L'Italia è un paese bloccato. Muoviamoci!

Presentazione

di Italia Futura , pubblicato il 29 giugno 2009
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Mobilità sociale. Un termine complicato per una domanda semplice: quante possibilità ha una persona nata in una determinata classe sociale di accedere a certe professioni e di realizzare le proprie aspettative? L’Italia, malgrado sia costellata di abbondanti intelligenze vive, è ormai un paese fermo. Sostanzialmente immobile. Se il fenomeno può sembrare astratto, le sue conseguenze sono molto concrete. Cala la fiducia dei giovani nel loro futuro, che è anche il futuro del paese. Calano di pari passo le motivazioni e le aspirazioni. Nel migliore dei casi si segue la via professionale dei genitori per non rischiare di rimanere disoccupato. Nel peggiore non si porta a termine il proprio percorso scolastico o non ci si iscrive all’università temendo che sia inutile, che non si troverà poi una professione adeguata. Contro l’immobilità sociale muoviamoci insieme, con passione, per restituire ai giovani la fiducia nel futuro e la voglia di sognare. E per far sì che l’Italia torni ad essere un paese in movimento, dinamico, dove la mobilità sociale non sia un ricordo appannato, ma una realtà che si rinnova ogni giorno. Italia Futura nasce per questo. Ritrovare la voglia di guardare avanti; chiamare a raccolta tutte le energie positive del paese che non vogliono arrendersi a questo immobilismo e pensare insieme a nuovi modi, idee e proposte per rimetterci in moto. Non è semplice intervenire sui meccanismi che stanno all’origine della paralisi della società italiana, ma non è possibile arrendersi. Servono politiche mirate a restituire possibilità e speranze di realizzazione in ogni fase critica della vita. Perché la mobilità sociale e la realizzazione individuale si costruiscono giorno per giorno, e dipendono dalle scelte e dalle opportunità che si hanno dal momento in cui si nasce a quello in cui si entra nel mondo del lavoro. Perché non dobbiamo scordarci che quando si arriva sul mercato del lavoro molte ingiustizie si sono già compiute. Arrivare a quel momento preparati e competitivi dipende molto, anzi troppo spesso dal contesto in cui si è nati e cresciuti. È l’infanzia la fase della vita in cui molti futuri percorsi umani e professionali nascono già segnati dalle difficoltà. Ed è da lì che occorre partire. Il nostro tasso di povertà infantile è più alto della media dei principali paesi europei e limita il futuro di migliaia di bambini e del nostro paese. Disuguaglianze come queste sono inaccettabili. Eppure l’Italia non ha un piano strategico che si proponga di affrontare in modo serio, sistematico e lungimirante un problema tanto fondamentale. Le politiche di sostegno all’infanzia e alle famiglie che ad ogni tornata elettorale vengono sbandierate dai vari schieramenti come temi cruciali, restano poi al palo quando si tratta di costruire e investire seriamente e con continuità. Serve un piano chiaro, concreto e vincolante a lungo termine. Una strategia che non venga minacciata ad ogni cambio di maggioranza, per sconfiggere questa odiosa forma di disuguaglianza. Incentivi al lavoro femminile, più servizi alle famiglie, scolarizzazione nei primi tre anni di vita, solo alcuni esempi di politiche attuabili per cercare di ristabilire pari opportunità tra gli adulti di domani. Con questa campagna a cura di Irene Tinagli Italia Futura si impegna a raccontare lo stato della mobilità sociale in Italia e a definire un concreto piano di azione da usare come strumento di pressione per la politica e i decisori pubblici.



Irene Tinagli:

Costruire una società veramente mobile e meritocratica non significa solo premiare chi raggiunge certi risultati, ma mettere tutti in condizione di arrivarci: dare a tutti l’opportunità di crescere bene, di avere accesso alla migliore istruzione, di realizzare il proprio talento e le proprie legittime ambizioni. Invece oggi molte di queste opportunità finiscono per essere colte solo da chi è già nato in condizioni di vantaggio. In Italia la maggior parte dei laureati viene da famiglie agiate ed istruite. È giusto trovare modi per premiarli e supportarli, ma è altrettanto fondamentale impegnarsi affinché a quei traguardi possano arrivarci tutti. E' da qui che occorre partire, subito. In Italia ci sono due milioni e mezzo di bambini e ragazzi che vivono in condizioni di povertà o semi-povertà. Bambini che hanno famiglie in difficoltà, che non possono permettersi di mandarli all’asilo, o di comprare i materiali necessari per studiare, giocare, crescere in condizioni paritarie rispetto agli altri. Questi bambini sanno fin da piccoli che la loro vita sarà diversa. Molti tra loro smetteranno di andare a scuola dopo la terza media, pochissimi andranno al liceo e ancora meno all’Università. Questi bambini crescono disincantati, con pochi sogni e ancor meno aspettative. La loro rinuncia è un fallimento per tutto il Paese. L’Italia oggi è il paese con il più basso tasso di istruzione non solo tra gli adulti ma anche tra i giovani. La nostra forza lavoro fatica a rinnovarsi e riqualificarsi e non potrà farlo se non interveniamo subito restituendo opportunità alle nuove generazioni. Bisogna restituire ottimismo ed entusiasmo ai bambini e ai ragazzi di oggi, dar loro l’opportunità di poter pensare al futuro senza sentirsi sopraffatti, impotenti, penalizzati dalle loro condizioni sociali o economiche. Come fare? Mettendo questi bambini al centro delle politiche del nostro paese. Investendo in servizi ed istruzione prescolare di qualità. Dando un aiuto concreto alle giovani famiglie, che sono le più penalizzate. Incoraggiando e valorizzando il lavoro femminile, che può aiutare tante famiglie ad uscire dalla povertà e tante donne a recuperare fiducia in loro stesse e nel futuro dei propri figli. Siamo un paese con una spesa pensionistica tra le più alte d’Europa e la più bassa spesa sociale per famiglie e l'infanzia. Dobbiamo smetterla di essere un paese ossessionato dalla propria vecchiaia, e divenire un paese capace e desideroso di guardare avanti ed investire nelle nuove generazioni. E ricordare alla politica che anche se i bambini rappresentano lo 0% dei voti elettorali, sono comunque il 100% del nostro futuro. Una buona politica deve partire da loro.





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#101 da buonanno pasquale, inviato il 23/12/2011
l'italia precipita in un burrone profondissimo, la totale mancanza di classe politica fa' siche non si torvi una via d'uscita, questo parlamento di moninati non puo' e non e' espressione del'italia che lavora, nei sottogoverni il voto di scambio per non parlare di compravendita di voti mortifica i cittadini, non so' io quale sia una via d'uscita, ma la speranza di una societa' sana e con lei una classe politica sana deve essere, fortemente voluta da tutti, solo cosi potremmo gettare le basi per il rilancio del nostro paese.

#100 da Giovanni Biagini, inviato il 4/11/2011
A partire da ora scommetterei sull'Italia! La Lettera a Brussel descrive esattamente, puntigliosamente, precisamente quali riforme sono necessarie per mettere in moto il paese e le annuncia allo stesso tempo. Perche' i sindacati abbiano da protestare non mi e' chiaro... un mercato del lavoro e un piano regolamentante delle categorie/modalita' di apertura dei negozi regolamentati su principi della antica monarchia Sabauda non sono (semplicemente) piu' attuali. Che le imprese non assumano per la paura di non poter licenziare, che la "Cassa Integrazione" possa essere usata come strumento coercitivo nei confronti dello stato ("o facciamo cosi' o devo mettere 2000 Lavoratori in cassa integrazione a zero ore e tu stato ti accolli i costi"), che microcriminalita' venga generata perche' i posti di lavoro sono pochi, che il patto generazionale (pensioni) non sia piu' mantenibile... mi dispiace, non lo posso e ne' lo voglio accettare. Decisioni cosi' "impopolari" che riguardano concetti definiti "intoccabili" (almeno in Italia) vengono prese da una politica a fine mandato (vedi Agenda 2010 di Schröder, Costi di Riunificazione di Kohl, etc.). TUTTI gli intenti proposti (tranne la svendita dei beni di Stato e i mutui garantiti per giovani coppie precarie) sono normalita' in Germania da decenni. Questa flessibilita' e' la ragione per cui la competitivita' tedesca e' indubbia sui mercati. Dico quasi provocando... NON C'E' CRISI in Europa in questo momento! I rapporti EUR/USD non sono mai stati cosi' proficui.... paghiamo risorse in Dollari (a basso tasso di cambio con l'Euro) e rivendiamo in Euro (a valore al momento competitivo rispetto ad altre valute o neutro nell'E15). La contrazione degli investimenti delle ultime due crisi implica un rinnovamento dei parchi macchine e mezzi di produzione (questo e' mercato)... aggiungi che forza lavoro per la cui formazione non si e' pagato ci viene regalata dal cielo... amici, "se questa e' una crisi, questo e' un manico di scopa". Non e' mancanza di mercato o di congiuntura ma mancanza di competitivita'. Un derivato della antica ma ancora esistente regolamentazione del mondo del lavoro italiano. Saluto con piacere la lettera di intenti italiana e contemporaneamente la vigilanza che ne verra' applicata a livello EU e (soprattutto) FIM, affinche' le (splendide) promesse del governo vengano effettivamente messe in atto. Questo fara' ripartire il motore Italia, rombante come una Ferrari. Mi ripeto, a partire da ora scommetterei sull'Italia!

#99 da Giuseppe Condello, inviato il 18/9/2011
Si sta assistendo ad un duplice fenomeno in Italia: da un lato si ha un invecchiamento della popolazione, ma dall'altro, i giovani hanno sempre più problemi a lasciare le case dei genitori e si cimentano con le reali difficoltà dell'inserimento lavorativo e sociale. Ciò comporta una forte conflittualità psicologica nelle famiglie con ovvi disagi fra generazioni. Del resto vi sono tendenze di chi senza scrupolo vorrebbe alimentare spesse volte lo scontro generazionale. Una società che voglia essere liberale e nel contempo ispirarsi sulla giustizia sociale deve essere dotata di meccanismi di riequilibrio, nella riallocazione delle risorse-opportunità, nel ridefinire un patto generazionale di lunga durata e la mobilità social. E non potrà non porsi il problema della sostenibilità demografica del paese. Premiare il merito e allo stesso tempo, entro una nuova solidarietà sociale, attivare un percorso di crescita economica e culturale di un tessuto nazionale che oggi non solo vive la precarietà, ma la vulnerabilità sociale. Secondo me una proposta dovrebbe essere quella che si ispira al valore umano, conoscitivo e sociale dell'individuo. Vi è un errore di impostazione etico-politica che va rimediato. Le politiche pubbliche secondo me dovrebbero ispirarsi a ciò tornando ad essere linee attuative di un progetto politico di lungo periodo.

#98 da Fabio Bechini, inviato il 17/9/2011
Solo chi è motivato può far uscire il paese dalle condizioni in cui si trova. Gli imprenditori hanno bisogno di lavoratori, cosi come i lavoratori dell'impresa. I giovani vogliono lavorare, crescere. Chi ha idee deve poterle esprimere e realizzare, specie se sono idee che possono far crescere il paese. Io ci credo ancora.

#97 da Domiziano Basilico, inviato il 12/9/2011
Buon Giorno a tutti
Mi unisco al coro di quelli che condannano questo paese e la sua classe politica. Mi rammarico però di constatare che il problema sembra più profondo, ho a che fare con persone che non credono più nella possibilità di create qulcosa. Provo a spiegarmi meglio: sono figlio di operaio e casalinga, ho studiato e preso la laurea in ingegneria, 7 anni fa ho lasciato la multinazionale per la quale lavoravo per fare la mia impresa e tutti mi hanno guardato con stupore?!?! La Brianza è terra di piccola impresa, perchè ho generato stupore, stiamo perdendo la voglia di mordere, di lavorare magari 7 giorni su sette per un idea, un obiettivo, qualcosa di nostro. Putroppo la burocrazia e la politica più becera non ci aiuta, ma spero di essere smentito e che possiamo ripartire. Una cosa è certa, l'italia è un paese bellissimo, il mio paese ma solo un paese, ci sono altre realtà nel mondo e messi alle strette dalla mentalità dominante possiamo sempre trovare altro. La politica può aiutare o mettere i bastoni fra le ruote, ma il destino è sempre nelle nostre mani, ce lo ha insegnato una generazione di migranti.
Voglio evitare questo, dobbiamo muoverci in tal senso con l'esempio e possibilmente con l'impegno, anche politico!!!

#96 da generoso sanseverino, inviato il 22/8/2011
Mi chiedo ogni giorno quando noi italiani troveremo la forza necessaria per fare riemergere nuovamente dei buoni esempi di gente che ha voglia di lavorare, che rispetta le regole, che paga le tasse, che non trova scappatoie, che non corrompe e ruba i soldi a danno della comunità. Purtroppo oggi abbiamo troppi cattivi esempi nel nostro paese, a tutti i livelli, e si fa fatica ad educare i propri figli che, anche se piccoli, si rendono perfettamente conto di vivere in un paese senza regole dove l’unico obiettivo è quello di avere potere per fare meno fatica possibile nel guadagnarsi da vivere. Vorrei poter indicare ai miei figli degli uomini importanti per il nostro paese così come facevano con me i miei genitori, operai alla Fiat che, se da una parte contestavano il loro datore di lavoro per ottenere migliori condizioni di vita, dall’altra mi dicevano che l’avvocato Agnelli era un grande personaggio perché operava per il bene del paese. Dove sono oggi questi personaggi? Persone come Agnelli, Olivetti e tanti altri imprenditori e politici che pur facendo in qualche maniera, e giustamente, anche i loro interessi non perdevano di vista, perché intelligenti, il fatto che un paese che non cresce non serve a nessuno neanche a quelli che occupano i gradini più alti della società. Quell’talia è solo un ricordo ma abbiamo il dovere di replicarla. Io voglio andare avanti seguendo gli ideali che mi sono stati insegnati dai miei genitori perché, almeno io, voglio essere un buon esempio per i miei figli.

#95 da enrico resch, inviato il 21/7/2011
L'Italia e' una nazione vasta dove cultura e societa' possono essere veramente distantie diversificate.Una cosa ci accomuna pero':il senso della Italianita' che ci lega in ogni piccola comune occasione sia di carattere sportivo,sociale,culturale che si presenta.Lo vedi negli aeroporti in giro per il mondo...si quelli sono Italiani,Abbiamo qualcosa di speciale,il gusto nel vestire,nel presentarci,nelle scelte alimentari...tutto parla delle nostre unicita'intrinseche.Ci manca una spinta che ci lanci e ci ponga al posto giusto,essere protagonisti con diritto...tutto il mondo viene in Italia a vedere cosa significa Cultura..diamo una mano all'Italia e superiao le barriere della burocrazia fantapolitica che ci avvolge,usiamo Internet a tutti i livelli,facciamo progetti di grande respiro comunitario con l'europa:basta dividerci per eesere piu' facilmente governati.L'unione fa la forza...in Italia e in Europa...dov'e' l'Europa e tutti i bei discorsi di unione...riappropriamoci della ns identita' e facciamoci conoscere per quello che veramente siamo,stop ai film di mafia e camorra...adesso e' ora di costruire qualcosa di nuovo ed anche in fretta..se non vogliamo seguire il destino della Grecia e compagne...nn c'e' piu' tempo da perdere,bisogna metter a punto un PROGRAMMA di buon governo vale a dire CASA E LAVORO PER TUTTI...ORA...ITALIA FUTURA devi metterti in mostra per essere il Partito della Svolta!!!dai che ce la fai!!!

#94 da francesco de domenico, inviato il 10/7/2011
bisogna cambiare veramente le cose

#93 da alessio coramusi, inviato il 21/4/2011
E' mia opinione che è necessario creare un circuito virtuoso attraverso la valorizzazione delle tantissime nostre eccellenze. Dalla manifattura made in Italy, alla cultura, al turismo, gastronomia ecc.. Se la politica non assume coem scopo principale l'esaltazione ed il sotegno di questo concetto nel mondo difficilmente l'italia potrà avere una crescita sufficiente a rimettere in moto l'occupazione e gli investimenti interni. La politica dovrebbe sostenere e valorizzare con tutti i mezzi le nostre esportazioni. I nostri imprenditori all'estero sono sempre più soli e soprattutto adesso scontano ulteriormente la non credibilità delle nostre istituzioni. Grazie

#92 da Gioacchino Marsala, inviato il 14/4/2011
Scelgo di commentare questo post perchè il problema dell'accesso allelibere professioni è un tema vecchio che nessun governo ha mai voluto affrontare. Io, per esempio, sono un farmacista e dopo avere svolto la professione di Informatore Scientifico per quasi venti anni hi deciso, grazie alla legge Bersani, di aprire una Parafarmacia. La legge Bersani ha solo aperto una piccola breccia nel muro di cemento armato che dal 1938 ( Regio Decreto!) garantisce e assicura il monopolio della vendita dei farmaci soltanto alle farmacie che hanno il medievale privilegio di trametterla da padre in figilio. Berlusconi aveva promesso e lo fa da 17 anni di attuare la più grande riforma liberale,di avviare processi nel campo della libera concorrenza, di aprire nuovi mercati ma,come abbiamo visto, in realtà anche lui è stato il più grande conservatore e il maggioe protezionista delle lobbies di questo paese, ormai vecchio e indietro rispetto alle grandi nazioni d'Europa del Mondo, eppure dicono che siamo ola 7^ potenza mondiale. Basta! E' tempo di riformare veramente questo pese, garantendo un'aspettativa migliore a noi e soprattutto ai nostri figli. Scenda in campo presidnete Montezemolo, senza paura e con la determinazione che la contraddistingue. Diamo forza ad una nuova formazione politica che Lei potrà certamnebte guidare per capacità, carisma e spirito di determinazione. Saremo in tanti, stanchi come siamo di vivere in un Paese bellissimo ma paralizzato dai soliti mestieranti dell politica che hanno dimostrato di lavorare (sic!) solo per i propri loschi interessi. Saremo in tanti, tantissimi e vedrà che ce la faremo! AUGURI!

#91 da Antonio Leanza, inviato il 7/4/2011
Aderisco ad Italia Futura perche penso da questa movimento possa nascere la speranza di cambiamento dell'Italia per far si che questo Paese possa esprimere tutte le sue potenzialità possano essere espresse per un cambiamento vero, a partire dal sistema politico che in questi anni è stato fortemente aggredito dall'introduzione di una legge elettorale che non consente l'elezione diretta dei suoi rappresentanti al Parlamento mbensì nominati dai caoi dei partiti. Inoltre spero che da questa iniziativa possa nascere un rinnovamento della politica che possa incidere per una migliora società fondata sul merito e sul bisogno, a favore dei giovani che della congiuntura economica negativa in questi anni hanno il maggior peso in termini di sacrifici e mancanza di opportunità.

#90 da Andrea Arsani, inviato il 4/4/2011
L'unico modo per sbloccare il sistema paese è creare un mercato del lavoro veramente flessibile. Dando la possibilità alle aziende, di assumere e licenziare e allo stesso tempo istituendo sistemi di tutela sociale veramente efficaci, ma che incentivino al ricollocamento e alla formazione. Finche questo non sarà fatto il paese rimarrà bloccato e i giovani non avranno nessuna possibilità.

#89 da marco manzotti, inviato il 6/12/2010
è opportuna una riforma scolastica che si faccia carico di formare gli studenti indirizzandoli anche verso attività pratiche.
E' palese che l'Italia abbia fame di laureati ma non posso fare a meno di constatare come, da qualche anno, molti lavori manuali siano stati trascurati dai noi italiani.
Ci sono posti di lavoro vacanti perchè tanti giovani si sono indirizzati (o sono stati indirizzati) verso percorsi scolastici che offrono scarse opportunità lavorative.
E intanto, nella patria della pizza, i pizzaioli italiani sono in via di estinzione.

#88 da Marco B., inviato il 26/11/2010
Una domanda per la dott.ssa Tinagli.
Al giovane che vuole laurearsi gliela regalo io la laurea.
Poi mi dice cosa ci fa con questo titolo se lo aspetta un mercato del lavoro dove per fare la libera professione o trovare lavoro in azienda devi passare per 4 stage, 2 tirocini gratuiti e diversi contratti precari?
Forse il problema non tanto è avere o non avere la laurea, quanto semmai un facile incontro con il mercato del lavoro. Per esempio facendo in modo che le imprese siano pronte a ricevere questi giovani e che il mercato delle libere professioni sia veramente libero e non corporativo. Per esempio si potrebbe cominciare con il vietare i doppi/tripli/quadrupli incarichi di qualsiasi natura essi siano.
Il motivo per il quale il paese è ingessato non è perchè i giovani non riescono a laurearsi, ma perchè trovano un mercato del lavoro con una profonda distanza tra imprese e università e un mercato delle libere professioni a numero chiuso.
Ma magari sbaglio e chiedo a lei maggiori lumi per capire a cosa possa servire un esercito di laureati con borsa di studio se poi non hanno sbocchi.

#87 da nonno zeus, inviato il 25/11/2010
mi son registrato a italiafutura xkè sono un gran tifosissimo della ferrari e credo che il prossimo anno vinceremo sia il campionato piloti che quello costruttori

#86 da giulia, inviato il 24/11/2010
A 37 anni, le DONNE DISOCCUPATE che si siano procurate l'onore e l'onere d'aver procreato figli in età fertile, che vantino l'etica di non averne delegato la cura a terzi, la decorazione di lauree da 110 e lode e che incontrano ZERO opportunità d'occupazione in generale, ZERO opportunità per l'occupazione femminile al Sud in particolare e SOTTOZERO opportunità lavorative per le DONNE over 30 nello specifico, in quale target disoccupazional-anagrafico-sociale potrebbero collocarsi? E, soprattutto, hanno diritto a collocarvisi o o le lasciamo al macero nel limbo della contemporanea miopia politica?Esiste in giro, nel magma delle ideologie socialmente e ultraeticamente ispirate, qualche Valoroso che opti per l'idea di farsi carico e portavoce delle istanze di codesta razza, evidentemente in via d'estinzione, di Madri giovani, attive, qualificate, ree d'aver ardito e aver amato fare figli prima ancora di far carriera?

#85 da cristina colombo, inviato il 23/11/2010
Ho letto il rapporto sulla mobilità sociale: i dati che compaiono sulla carta sono lo specchio della realtà che vivo ogni giorno e che è anche la mia.
Ho trovato molto interessanti tutte le proposte e sono sicura che vadano nella direzione giusta.
Riuscire a pensare che un bimbo nasca con un "fondo opportunità" anzichè con un debito lasciatogli dalle generazioni precedenti è quasi incredibile! Recuperiamo la capacità di sognare...solo così i sogni si trasformano in realtà!

#84 da Angelo Mattioli, inviato il 22/11/2010
Buongiorno; ho iniziato a leggere con interesse i vari commenti sul sito di Italia Futura sperando che non sia un altro esempio di chi predica bene e razzola male. A mio avviso in questa crisi devastante voulta ed incoraggiata da un sistema bancario allucinante e fortemente corrotto per uscire occorrono dei rinnovamenti sostanziali, agendo anche e soprattutto sul costo del lavoro (molto alto in Italia rapportandolo con il relativo rendimento) e sulle tasse. Spero fortemente che questo movimento possa iniziare a spingere la gente verso la giusta direzione.

#83 da Marco Ronchetti, inviato il 12/10/2010
Buonasera

Sono un imprenditore preoccupato per il futuro del nostro paese .
Ovviamente prima di iniziare questa professione ho lavorato come dipendente in
aziende strutturate della mia regione.
Ritengo che in una fase iniziale di crisi iniziata a Giugno 2008 sia stato anche giusto tagliare , se si intende analizzare gli sprechi e far in modo di eliminarli.
Questo però partendo dal presupposto che sia stato fatto in direzione di evitare sprechi può essere valido per affrontare una fase iniziale del momento economico .
Ora però è necessario ottimizzare la spesa che ritengo non sia direttamente proporzionale al tagliare .
Il tagliare in un secondo step della crisi può portare a creare disguidi che in futuro generalmente porta a costi maggiori per il recupero degli stessi.

Io suggerisco qualche punto per il vivere meglio :

1)Fare attività di verifica sui costi che sostengono gli enti locali e fare acquisti
dettati da contratti centralizzati con professionisti che possano misurare prezzo,servizio e qualità del prodotto .
2)Sensibilizzare sul momento difficile e aumentare la solidarietà e l'unione tra la gente

5)Migliorare la qualità dei servizi offerti ovviamente mantenendo i costi o riducendoli
migliorando la qualità della gestione

Ritengo che la qualità dei servizi offerti non sia direttamente proporzionale al costo del servizio , quindi è impegno di professionisti darsi il target di ottimizzare senza tagliare .

Generlamente si taglia con l'illusione di non cambiare niente quando la volontà,l'impegno, il controllo della situazione , il dialogo vengono a mancare e questo mi preoccupa.

Cosa si può fare ?

In questi casi pressione per migliorare , stare in silenzio affossa ancor piu la situazione.










#82 da cesare goslino, inviato il 24/9/2010
l'Italia è un paese ad alta immobilità sociale perchè chi deve garantire il contrario non ha nessun interesse a farlo essendo egli stesso parte concreta di questo interesse. Lo sono ad esempio i notai figli di notai, i politici figli di politici e gli imprenditori figli di imprenditori. Questo garantismo esasperato determina l'immobilità totale della libera espressione, esattamente come in Russia, in Cecenia o in Libia. Così il talento viene soffocato e ai nostri figli come a noi viene riservato un avvenire da veline e tronisti dove, per andare avanti, hai bisogno di Lele mora o di un reality mentre l'intelligenza, la cultura, l'istruzione diventano optional ai più sgraditi. Perchè la garanzia del controllo viene dalla garanzia dell'ignoranza e della spersonalizzazione. Da qui il piano di un governo che, per il proprio interesse, uccide la cultura, massacra la scuola, umilia la persona. Da qui l'esigenza di alzare la testa, di smetterla di credere a chi ci dice che siamo stupidi e cercare chi possa veramente valorizzare la nostra forza interiore ed esteriore.

#81 da Francesco Ristori, inviato il 31/8/2010
Salve, è veramente bello sentir parlare di Mobilità Sociale in un paese come il nostro. E' un po meno bello informarsi per avviare una nuova attività. I progetti in testa ci sono, ma per una persona NORMALE non sono sostenibili. Come si dice da noi, ci vogliono "le spalle coperte". Oggi nel 2010 i costi di avvio sono ESORBITANTI a causa di miliardi di norme e regole e attrezzature minime da rispettare. Non come al tempo del Fervore Italiano, quando bastava un Garage e un po di inventiva. E dove li trova i soldi un Giovane che vuol mettere in pratica le sue Idee? Nessuno crederà mai in te, neppure le banche. Questo è un problema ENORME che ha portato alla scomparsa del fantastico Fervore Mentale dell'Italia. Un paese fermo a causa di una Stupida burocrazia ed una riscerca spasmodica di regolamentazione che non porta a nessun risultato. Poche regole chiere che devono essere rispettate e BASTA al mettiamoci daccordo se non le rispetti!

#80 da francesco , inviato il 14/8/2010
Non so se qualcuno leggerà il mio messaggio ed è la prima volta che scrivo in merito ad un partito o simile, non avendo precedentemente avuto alcun interesse o ragione per farlo. Ma credo sia arrivato il momento. Sono nato in Italia ma cresciuto a NY. Cittadino Italiano con tutti i diplomi Americani. Credo fondamentalmente e con forte ambizione che c'è spazio per tutti nel mondo del lavoro. Lavoro per una nota azienda di orologi come Import Manager e lavoro anche con le dogane. Mi chiedo una semplice domanda: Quante altre persone in Italia hanno diplomi stranieri ritornati in Italia che hanno potuto contribuire non solo al proprio benessere ma quello collettivo? Credo tantissimi. Bisogna dare spazio a queste persone, perchè, abbiamo visto e vissuto 2 mondi. E grazie a queste esperienze si può creare lavoro e informazione anche verso chì non conosce. Si tratta di fatica ma con forte desiderio di cambiare e contribuire a migliorare una nazione dove non desidera, almeno politicamente, essere Internazionali. Non necessariamente Internazionali significa prendere e applicare tutto ciò che si è appreso, anzi, imparare e divulgare gratuitamente ciò che si è spesso ricevuto gratuitamente. Grazie dell'attenzione.

#79 da ILARIO MAIOLO, inviato il 2/7/2010
Qualcuno mi ha chiesto: chi sei? Rispondo subito! Vivo a Roma. Sono un avvocato e lavoro all'U.S.R. Lazio, sono sposato con Francesca e abbiamo 2 figli, 2 doni del Signore. Mio padre l'11 maggio 1988 è morto sul lavoro a Roccella Jonica.
Per me l'impegno politico oltre ad essere una vocazione è una missione che vorrei assolvere.

#78 da ILARIO MAIOLO, inviato il 2/7/2010
Vorrei fare politica per poter creare le condizioni per un domani e un futuro che soddisfi le aspettative dei cittadini.
Aiutare il mio prossimo facendo politica al servizio dei cittadini, penso, sia un dovere. E da cristiano è un amore per il prossimo.

#77 da Massimo Peruzzo, inviato il 12/6/2010
Sono figlio di genitori con la licenza elementare. Io e mia sorella siamo arrivati alla laurea con molti sacrifici da parte dei genitori. Dopo la laurea in chimica, ho avuto il classico colpo di fortuna di conoscere un imprenditore che mi ha dato la possibilità di diventare a mia volta imprenditore. Mi sono indebitato per prelevare quote di una azienda da "rilanciare" e a suon di sacrifici e notti insonni io e i miei collaboratori abbiamo creato una bella aziendina che produce utili anche in questi tempi di magra. In tutto questo le banche hanno fatto di tutto per mettermi il bastone tra le ruote, la politica la vedo solo in tv, e lo Stato quando bisogna pagare le tasse..... tutto questo per dire che con un po' di fortuna, tanta buona volontà e pochissimi soldi, se riesce a trovare la propria strada!

#76 da Filippo Davoli, inviato il 31/3/2010
Vorrei spezzare una lancia nei confronti di una generazione saltata a pié pari dal normale avvicendamento: la mia, quella dei nati nel cuore degli anni '60. Abbiamo fatto, in tutti gli ambiti, la nostra silente gavetta... ed ecco qua che i nuovi giovani - quelli dei '70 - ci hanno scavalcato prepotentemente, con la benedizione accondiscendente dei vecchi, sempre saldamente aggrappati agli scranni ma sufficientemente indeboliti da cominciare a sognare un erede. Noi siamo diventati così la "generazione saltata". Vecchi per i giovani, inesistenti per i vecchi.

#75 da Paride Vitale, inviato il 14/1/2010
Io vengo da una famiglia sicuramente non agiata, ho fatto l'università con molti sforzi economici, ho iniziato la mia vita professionale con uno stage di 6 mesi in cui ho cercato di dimostrare la il mio entusiasmo e la voglia d imparare un lavoro nell’ambito della comunicazione (che è la mia passione) e si è trasformato in un contratto a tempo indeterminato che mi ha portato dopo 6 anni a ricoprire ruoli man mano più importanti. Molto impegno che ho messo 8 anni fa (attualmente ho 32 anni). In questi anni ho visto cambiare il mondo del lavoro e oggi un contratto a tempo indeterminato è per molti un miraggio. Non credo sia un problema della certezza di un contratto ma dell’atmosfera politica ed economica in cui viviamo
Credo esistano due Italie: una reale e una politica. Da una parte chi si impegna, chi lavora, chi “intraprende”, chi ci mette sudore e lotta, chi ha fatto dell’italia la bandiera del made in italy, del design, della cultura. Dall’altra l’Italia della burocrazia, delle amministrazioni appesantite, di chi ha sostituito i fatti con le parole, l’entusiasmo con la furbizia, l’efficienza con il pressapochismo, la strategia con l’arrangiarsi. Credo in Italia Futura per far rimarciare questo Paese al passo degli altri paesi lungimiranti. Credo nelle persone impiegheranno testa e cuore in questo progetto

#74 da Very nice site!, inviato il 27/11/2009
Very nice site!

#73 da mauro antonio castigliego, inviato il 25/11/2009
Ho partecipato, sabato scorso ad un bar camp nella mia università a Roma. Ho affrontato il tema che verteva sul Pensare e Fare, tempi lunghissimi affinchè la pratica venga messa in atto. La conclusione è stata che c'è timore di osare, mancanza di iniziativa concreta basandosi sui giovani, che hanno tanta voglia, ma questa la si reprime con routine demoralizzanti. La mia proposta è quella di sponsorizzare Italia Futura nelle università e penetrare in esse, creando sezioni io ogni facoltà. Raccogliere idee, problemi sarebbe ottimo per toccare "con mano" le difficoltà di noi giovani studenti. Avviare un movimento con un progetto per i prossimi 5 anni, affinchè si giunga alla creazione di una base solida per poter avanzare e promuovore le iniziative senza timore che queste trovino ostacoli burocratici o politici. Partire a valle, per giungere a monte del problema italiano: la concretezza!!! Muoviamoci, mettiamoci tutti in gioco e chi ci crede avrà risultati.Io ci sto e voi????????

#72 da celeste zoli, inviato il 17/11/2009
E se ci mevessimo perché i beni confiscati alla mafia non tornino ai boss? Quanta mobilità per un lavoro che gurda al futuro: agicoltura, energia alternativa,ville già predisposte per resort pensiamoci.



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