANTUARI è dura da comprendere e da digerire ma tanto prima o poi ci si arriverà.
#7
da
mauro ciccarelli
,
inviato il 19/3/2010
No!.L'ICI non va reintrodotta .La prima casa è quel bene per il quale abbiamo lavorato una vita, facendo tanti sacrifici e privandosi di tante soddisfazioni tipo vacanze,beni di lusso ecc. ecc.Del resto la casa entra comunque nel reddito . Quindi va visto il reddito complessivo e, su questo, si paghino le tasse. Da notare che abbiamo la più alta aliquota di tassazione nella comunità europea. Vogòiamo ancora aumentare la pressione fiscale??
#8
da
luka marruzzo
,
inviato il 19/3/2010
No, assolutamente in disaccordo! L'ICI sulla prima casa è una tassa ingiusta e vergognosa.é con la lotta all'evasione e i risparmi sulla pubblica amministrazione (abolire le province , abbattere i costi della classe politica) che si trovano i soldi per ridurre le tasse sul lavoro giovanile!
#9
da
sandro pasquale
,
inviato il 19/3/2010
No. La prima casa è la casa dove si vive, non produce reddito ed è fonte di costi. Perché non ridurre l'8 per mille alla chiesa? Perché non eliminare le inutili e costose province? Perchè non ridurre le indennità ai partiti e gli emolumenti di deputati, senatori.....
#10
da
ROBERTO MANONI
,
inviato il 19/3/2010
Gentili Calenda e Romano,
debbo segnalarvi che sul vostro articolo non condivido la premessa:
“ PDL e PD hanno imboccato la strada della militarizzazione dei propri elettorati “.
Non mi sembra giusto nell’ attuale situazione politica fare questa classificazione, poiché i comportamenti sono più articolati, penso che possano allargarsi a quattro categorie:
1 – Elettorato di contrapposizione di sinistra, poco propenso al dialogo con chi è al
governo.
2 – Elettorato di contrapposizione di destra, molto propenso a legiferare ad personam
e poco propenso al dialogo su argomenti riguardanti il bene del paese.
3 - Elettorato di opposizione nel centrosinistra, pronto al dialogo su argomenti
riguardanti il bene del paese.
4 - Elettorato di opposizione nel centro, pronto al dialogo su argomenti riguardanti il
bene del paese.
Qualora le categorie fossero due il vostro ragionamento non farebbe una piega ed è
logico non andare a votare ( sarebbe meglio votare in bianco ), ma siccome il discorso è più articolato e l’ offerta è più completa mi sembra doveroso andare a votare alla grande e votare per chi si desidera.
Il vostro ragionamento presuppone che per le future elezioni arrivi un messia per il quale valga la pena andare a votare, ma che comunque deve convincere il
51 % degli italiani, e alcune di quelle quattro categorie sopra descritte.
Se in futuro si vuole il voto di quelle categorie non mi sembra giusto ora
Educarle all’ assenteismo e snobbarle.
Distinti saluti,
Roberto
#11
da
Giancarlo
,
inviato il 19/3/2010
No! E poi che assurdità, ci lamentiamo delle troppe tasse e una volta che un governo ne toglie una, chiediamo di ripristinarla. Questo si chiama masochismo. Sarebbero queste le idee innovative di: “Italia Futura”?
#12
da
Giulio Portolan
,
inviato il 19/3/2010
Le società democratiche industriali occidentali (dalle Americhe al Giappone), a paritre dalla grande depressione del ‘29 e dal secondo dopoguerra, sono ripartite “da zero” in fatto di classe dirigente e di consapevolezza di un nuovo modo di intendere la funzione di governo di una moderna società: quello di un controllo sociale finalizzato al bene comune. Da questo punto di vista, l’economia di mercato non si poteva e non si è costituita come uno strumento di selezione meritocratica, per verificare il formarsi della migliore classe dirigente, ma come luogo di libertà intesa come cooptazione (di qui l’espressione libero mercato, dove mercato non significa merito), per il passagio delle leve di governo dai “padre ai figli”, con l’accettazione fisiologica di una minima possibilità di ascesa sociale per i più meritevoli, dal basso, secondo le esigenze competitive di una società di massa. Per intendersi: su 100 cattedre universitarie, 100 posti di notaio, 100 posti di docente universitario, 50 sono già decisi, e 50 saranno dati a giovani sconosciuti “meritevoli”. Il presupposto della cooptazione, che io accetto insieme alla meritocrazia, è che il candidato cooptato sia il migliore come quello scelto per merito. La società è una piramide, in cui ci sono mestieri nobili (vertice sociale) e mestieri umili (base sociale). Se si accettasse solo il criterio meritocratico, senza anche il criterio della cooptazione, si verificherebbe un’esasperazione della selezione meritocratica, per cui ad esempio, paradossalmente, l’avvocato sarebbe costretto a lascire il poprio studio non a suo figlio, ma a uno sconosciuto. Oggi in Italia ci sono fenomeni quali: l’incapacità di un giovane di trovare lavoro in corrispondenza al proprio titolo di studio; studi professionali che non aiutano i praticanti, per scoraggiarli e indurli ad abbandonare; giovani che non cercano più il lavoro, e decidono di essere mantenuti dalle proprie famiglie (2 milioni ?); giovani con alta qualifica e lavoro umile, con stipendio o salario assorbito interamente dalle spese (affitto in costose città), e che non riescono a costruirsi una famiglia (anche perché solo soli); aziende che non trovano lavoratori, non più disposti questi ad accettare i lavori socialmente più umili; giovani che non vogliono lasciare la propria città di origine (e ciò è anche umano); figli di professionisti che non riescono a uguagliare i propri genitori; figli di immigrati che studiano ai professionali e che manderanno i propri figli all’università; giovani che non trovano lavoro o che trovano lavori precari (non pagati in modo dignitoso). Sto studiando in questi giorni, per un esame che devo sostenere, una sintesi di microeconomia e di macroeconomia, e mi accorgo di quanto segue: è mancata a questa scienza (l’economia) una epistemologia dell’economia; l’economia è basata non su basi umane, ma su basi di controllo sociale finalizzate a neutralizzare il conflitto tra lavoratori (chi deve lavorare ? chi si deve arricchire ? chi deve svolgere i mestieri nobili e chi i mestiori umili ?); i concetti di domanda, offerta e di prezzo, posti come fondamento dell’economia di mercato, dal punto di vista del diritto naturale e dell’umanesimo cristiano (anche con riferimento alla Dottrina Sociale della Chiesa e alle encicliche sociali) sono del tutto filosoficamente inconsistenti. Un’economia fondata sul controllo sociale deve livellare i talenti, per impedire che la base e la massa sociale risulti migliore, in efficienza e in qualità, della classe dirigente che la dirige: questo comporta il blocco sociale e l’immobilismo. La soluzione, verso cui ci si deve orientare, è quindi io credo non la pura meritocrazia, che comporterebbe un continuo ed esasperante capovolgimento della piramide sociale e quindi l’eterno conflitto tra governanti e governati, ma una definizione semi-rigida delle classi sociali, divisione anche tra governantie governati, con i primi resi stabilizzati, così come le classi dirigenti industriali e professionali, e una forte meritocrazia per il livello intermedio e di base della piramide sociale, con mestieri il più arricchiti culturalmente, tramite lo studio, una la meritocrazia che svolga la funzione di un forte cambiamento, inteso come affrancamento dal mestiere umile da parte dei migliori appartenenti alla base sociale della piramide. Tutto ciò però richiede una ridefinizione dello stato e del suo rapporto con il mercato, un suo forte centramento e accentramento, a livello europeo e mondiale.
#13
da
Lucio Coletti
,
inviato il 19/3/2010
Perchè discutere su rimettere una tassa sul bene primario di ogni famiglia, per i giovani basterebbe abbassare le tasse sul lavoro da apprendista e basterebbe spiegare che non basta laurearsi ma occorre laurearsi entro i termini e in facoltà che hanno senso non in scienze della comunicazione o similari-----
I giovani hanno bisogno di opportunità, ma devono anche cercarsele
#14
da
marco gerace
,
inviato il 19/3/2010
Secondo me , per aumentare il numero di giovani occupati è fondamentale intervenire su questi punti : 1) Eliminare le pluricariche dei baroni 2)Controllare meglio che le gare di servizi sotto soglia non le vincono sempre gli amici o i figli dei politici 3) Controllare che negli enti pubblici le commissioni di decisione (Urbanistica) non siano formate sempre da elementi che hanno uffici privati in tal campo...( avvantaggiati sul mercato privato).. 4)Controllare che la maggior parte dei politici di enti pubblici a fine mandato, risultano molto più ricchi di quando hanno iniziato il mandato, ricchezza sproporzionata con lo stipendio pubblico....(il pizzo di chi riceve i lavori da fare). ..forse spendendo meglio e più giustamente i soldi pubblici ci sarebbe più lavoro per tutti.. Marco Gerace
#15
da
Alessandro Garibbo
,
inviato il 19/3/2010
Leggo il commento di Antonio Di Cello e resto sconcertato: per i giovani il 50% lo dovrebbe fare la politica, il 30% le imprese e il 20% i sindacati. E i giovani stessi? A guardare?
Posto che le politiche per l'occupazione giovanile sono e debbono rimanere una priorita' nazionale (guai, altrimenti), io credo che ai giovani che vogliono emergere si debbano comunque richiedere sforzi notevoli e impegno assiduo. Altro che "manna dal cielo". Bene, quindi le politiche per il sostegno all'occupazione giovanile, ma benissimo pretendere serieta', impegno e dedizione. Ottima l'idea di finanziare l'imprenditoria giovanile con denaro pubblico, ma fondamentali le politiche di selezione e di controllo. Fare si' che quanto prestato ai giovani imprenditori sia restituito con gli interessi e contribuisca a creare il capitale necessario per finanziare altre iniziative dello stesso genere. Altrimenti si ripiomba nell'assistenzialismo.
#16
da
piera messina
,
inviato il 19/3/2010
ho pagato per 25 anni il mutuo per comprarmi una casa, ho rinunciato a molte cose non solo abiti e beni voluttuari, ma anche a libri per onorare l'impegno, quindi NO alla reintroduzione dell'ICI della prima casa. Fra l'altro, penso che l'introduzione dell'ICI sia insufficiente a qualunque seria iniziativa nei confronti dei giovani. Perchè si disconosce l'eccesso dei compensi e delle pensioni ai 960 fra senatori e deputati? La riduzione di almeno 10.000 € al mese ai 960 potrebbe essere devoluta a favore della creazione o restituzione di lavoro ai giovani e non senza lavoro.
#17
da
AMEDEO GABBRIELLI
,
inviato il 19/3/2010
La politica è sempre più lontana dai cittadini.
Diminuire il numero dei consiglieri e gli amministratori locali.
Una lista civica difficilmente riuscirà ad eleggere un proprio
rappresentante.
Per essere eletto occorrerà essere nella lista di un partito forte che
spenda molti soldi per la campagna elettorale.
Eliminare le preferenze ha tolto al cittadino la possibilità di esprimersi e
di assumere un ruolo decisivo nelle scelte, conseguentemente i partiti sono
diventati gli esclusivi protagonisti della politica.
Il sistema maggioritario ha diminuito la rappresentatività ed ha costretto i
partiti a stringere accordi seppur in contrasto con i loro
programmi.
Più incarichi contemporanei per la stessa persona: deputato e sindaco,
consigliere regionale e consigliere comunale, assessore provinciale e
consigliere comunale; hanno tolto ai giovani e a tutti quelli che avrebbero
voluto impegnarsi in politica la motivazione per farlo.
I partiti non sono più capaci a stimolare i cittadini a partecipare alla
politica.
I politici sanno fare appelli elettorali per chiedere il voto.
E’ un errore diminuire il numero dei rappresentanti locali.
Per tagliare i costi, si poteva diminuire il numero dei deputati, dei senatori e
dei consiglieri regionali, sì che il loro compenso era elevato.
Eventualmente si sarebbe potuto pensare a tagliare i compensi, ma mai il
numero dei rappresentanti locali.
Non prevedere compensi per chi percepisca lo stipendio e compensi limitati per
i giovani alla loro prima esperienza.
Fare politica deve tornare ad essere un servizio e non essere un’occupazione o
la risoluzione di problemi personali.
#18
da
paolo
,
inviato il 19/3/2010
Credo che una cosa sicura per aumentare e dare una sterzata al lavoro giovanile , e gia nella mia azienda c'è stata la discussione con i lavoratori potrebbe essere una specie di contratto formazione anche con 200 300 euro in meno ma con la certezza di avere il lavoro per molti anni con una rivalutazione per gli anni successivi da me sono quasi tutti d'accordo. Paolo Mancini
#19
da
paolo
,
inviato il 19/3/2010
Sono abbastanza d'accordo sul contenuto sopraesposto da "NO SUDDITO": ho molta paura però da come potrebbero essere gestiti i cambiamenti, che poi in pratica potrebbero peggiorare le situazioni che avrebbero voluto sanare ! Si dovrebbe poi chiarire bene quali sono i "bassi redditi" e quali i "redditi esenti" da ICI e da ALTRE TASSAZIONI: mi sembra che attualmente le soglie di ingresso non siano adeguate alla realtà, ai bisogni dei cittadini, ma facciano i conti con le cattive gestioni di Regioni, Provincee, Comuni, ed altri Enti Pubblici, le cui spese vengono considerate "quasi" intoccabili, mentre 24 mila euro all'anno sono consoderate fiscalmente ricchezza !!! La riforma dell'ICI ben venga, ma soltanto all'interno di un completo riordino dei criteri di imposizione fiscale, ed un controllo contemporaneo e reso pubblico dei costi e della produttività degli Enti Pubblici !!! Non è facile !
#20
da
Santi Luciano
,
inviato il 19/3/2010
Giusta la lotta all'evasione ma, secondo me gli industriali e ricconi devono fare un passo indietro forse anche due perchè ci sono troppi soldi in mano a pochi impoverendo la fascia produttiva e cosumatrice mentre questi capitali esagerati non servono a niente perchè una volta morti li lasci qui e non sono serviti a nessuno, tipo Benetton che all'indomani dell'annuncio di una grave crisi del nostro paese lui cosa fà? Aumenta subito l'autostrda, forsr che gli mancavano ancora qualche milioncino di euro? E cosi fanno i petrolieri e via di seguito. Sò che forse è un utopia ma bisognerebbe riuscire a porre un tetto alla ricchezza perchè oltre un tot non te ne fai niente, ti inventi solo cazzate tipo spendere 90 mil per acquistare KAKA ma vi pare? Confido in domani migliore ma ci credo poco l'uomo deve ancora cosi crescere, purtroppo.
#21
da
edoardo
,
inviato il 19/3/2010
non sono assolutamente daccordo per l'introduzione dell'ici sulla prima casa perchè prima di tutto quella tassa è iniqua ed ingiusta poi perchè chi la propone denota di avere proprio poca fantasia ed inoltre dopo aver sudato sette camicie per pagarmi la casa non mi pare giusto che alla fine venga tassata ulteriormente
#22
da
andrea dolci
,
inviato il 19/3/2010
Confesso che non mi aspettavo da gente autorevole una proposta cosi' stranmpalata. Uno dei primi requisiti di un sistema fiscale corretto e'la chiarezza e la trasparenza. Introdurre una tassa sugli immobili per finanziare politiche del lavoro mi sembra l'esatto contrario e prosegue anzi nel pernicioso solco che fa si' che oggi si paghino ancora imposte per il belice o l'albania.
#23
da
dave
,
inviato il 19/3/2010
Domanda: ma perche' continuate a far finta di non capire che i soldi che lo Stato prende dai cittadini con le tasse non vanno per niente alle fasce deboli della popolazione ma finiscono tutti in tasca ai politici? Se rimettessero l'Ici sulla prima casa promettendo una riduzione delle tasse per i giovani, sapete cosa succederebbe? Ai giovani lavoratori non sarebbe ridotto un bel niente, e le tasche (gia' tronfie) dei politici s'intascherebbero anche i soldi dell'Ici, grazie alla vostra proposta! Quindi un secco NO all'aumento delle tasse!!! NO alla reistituzione dell'Ici!!! SI' all'abbattimento delle tasse sul lavoro sia giovanile sia di tutti quanti!!! SI' all'abolizione delle province, delle comunita' montane, di tutti gli enti inutili!!! SI' alla privatizzazione di tutte le aziende partecipate di proprieta' dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni!!! SI' alla liberalizzazione del settore postale, del trasporto ferroviario, del trasporto locale, e di tutti i settori! SI' alla privatizzazione di Alitalia, Trenitalia, Tirrenia, Poste Italiane e quant'altro! SI' alla riduzione a meta' del numero di parlamentari!
#24
da
Francesco
,
inviato il 19/3/2010
Si dovrebbe cominciare ad introdurre norme che favoriscano le prime assunzioni da parte delle imprese (fondi? incentivi da utilizzare in formazione?) e, contestualmente, rendere più rigide le regole applicabili a stages, contratti a tempo determinato, etc.. Regole che abbiano un livello di efficacia tale da impedire che quelle che sono forme lavorative finalizzate a "introdurre" dei giovani al lavoro (es: gli stages) ovvero a coprire delle esigenze temporanee (es: il lavoro a tempo determinato) si trasformino in un approccio sistematico finalizzato a conservare le "mani libere" (cosa ben diversa dalla pur necessaria "flessibilità" di cui le imprese hanno bisogno). Se recuperare l'ICI serve a questo, ben venga.
#25
da
picaro
,
inviato il 19/3/2010
be', l'ICI non è stata mica tolta. la pagano - più di prima perché per tutti - i lavoratori dipendenti. i soldi che venivano dall'ICI ora il governo li prende dalle tasse e li ridistribuisce ai comuni. cosa accade? che i liberi professionisti - cioè gli evasori (non tutti evasori), cioè la fascia lavorativa più ricca - dichiarano sempre lo stesso (il falso) e quindi sono alleggeriti dall'ICI, mentre chi non può evadere le tasse paga anche l'ICI di ville sfarzose e appartamenti lussuosi di chi le tasse le evade.
#26
da
Luca 78
,
inviato il 18/3/2010
L'astensione è il solito andazzo dell'Italia da 15 anni ad oggi.
Non ci appassiona nessun politico, a parte i "partigiani" già schierati pro-berlusconi e antiberlusconiani viscerali, tutti gli altri votano solo alle elezioni importanti, dove si turano il naso e votano il meno peggio o il più meglio fate voi, cioè Berlusconi.
Io preferivo non votare ma l'assalto della magistratura per favori una parte politica la trovo intollerabile.
#27
da
NO.SUDDITO
,
inviato il 18/3/2010
la reintroduzione dell'ICI andrebbe fatta non "generalista", ma oltre una certa soglia (ad es. 500 euro) per tutelare bassi redditi/piccole abitazioni. Ma le vere risorse da prendere sono altre! Da una finalmente SERIA lotta all’ Evasione Fiscale, ascrivendola come REATO PENALE: basta imparare dai romani (Servio Tullio nel 570 a.c.) o dagli Stati Uniti d’America (Al Capone condannato come evasore fiscale, ed i “colletti bianchi”, condannati per reati di evasione fiscale o truffa, che sono diventati la maggioranza della popolazione carceraria americana)! Una seria lotta all’evasione fiscale non solo consentirebbe il recupero delle risorse necessarie per innalzare il potere d’acquisto dei redditi fissi (incidendo indirettamente sui livelli dei consumi interni, che sono circa il 70% del PIL), ma determinerebbe una drastica diminuzione sul versante della concorrenza sleale da parte delle imprese che utilizzano evasione e sottosalario, contro le imprese regolari; senza contare gli effetti collaterali positivi che si avrebbero dall’emersione dell’ evasione contributiva e del lavoro nero, da cui si otterrebbero non solo ulteriori risorse, ma produrrebbero anche l’allargamento delle tutele, sopratutto nella sicurezza sul lavoro, visto che le vittime del lavoro, sono circa il doppio di quelle della criminalità: 1.170 contro 663 (nel 2007). Per quanto riguarda l'incremento dell'occupazione giovanile sarebbe sufficiente riportare la precarietà permanente ad una dimensione di flessibilità contenuta, temporanea e transitoria, di ingresso nel mondo del lavoro, di durata temporale limitata, comunque più onerosa delle occupazioni stabili, fruibile solo se certificabile e finalizzata ad elevate percentuali di stabilità e trasformazione in rapporti a tempo indeterminato. Quando la flessibilità diventa permanente, e i giovani non sono più giovani, ma sono diventati 40enni, e quasi 50enni; quando le opportunità di affermazione derivano dal censo, anziché dai meriti e dalle competenze conseguite (ed i migliori cervelli che vanno all’estero, in una strada a senso unico), quando “l’ascensore sociale” è bloccato, significa che un Paese, una nazione, non riesce più ad offrire prospettive alle proprie giovani generazioni. Questa è oggi, purtroppo l'Italia; altro che crisi quasi finita od essere ottimisti!
#28
da
Vittorio
,
inviato il 18/3/2010
L'attuale legge sull'ICI è demenziale. Chi (e sono tanti) ha una prima casa che è una villa o un grande appartamento in una bella zona di Roma, Milano, Torino, Firenze ecc. del valore magari di 1-2 milioni di euro non paga l'ICI. Chi vive in un miniappartamento di periferia o di campagna del valore di 70mila euro (e sono tanti)e acquista o eredita un altro minialloggio in campagna o periferia di valore equivalente sul secondo paga l'ICI!!! Sì all'ICI per gli immobili di valore (che siano prima, seconda o terza casa). Ma anche lotta all'evasione fiscale, è pieno di commercianti che non scontrinano ed è pieno di gente che dichiara 12mila euro lordi l'anno e gira con Mercedes da 100mila. E' uno schifo e tutto questo lo devono pagare i giovani.
#29
da
lucia rosas
,
inviato il 18/3/2010
purchè non sia come i contratti a tempo x cui il datore licenzia nel momento in cui deve pagare tutti i contributi da solo. molti giovani sono stati licenziati perchè non c'era lavoro eppure sono stati sostituiti da altri x lo sgravio. attenti a come impostate gli aiuti.
#30
da
MARIO MENTO
,
inviato il 18/3/2010
Forse non voterò, per quanto sia estremamente difficile capire cosa sia meglio fare. L'assenza di una alternativa credibile all'attuale, nonchè drammatica, compagine di Governo non aiuta a orientarsi.
#31
da
antonio di cello
,
inviato il 18/3/2010
La politica puo' fare il 50% per i giovani per esempio aprire il mercato interno attravero l'abolizione di tutti i privileggi legati alle lobby nonchè una lotta dura alla sottrazione di risorse dovuta all'evasione fiscale ed al sommerso. Cosi' potra finanziare progetti di sviluppo e ricerca.Le imprese possono dare il 30% ma devono ottenere sostegno per rimanere sul proprio territorio. Il rimanente 20% deve darlo il SINDACATO attraverso l'abbandono del potere di veto, delle ostilità ideologiche e della conflittualità diffusa ed eccessiva.
#32
da
Andrea Barbieri
,
inviato il 18/3/2010
A volte votando si fanno dei veri e propri atti di fede, chiudendo gli occhi e sperando che prima o poi le cose migliorino o almeno non vadano peggiorando. Ma quale stimolo avrebbero in questo caso gli attori in gioco a cambiare veramente il sistema in atto?
Rispetto pienamente gli elettori che anche a questo giro elettorale ritengano di riporre la propria fiducia in questo o quell’altro candidato, ma a mio avviso il vero stimolo al cambiamento verrebbe soltanto da un mare di schede elettorali annullate in modo consapevole e chiaro.
Consapevole perché il cittadino va a votare ma decide che sulla scheda elettorale non vi è nessun uomo politico che possa essere artefice di vero cambiamento.
Altrettanto importante a mio avviso è il tema della chiarezza sull’annullamento per non innescare la costruzione di ipotesi non rispondenti al vero. Bisognerebbe uscire maggiormente allo scoperto annullando la scheda con un comune messaggio di protesta. Una scheda annullata resta comunque una scheda annullata ai fini del voto ma usare lo stesso “biglietto da visita” darebbe il senso di appartenenza ad uno stesso gruppo di pensiero.
#33
da
raf.Lele
,
inviato il 17/3/2010
... si???.. ma.. e poi che facciamo???.. si, sarebbe una bella cosa astenersi ed andare in montagna o al mare.. ma poi???.. poi che succede???.. ce lo teniamo lì fino alla scadenza dei 5 anni???.. per altri 3..fino al 2013???.. dio mio.. non ci voglio neanche pensare!!! io mi auguro, invece, che.. la parte buona della destra (di persone oneste.. e che ragionano non solo per i propri interessi!!!.. nella ns bell’ITALIA ve ne sono tante.. ed in tutti gli schieramenti politici.. di destra e di centro o di sinistra).. la parte buona della destra, dicevo.. si svegli e comprenda che.. quest'individuo qui non conviene a nessuno.. ci sta mandando letteralmente in rovina tutti !!!
#34
da
cecilia
,
inviato il 17/3/2010
Io sono una cittadina che é sempre andata al voto e non ho mai lasciato scheda bianca. Credo molto nell'unico strumento che abbiamo in nostro potere, cioé il voto, per poter cambiare o almeno migliorare la classe politica ma in questi ultimi tempi con quello che sta accadendo credo che il 28 marzo lascerò scheda bianca e spiego i motivi.
In primo piano la questione delle liste non ammessse poi alcune sono state riammesse, il decreto interpretativo ed ora il suo passaggio in aula per l'approvazione definitiva; e la soppressione delle trasmissioni politiche in rai ci fa capire che non apparteniamo più al mondo evoluto e democratico. In secondo luogo siamo in presenza di candidati che usano qualunque mezzo pur di accaparrarsi un voto. Proprio questa mattina ho ricevuto una telefonata dalla segreteria del candidato del centro destra alla presidenza della regione piemonte l'on. Roberto Cota che mi ha chiesto se intendevo votarlo io ho detto che ero ancora incerta e lui alla fine mi ha detto se poteva mettere la croce sul si accanto al mio nome e indirizzo. Ora il voto é segreto come cita la costituzione e dalla segreteria di un candidato si affianca ai dati di un comune cittadino, quale la sottoscritta, con l'indicazione del voto di questo sono allibita a dir poco. In ultimo come ciliegia sulla torta 2 settimane fa alla messa il parroco ricorda tra i defunti la mamma e la sorella di Berlusconi proprio la domenica che il premier era a torino, di certo qualche fedele di BERLUSCONI avrà staccato un lauto assegno per le spese parrocchiali per far ricordare i suoi famigliari che non avranno mai messo piede a torino visto che i milanesi doc non ci hanno mai potuto vedere e ci hanno portato via tutto e oggi campano a nostro discapito. In conclusione 1l 28 non indicherò nessuna preferenza ma oramai comincio ad essere schifata di essere italiana.
#35
da
luciano foresta
,
inviato il 17/3/2010
Una battuta:
Qualcuno mi ha consigliato di votare Meno Peggio.
Sapete dov'è candidato?
#36
da
Michele
,
inviato il 17/3/2010
Centro destra....Centro sinistra la differenza? per scriverli occorre un numero di lettere maggiore
#37
da
Gianluca
,
inviato il 17/3/2010
Che si astengano gli ex elettori ed estimatori di questo governo e di questa classe politica mi sembra una cosa naturale, perfino degna, visto il baratro in cui il Berlusconismo sta portando l'Italia. Astenersi da parte loro sarebbe onesto, il "minimo pentimento".
Ma che si astengano gli elettori di centro-sinistra o comunque gli oppositori politico-sociali a qeusto governo mi sembra una cosa incosciente, insulza, perfino idiota; astenersi infatti non farebbe altro che rafforzare, perchè ne aumenta il peso specifico elettorale, la classe politica attualmente al governo che rinfranbcata dal voto poi metterebbe in atto altre leggi ad personam, favorirebbe altri evasori e privlegiati, emanrebbe norme di impunità.
Sarebbe una tragedia civile.
Bisogna mandare un messaggio al governo. e questo lo si fa votando...altro che astenendosi.
Sono allibito!
#38
da
Vinicio Leonetti
,
inviato il 17/3/2010
Qui a Lamezia Terme, nel cuore della Calabria, la lotta politica si fa anche con bombe lasciate inesplose sotto casa dei candidati a sindaco, e con 16 colpi di calibro 9 contro i manifesti di un consigliere comunale che si ricandida. Ci sono anche maghi impegnati in campagna elettorale, e candidati collegati a chi provocò lo scioglimento del consiglio comunale per mafia per ben 2 volte (1991 e 2002). Nei sondaggi la percentuale di "non so" a Lamezia Terme s'aggira tra il 25 e il 30%. Cos'altro ci vuole per non andare a votare? George Clooney direbbe: "What else?".
#39
da
fulvio ferrario
,
inviato il 17/3/2010
Sono un "vecchio" miltante della sinistra fin dal lontano 1967 e,a questa tornata elettorale, per la prima volta, mi asterrò.
Le motivazioni sono sostanzialmente quelle che avete correttamente illustrato ed attengono alla "obiezione di coscienza".
Allego le considerazioni che ho mandato ai vari candidati delle diverse forze di sinistra che mi conoscono e mi hanno chiesto il voto alla vostra e-mail perchè, qui, sarebbero troppo lunghe.
Vorrei aggiungere solo una considerazione; visto che la "casta" è, sostanzialmente, inamovibile e l'astensione, per quanto diffusa, può incidere sugli attuali equilibri ma non è in grado, da sola, di attivare un processo di profonda riforma della politica, mi piacerebbe ragionare intorno al concetto di "astensione organizzata", dalla prossima tornata di comunali in vista delle prossime politiche, che, ho idea, arriveranno prima della scadenza naturale della legislatura.
Di che si tratta? E' un'idea ancora molto grezza ma, sostanzialmente, il nucleo centrale è il seguente:
organizzare, dove è possibile, (direi in molte parti del paese) liste "per l'astensione consapevole" la cui caratteristica è quella di presentare candidati che, all'atto della candidatura, sottoscrivono le dimissioni dall'organismo a cui potrebbero essere eletti.
Ciò vorrebbe dire sottrarre alla "casta" un percentuale più o meno grande degli eletti ed erodere fortemente la sua rappresentanza.
E' un'idea "pre-politica", non nel senso di intellettualmente povera, ma nel senso che viene prima della politica così come oggi è rappresentata dai partiti orgnizzati
Vuol dire, sostanzialmente, riunire coloro i quali, di tendenze politiche diverse, di sensibilità e formazione culturale disomogenea, non ne possono più dell'andazzo attuale e si riconoscono intorno ai concetti di onestà, trasparenza, spirito di servizio, difesa della Costituzione, libertà di parola, di informazione, di opinione.
E' un'operazione quasi "costituente", nel senso che la sua finalità è esattamente quella di avviare un processo di rifondazione della nostra repubblica.
A quel punto, stabilito un terreno comune di riferimenti valoriali, potremmo serenamente tornare a differenziarci tra destra, centro e sinistra con la certezza che abbiamo individuato un terreno comune di confronto, anche di scontro, per carità, e che abbiamo posto le basi per un rinnovamento della classe politica di portata epocale.
Un paese normale, insomma, in cui vincano idee e proposte che, liberamente, i cittadini, non più sudditi, ritengano migliori.
#40
da
luciano foresta
,
inviato il 17/3/2010
In un sistema elettorale, come quello italiano, in cui i candidati sono scelti dal padrone delpartito ed i voti acquisiti (il termine ha lastessa radice di acquistati) tramite una rete di vassallaggio o (come accade al sud) con cene pre elettorali con sfoggio di potenza e con abili regie di marketing politico, l'unico modo per rendere visibile e valorizzare il proprio voto e astenersi.
Il voto libero non può avere lo stesso valore del voto comprato al mercato.
#41
da
luca alinovi
,
inviato il 17/3/2010
la politica oggi non solo e` vincolata su blocchi e da personaggi poco entusiasmanti ma di fatto non permette la scelta della classe dirigente. Credo quindi che dare un forte segnale con la astensione, motivandola e con una adeguata "campagna elettorale" potrebbe aiutare a risvegliare gli animi! Mi sembra che ci siamo tutti un po` seduti sulla triste idea che visto che il sistema non si puo` cambiare scegliamo il meno peggio. Questo tipo di scelta non ha mai portato molto lontano! E` meglio forse uno scossone un po` piu` vigoroso per ricominciare a costruire un'italia che ci assomigli un po` di piu`!
#42
da
Pieraldo Pecchio
,
inviato il 16/3/2010
Credo che siete gli unici a dare come prima notizia l'astensione in Francia, infatti su le Monde di ieri la prima notizia era la vittoria della "gauche", seguita dal rafforzamento di le Pen. Oggi la prima notizia é una foto di Le Pen. Per conseguenza, sembra proprio come ho già scritto, che l'astensione favorisce gli estremi, giustamente perché i media chi intervistano come rappresentante del partito dell'astensione? Il signor Nessuno, chi é costui? L'astensione non può essere notizia perché nessun personaggio la rappresenta. A meno che si arrivi al 90%, il che non succederà mai.
Per SILVIA, le schede bianche non vengono ripartite fra i partiti, peró ti posso dire, certificato da persone che sono state presidenti di seggio, che molto spesso viene fatto un segno sul simbolo del partito che piú conviene su quella che doveva essere una scheda bianca, e viene quindi contabilizzata.
#43
da
Antonio D'Andrea
,
inviato il 16/3/2010
A mio modestissimo e ininfluente parere ciò che gli Autori dell'articolo affermano non è pertinente e non tiene assolutamente in conto quanto da me affermato nei vari articoli di pertinenzxa. Senza alcuna sorpresa ne prendo atto. Non soffro di manie di protagonismo e non è questo il punto.
Italia Futura avrebbe - ritengo - dovuto affrontare la questione non nel qualunquismo.
E' questo, invece, il punto. L'aricolo di sintesi è qualunquista e si nasconde, maldestramente, dietro i commenti suscitati da altri articoli. Rischia, in tal modo, di diventare, esso stesso un cinepanettone.
Ma, se Voi siete felici così, perchè toglierVi l'illusione?
Il Vostro è un parlarVi addosso, senza tenere conto della Verità delle cose. Somigliate moltissimo a quelli che pure dite di voler criticare.
Vi faccio tanti Auguri...avete tutte le carte in regola per sostituirVi a quelli che già ci sono e per continuare, in sintonia, la loro Opera.
#44
da
maria
,
inviato il 16/3/2010
Io non andrò a votare e neanche i miei due figli ,la nostra scelta è motivata da una classe politica di destra e di sinistra sorda ai reali bisogni della gente. Qualcuno mi deve spiegare perché gli onorevoli e i senatori hanno una casella di posta elettronica e poi tu, cittadino quando gli segnali una iniquità ,nessuno di loro ti rispondono ?Io vedova con tre figli visto che per lo Stato (Politici) non sono considerata una famiglia nonostante i tre figli per quella maledetta quota di reversibilità che i miei figli ricevono che supera di 20 euro il limite di reddito imposto dal lontano 1987,(preciso non un è un regalo ,ma frutto di anni di lavoro del de cuis ),tartassata dal fisco,perché mi debbo scomodare per dare il mio voto, tanto le miei idee,le mie problematiche , non sono prese in considerazione da nessuno. Per la verità neanche dai mass media. Problematiche non solo mie ma di tanti che versano nella stessa condizione.Maria
#45
da
Agostino Quadrino
,
inviato il 16/3/2010
La proposta di astensione, in un momento come questo, mi sembra solo un modo come un altro per dare ancora di più campo libero a chi sta distruggendo la coscienza civile e politica di questo paese alla deriva. Il voto espresso, in un contesto democratico, è l'unico strumento valido per giudicare l'operato di chi governa e di chi è all'opposizione, mentre l'astensione non ha alcuna connotazione, può avere mille possibili ragioni ed è perciò ostaggio di tutte le interpretazioni del giorno dopo, da destra, da sinistra da sopra e da sotto. Ciò comporta l'ovvia conseguenza che l'astensione, non avendo in sé significati oggettivi riconducibili ad un'omogenea motivazione, non ha alcun potere di mandare messaggi ai politici e tanto meno di modificare alcunché dello stato delle cose. L'unico modo per mandare messaggi a chi è al governo - se lo si considera responsabile dell'attuale disastro - è votare uno dei partiti all'opposizione. Ogni altra scelta è un avallo, esplicito o implicito, alla conduzione attuale di chi è al potere nel Paese.
#46
da
SILVIA
,
inviato il 16/3/2010
Una domanda a chi intende creare un movimento costruttivo e motivato per cambiare la situazione politica: chi sa dirmi la differenza tra scheda bianca, scheda annullata e astensione. La schede bianche vengono ripartite tra i partiti? Grazie.
#47
da
Francesca Passerini
,
inviato il 16/3/2010
L'astensionismo e' il piu' grande alleato dell'individualismo che continua a sfornare farabutti al potere.
#48
da
Michele
,
inviato il 16/3/2010
70 anni di dominio partitocratico ed ancora siam convinti che possiamo cabiare qualcosa con il voto? Per converso quando ci viene richiesto di partecipare ai referendum (la manifestazione di volontà più alta in democrazia) cosa accade che il popolo viene sollecitato a NON partecipare!!!! Cos avi suggerisce tutto ciò?
#49
da
Federico
,
inviato il 16/3/2010
Sono del parere che l'astensione dal voto sia sbagliata. Votare è un diritto ma anche un dovere. Se una persona non si vede rappresentata dalla classe dirigente attuale ha come arma la scheda bianca. Un'astensione del 20-30% è meno efficace, a mio parere, di una analoga percentuale di schede bianche.
#50
da
massimo
,
inviato il 16/3/2010
Scusate ma la vostra posizione non convince per niente. Astenersi avrà solo l'affetto di galvanizzare questa politica di governo che di fronte alle proprie incapacità e malefatte pretende pure l'impunita e si atteggia da vittima.
E' chiaro in tutto ilm mondo il motivo per cui l'Italia sta sprofondando dal opunto di vista etico e morale. belrusocni e il belrusconismo!
Non capisco perchè ds parte di sedicenti "liberali" si faccia fatica ad ammetterlo.
Il Pd avrà tanti difetti, ma mi smebra che in questa fase si sia comportato in modo più che dignitoso.
Io vado a votare e lo farò con la testa e con il cuore.
Non ne posso più di bugie, vittimismi e ingiustizie...non sopporto più che quando si denuncia il malaffare si venga tacciati di invidia!
adesso basta!
Al voto!
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